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Com'è nato e cresciuto Plone?

Intervista ad Alan Runyan, un Plone-addicted! 5 anni fa descriveva la sua visione del futuro di Plone. I suoi desideri si sono avverati?

by Alice Narduzzo - 2008-12-04
Com'è nato e cresciuto Plone?

logo Plone 2003 vs logo Plone 2008

Questo testo è tratto da un'intervista che risale al 15 ottobre 2003, ma che è ancora molto attuale, perché racconta la storia di un progetto sempre in crescita, le cui origini sono il fondamento e la fortuna della dinamicità che lo caratterizza oggi: parliamo di Plone!

 

Libera traduzione dall'Intervista originale ad Alan Runyan.

Quando hai scoperto Zope e qual è stata la tua prima impressione?

Alan: Ho scoperto Zope circa 4 o 5 anni fa dopo aver visitato slashdot [noto sito web informativo su argomenti di carattere tecnologico - N.d.T]. Al tempo lavoravo in una compagnia in cui venivano sviluppate applicazioni IIS/ASP/SiteServer. Alla fine ci ritrovammo a dover  costruire interfacce amministrative per tutte le nostre applicazioni. E per me Zope in quel momento ha rappresentato una scoperta fantastica, la migliore per il mio scopo. Ho lentamente incominciato a imparare DTML e non volendo imparare anche Python (l'ennesimo nuovo linguaggio, giusto?!) mi sono scervellato a lungo con Zope. Ciò che da subito avevo percepito era la sua potenza, il suo essere riusabile (come per ZConfera e Squishdot), multi-piattaforma e fin troppo complesso per il tempo che allora avevo a disposizione. Per questo lo abbandonai per un tot di mesi.

Circa un anno dopo andai all'ottava International Python Conference: da quel momento non ho potuto più fare a meno del linguaggio, della community e di Zope.

Quali furono le ragioni dello sviluppo di Plone e come accadde?

Alan: Be', avevo un brutto rapporto con il PTK (il predecessore del CMF) e quindi quando uscì il CMF non lo presi in considerazione a causa del suo predecessore. Dopo l'uscita della versione 1.2 ho realizzato che era molto migliorato e offriva servizi di più alto livello rispetto al framework di Zope. Ma era impossibile per un sviluppatore o un manager capire il suo valore. Era pura funzione, senza forma.

Dato che "Emerging" (il mio precedente datore di lavoro) stava collassando sotto le sue sfortunate decisioni amministrative, cominciai a usare Python a tempo pieno al lavoro. Durante i tempi morti gironzolavo spesso sul canale #zope su efnet. Anche Alexander Limi era su quel canale, ed era interessato alla sviluppo di prodotti Zope. Mi ero abbastanza impratichito da questo punto di vista (anche se un po' Zope mi faceva ancora paura...) così lo aiutai con alcuni suoi problemi.

Cominciammo a parlare dello stato del CMF e ci accorgemmo che concordavamo sul fatto che mancasse di sex appeal (visivamente). Gli dissi che se poteva fornirmi un bel design e un po' di HTML/CSS, io mi sarei occupato di fornire una nuova skin al CMF. Dopo sole 48 ore si ripresentò con la prima sequenza di HTML. Dopo circa altre 72 ore avevamo la versione dtml. Collaborando per circa un mese insieme (via .zexp), spostammo ciò che avevamo creato su filesystem e poco dopo abbandonammo il DTML per ZPT. Ciò consentì ad Alexander di concentrarsi sulla presentazione (HTML/CSS), permettendo invece a me di lavorare con Python, che ora mi divertiva. Tutto il resto è storia

Come vorresti che fosse Plone tra un anno?

Alan: Uhm, il tema dell'internazionalizzazione e della localizzazione trova sempre un posto nella mia mente, "guarda, puoi avere Plone in 30 lingue diverse!". Ma dato che io parlo solo americano opterei più per l'integrazione. Mi piacerebbe che Plone sapesse usare abilmente il sistema di trasformazione di Archetypes, per poter ad esempio caricare un file Word/Excel e vederlo trasformato in HTML. E vorrei vedere il versioning di contenuti in subversion (SVN). Vorrei che le persone potessero lavorare dai loro desktop e gestire i contenuti attraverso l'interfaccia di Plone. Questa è la strada per la dominazione del mondo... - ubiquità e integrazione con progetti di qualità (OpenOffice per la trasformazione, SVN come content repository). Plone deve puntare a diventare un vero sistema per la gestione dei contenuti, completo e usabile.

