Sarkozy Vs Stallman
Il padre di GNU definisce "iniqua" la Dottrina Sarkozy che prevede il taglio all'accesso web in caso di violazione dei copyright. E non è il solo.
Il Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy
La Dottrina Sarkozy fa discutere. Piace alle lobby dei copyright, viene criticata da centri di ricerca e industrie ICT e terrorizza il popolo di Internet. Per affondare la pirateria online e il download tramite tecnologie Peer-to-Peer, il Presidente della Repubblica francese Sarkozy ha infatti definito tre semplici manovre: informare l'utente "disobbediente" con una mail, inviare un ultimo avvertimento via posta e in seguito tagliare l'accesso web. Il ruolo di controllori verrebbe assegnato ai Provider che sarebbero così collaboratori a pieno titolo delle industrie di contenuti. Inutile dire quanto questo provvedimento non sia piaciuto agli stessi ISP, trasformati in poliziotti con il diritto di violare la privacy dei netizen e di filtrare le URL scomode.
Il Presidente della Free Software Foundation Richard Stallman ha definito la Dottrina Sarkozy "iniqua e cruduele" ed ha già provveduto a scrivere una contro-proposta insieme a Francis Munguet, rappresentante della Société française de l'Internet (SFI). Secondo Stallman e Muguet sarebbe decisamente più sensato creare una società di gestione dei diritti (come una SIAE), e lasciare che gli utenti distribuiscano in rete copie rigorosamente non commerciali di opere degli artisti che ne siano membri. In questo modo i provider potranno togliersi il cappuccio da boia e diventare amministratori dei contributi versati dai cittadini per la collecting society. Gli utenti non dovrebbero infine pagare un prezzo fisso, ma i loro contributi dovrebbero poter variare in base all'apprezzamento, soluzione che del resto avevano già usato alcuni gruppi musicali consentendo lo scaricaggio dell'album online chiedendo una qualsiasi offerta. L'idea di Stallman e Muguet è quella di creare una sorta di nuovo mecenatismo che premi i talenti emergenti e i nuovi artisti e che scongiuri l'avvento di esagerate limitiazioni digitali.
Un segnale di allarme contro la Dottrina arriva anche da Google, che si schiera a favore degli utenti giudicando sproporzionate le misure previste contro la pirateria e ricordando quanto la libera circolazione di idee a contenuti su Internet sia la base per una crescita sia culturale che economica.
Nuove proposte arrivano anche da Torino dal Centro di Ricerca NEXA del Politecnico di Torino che introduce una possibilità per trasformare il file-sharing da ostacolo ad opportunità attraverso la creazione di licenze collettive.
L'uso della forza e delle sanzioni penali non può essere la soluzione contro i problemi delle industrie di contenuti. Sarebbe forse più opportuno concentrarsi su possibili riforme sul diritto d'autore nella nuova società dell'informazione.
E voi, cosa ne pensate?
Sarko(phag)zy
Ce la faremo? Chi Navigherà Vedrà
Veni, Vidi, ....bump!....Ahia!
Nuovi problemi vecchie idee