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First things First

Ken Garland scrisse il Manifesto per un design dell'essenziale: opponendosi alla tendenza contemporanea del graphic design al servizio passivo del consumo.

by Enrico Barra - 2010-02-05
First things First

K.Garland - Cover for Design, August 1958

Leggendo quotidianamente gli rss del sito FrizziFrizzi mi sono trovato sottomano un'articolo di G.Tammaro molto interessante che voglio divulgare.
Prima Di Tutto, Manifesto per un design dell’essenziale
, è la versione ri-aggiornata e tradotta in italiano, dell’ormai noto manifesto del ‘64. Un appello rinnovato da Alfa60, un gruppo interessato alla creatività in tutte le sue declinazioni.

L'originale fu scritto da Ken Garland nel 1964, firmato da ventidue professionisti della comunicazione e sostenuto da oltre quattrocento tra grafici ed artisti. Il cuore del manifesto era di opporsi alla tendenza contemporanea del graphic design sempre più al servizio passivo del consumo delle merci.

Purtroppo Ken non sapeva che le cose sarebbero andate molto diversamente...

Condivido l'intento di smettere di considerare la comunicazione unicamente come lavoro commerciale e remunerativo, e di indirizzare le energie creative verso problemi più rilevanti – crisi ambientali, sociali e culturali – che necessitano di emergere dal caos di informazione che oggigiorno ci avvolge e confonde.

Voi cosa ne pensate?

Il graphic-designer deve consumare tempo ed energia nell’inventare la risposta a cose che sono inessenziali nel migliore dei casi... oppure è anche un comunicatore sociale e culturale che contribuisce alla creazione di campagne di marketing sociali, libri, riviste, mostre, attrezzi educativi, programmi televisivi, cinema ed altri progetti di design?

 

Confusione

Posted by Andrea Marin at 2010-02-08 11:03
Ciao Enrico,

non so se ho capito bene il tuo discorso, ma anche leggendo il manifesto "Prima di tutto", rimango un po' confuso. Non capisco cosa intendete con "... consumare tempo ed energia nell'inventare la risposta a cose che sono inessenziali.."

Se un designer di successo vuole spendere del tempo per far parte di progetti sociali ben venga, anzi forse sarebbe anche ora che molti progetti sociali siano affiancati da professionisti della comunicazione e del design.

Scusa ma non è un po' come se uno sviluppatore scriva solo codice proprietario per la propria azienda invece di collaborare anche con le comunità di free software e magari per supportare progetti sociali?

L'impegno nei progetti comunitari è un sentimento che ognuno di noi sente dentro di se.

Forse questo manifesto serve proprio a sensibilizzare i designer e non?

Ciao Andrea

Confusione

Posted by Enrico at 2010-02-08 11:22
Ciao Andrea,
lo scopo del manifesto è proprio quello di sensibilizzare i designer (e non) sul fatto che la creatività viene convogliata verso il consumismo e verso il mercato compra-spendi-butta-ricompra... soprattutto nel mercato pubblicitario. Per esempio l'Ipad: un prodotto inutile ma venduto e presentato come fondamentale. Di esempi cosi potremo farne all'infinito.
Vuole essere anche una provocazione e come tale magari a tratti può essere contraddittoria o "confusa".

Confusione

Posted by Andrea Marin at 2010-02-08 18:17
Ora ho capito, speriamo che molti designer contribuiscano a pubblicizzare con la loro arte progetti sociali e Free Software :)