Perchè Archetypes è così importante per il futuro di Plone?

Alan: Archetypes è MERAVIGLIOSO! Forse bon è ancora pronto per le segretarie (be', per lo meno fin quando non parleremo di Archetypes attraverso il web...) ma per gli sviluppatori è una vera benedizione. Ben Saller, il creatore, riassume benissimo l'idea dicendo: "abbassare la soglia di competenze necessarie per poter avere a che fare con i complessi requisiti di Zope, quando si parla di nuovi oggetti per la gestione dei contenuti". Chiunque abbia mai sviluppato dei prodotti Python in Zope sa che ci sono un po' di grattacapi da affrontare. Archetypes ci risparmia il 95% dei problemi e ci permette di concentrarci sullo sviluppo. Tecnicamente, si tratta di un grande tributo alla flessibilità di runtime di Python.

Plone si basa su infrastrutture come Archetypes, CMF, e FormController. È molto importante capire che Plone ha bisogno di avere l'infrastruttura sottostante più snella possibile. Vorremmo diffondere la responsabilità dell'infrastruttura nella community e non nel solo team di sviluppatori Plone. Quindi da un certo punto di vista vedo l'importanza di Archetypes come un modo per far sì che un gruppo di sviluppatori si focalizzi sull'infrastruttura (al di fuori di Plone). Il più grande beneficio tangibile per Plone è la riduzione delle necessità di sviluppo. Gli utenti devono solo definire "schemi" di come vogliono che i tipi di contenuto funzionino. Non hanno bisogno di preoccuparsi dei dettagli riguardanti le gerarchie di classi, la sicurezza e, fino a un certo livello, lo storage.

Lavori con altri software basati su Python oltre a Plone e Zope?

Alan: Lavoro sempre meno col codice negli ultimi tempi. Ora che sto dirigendo RUNYAGA, LLC e tentando di sconfiggere l'entropia rappresentata dal processo di sviluppo di Plone, mi faccio aiutare da altri per fare il lavoro sporco (ovvero programmare). Reportlab è un software fantastico ma lo usiamo con Zope. Mi è piaciuto molto lavorare con Jython quando lavoravo ad un Java shop (anche se Java non mi manca per nulla). Ah... naturalmente uso SpamBayes per filtrare lo spam!!

Cosa fai per rilassarti?

Esco, seguo conferenze (Noam Chomsky), faccio ginnastica (nuoto), leggo (The Muse is Always Half Dressed in New Orleans), passeggio (con Bazil and Chunky, i miei cani), visito musei (Stedelijk), vado ai concerti (RadioHead), ascolto musica (James Booker), partecipo ad eventi (Art Car Ball), mi piace mangiare e ovviamente passare del tempo con la famiglia (Zia Joy).

 

Il 2008..

Cosa vi viene in mente pensando a un paragone tra come vedeva Alan il futuro di Plone qualche anno fa e come è diventato Plone oggi? Plone è sempre in movimento!!!

Quello che possiamo sicuramente confermare è che le promesse di Archetypes sono state ampiamente mantenute: migliaia di non sviluppatori in tutto il mondo hanno potuto utilizzare la potenza dell'infrastruttura di Plone senza essere vincolati ai pochi tipi di contenuto di base, e senza perdere in robustezza e qualità nel momento in cui definivano quelli di cui avevano bisogno: Archetypes è stato la testa d'ariete di Plone!

Oltre a ciò l'altra promessa mantenuta è stata quella di puntare sulla comunità, e questo ha permesso di poter mantenere vivo e attivo un progetto di così grandi ambizioni, capace di rinnovarsi continuamente, sempre mantenento altissimi livelli di flessibilità e robustezza nella sua configurazione standard, subito pronta per chiunque voglia gestire i suoi contenuti in autonomia e sicurezza.

 

 

Testo tradotto con la collaborazione di Ambra Zoia.