Web 3.0, la rivoluzione digitale continua
Il semantic web penserà in modo sempre più umano, riconoscerà i nostri comportamenti, agirà per noi. Fiduciosi, spaventati, increduli?
Il Web 3.0 sta arrivando. Preparati!
Vi eravate appena abituati agli sconvolgimenti portati nella vostra vita dal cosiddetto web 2.0, all'evoluzione delle interfacce, del social networking, del social commerce? Allora tenetevi forte, perché c'è chi afferma che l'era del Web 2.0 è già finita... È ora di passare al Web 3.0.
L'evoluzione della rete non dà respiro, i percorsi possibili sono infiniti, ma sorge comunque spontanea la domanda "dove ci porterà il Web 3.0?". Proviamo ad etichettare il passaggio con pochi e semplici concetti: se il Web 2.0 era interazione e condivisione, contro la staticità del Web 1.0 fatto di collegamenti ipertestuali, il Web 3.0 sarà personalizzazione e accessibilità, sarà semantic web, web semantico.
| Come non citare allora Google? Il motore di ricerca più usato al mondo è da anni sempre un passo avanti, l'intelligenza artificiale è il suo pane, i suo strumenti offrono potenzialità infinite a tutti gli utenti, iniziando dalla home page, che con iGoogle si può completamente personalizzare (scelgo io il tema grafico della testata, gli applet da inserire e la disposizione dei box, i cui contenuti mi vengono presentati a seconda delle mie abitudini di navigazione, previste e analizzate da Google... Mai avuta la sensazione che il vostro pc vi stia leggendo nel pensiero? È ciò che fa Google!). |
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Di Web 3.0 se parla dagli inizi del 2006, e nonostante si tratti di una rivoluzione che riguarda gli utenti, il mondo del business freme, l'interesse dei venture capitalist di Silicon Valley si rinnova, la corsa allo sviluppo di nuove tecnologie diventa sempre più competitiva. Il 2.0 ha alcune solide basi, come Ajax, acronimo di Asynchronous JavaScript and XML, una tecnica di sviluppo web per creare applicazioni web interattive. E per il 3.0? Quali fantasticherie dovranno essere utilizzate? Come si riuscirà a far pensare davvero il computer in modo che sfogli per noi l'intero web, colga il significato delle parole chiave che cerchiamo e delle relazioni che esistono tra loro, prenda decisioni in base a un'analisi semantica?
Tutto ciò è ancora futuro, ma non poi così lontano. Proviamo a fare una panoramica su come cambierà internet e, di conseguenza, la nostra vita di instancabili frequentatori della rete:
- Integrazione e interoperatività (vera!) delle applicazioni, in modo che internet non sia solo un grande bacino di raccolta di dati, ma sia interamente composto da elementi riutilizzabili e con la capacità di interrogarsi tra loro, grazie a formati semantici come RDF ed OWL.
- Si sentirà sempre più parlare di web semantico, ovvero di un WWW capace di elaborare automaticamente i dati in base al significato prodotto dall'interazione con l'utente; i documenti pubblicati in internet saranno così indentificati anche per il loro "contesto semantico", dati che avranno un formato adatto ad essere interrogato ed interpretato automaticamente (... ed ecco che il pc comincia davvero a pensare!).
- Internet sarà ovunque, non solo sul nostro portatile e computer di casa; prima di tutto ce l'avremo sempre in tasca, grazie a
dispositivi mobili sempre più piccoli e performanti, e ovviamente sempre connessi; poi "navigheranno" anche i nostri elettrodomestici, il riscaldamento di casa, il sistema di tapparelle e persiane (vi immaginate il vostro termosifone che si collega al sito www.ilmeteo.com e in base alle temperature previste imposta il suo lavoro? O il forno che consulta ricette online per decidere se è il caso di azionare o meno per una decina di minuti il grill a fine cottura per la vostra ricetta?).
- L'Intelligenza Artificiale diventerà spaventosamente reale, le macchine interagiranno in modo quasi umano, compiranno delle scelte, faranno ragionamenti estremamente complessi, basati anche su comportamenti e preferenze. Questa strada è già stata largamente intrapresa, come abbiamo visto: basta pensare ad aziende come IBM e Google che stanno implementando nuove tecnologie per prevedere, ad esempio, le canzoni più scaricate sui siti Web universitari attraverso il data mining.
- 3.0... quindi anche 3 come 3D, le due dimensioni staranno presto strette al mondo di internet: è quasi ora di parlare di Geospatial Web e la rete diventerà presto una serie di spazi in tre dimensioni (ma quanto è distante, ad esempio, il mondo di Second Life da questa previsione? E quanto lo è Google Earth, con i suoi strumenti, la possibilità di navigare tranquillamente o in picchiata dalle galassie celesti fino alle singole strade delle città?), in cui ritrovarsi, collaborare, fluttuare, perdersi...
Siete pronti?