Google Ads: nuove offerte automatiche dal 17 agosto 2026

Circa L'Autore

Dal 2008 Eleonora Manfrini opera nel settore del Digital Marketing. In Redomino ricopre il ruolo di Senior Google Ads Specialist, affiancando aziende e professionisti nella pianificazione e nell'ottimizzazione di strategie di acquisizione orientate ai risultati. È in possesso di tutte le certificazioni Google Ads e nel 2015 ha ricevuto il riconoscimento Google AdWords Power Up, assegnato da Google ai professionisti che si sono distinti per competenze e risultati ricevendo il premio nella sede di Dublino. Nel corso della sua carriera ha gestito campagne Google Ads per progetti di rilievo, amministrando investimenti pubblicitari anche di importo elevato, multi lingua e secondo le logiche dei mercati esteri, maturando un'esperienza che la rende una delle professioniste italiane più esperte nel settore. Affronta ogni progetto con un approccio basato sull'analisi dei dati, sul miglioramento continuo e sulla condivisione delle competenze, mettendo la propria esperienza a disposizione di chi desidera rafforzare la propria presenza online e trasformare gli investimenti digitali in opportunità di crescita.

Google Ads cambia le offerte automatiche: cosa succede dal 17 agosto 2026

Dal 17 agosto 2026 entrerà in vigore una modifica importante nel funzionamento di alcune campagne Google Ads.

La novità riguarda soprattutto le campagne che:

  • risultano “limitate dal budget”;
  • utilizzano una strategia basata su un CPA target o un ROAS target.

Vediamo in modo semplice che cosa cambierà, quali conseguenze potrebbe avere per le aziende e come prepararsi.

Che cosa sono CPA target e ROAS target?

Il CPA target indica quanto un’azienda è disposta a spendere, in media, per ottenere una conversione: per esempio un acquisto, una richiesta di preventivo o un contatto.

Il ROAS target indica invece quanto fatturato si vuole generare rispetto all’investimento pubblicitario.

Facciamo due esempi:

  • un CPA target di 20 euro comunica a Google che l’obiettivo è ottenere ogni conversione spendendo mediamente circa 20 euro;
  • un ROAS target del 500% comunica che, per ogni euro investito, si vogliono generare circa 5 euro di ricavi.

Questi valori non sono semplici indicatori: sono istruzioni che Google utilizza per gestire automaticamente le offerte.

Che cosa cambierà dal 17 agosto?

Attualmente alcune campagne limitate dal budget riescono a ottenere risultati migliori rispetto al target impostato.

Una campagna potrebbe, per esempio, avere un CPA target di 20 euro ma generare conversioni a un costo medio di 12 euro.

Dal 17 agosto Google tenderà a ottimizzare la campagna in modo più coerente rispetto al target dichiarato.

Nell’esempio precedente, il costo per conversione potrebbe quindi avvicinarsi maggiormente ai 20 euro impostati.

Questo comportamento dovrebbe rendere i risultati più prevedibili quando si aumenta o si modifica il budget. Allo stesso tempo, però, potrebbe ridurre l’efficienza delle campagne che oggi stanno ottenendo risultati molto migliori rispetto al target.

Google non modificherà automaticamente i target o i budget: sarà responsabilità dell’inserzionista controllarli e decidere se mantenerli o aggiornarli.

Qual è l’impatto per il cliente finale?

Per il cliente finale la conseguenza più importante è molto semplice: a parità di investimento, alcune campagne potrebbero generare meno risultati oppure ottenere conversioni a un costo superiore.

Immaginiamo una campagna con:

  • CPA target impostato a 30 euro;
  • CPA effettivo recente di 18 euro;
  • budget giornaliero completamente utilizzato.

Se il target rimane a 30 euro, dal 17 agosto Google potrebbe iniziare a utilizzare quel margine per aumentare il volume, portando però il costo medio per conversione più vicino al valore dichiarato.

Non significa necessariamente che la campagna funzionerà peggio.

Potrebbe ottenere più conversioni e diventare più facile da scalare.

Tuttavia, se il CPA di 30 euro non è realmente sostenibile per l’azienda, il rischio è pagare di più per ogni risultato senza un corrispondente vantaggio economico.

Per questo motivo il target non dovrebbe essere scelto solo sulla base delle impostazioni presenti in Google Ads. Deve riflettere la redditività reale del business.

Quali campagne sono interessate?

La modifica riguarda diverse tipologie di campagne, tra cui:

  • campagne sulla rete di ricerca;
  • campagne Shopping;
  • Performance Max;
  • Demand Gen;
  • campagne per il settore viaggi.

Le campagne Display e Hotel utilizzano già il nuovo comportamento.

Le campagne per app e alcune campagne video continueranno invece a utilizzare il sistema precedente.

Nelle campagne multicanale, come Performance Max e Demand Gen, potrebbe cambiare anche il modo in cui Google distribuisce il traffico e il budget tra i diversi canali.

Che cosa è bene fare?

La prima cosa da fare è individuare le campagne che presentano contemporaneamente queste caratteristiche:

  • stato “Limitata dal budget”;
  • utilizzo di un CPA target o di un ROAS target;
  • risultati recenti migliori del target impostato.

Successivamente è necessario confrontare il target dichiarato con le prestazioni effettive.

Se una campagna ha un CPA target di 30 euro ma negli ultimi mesi ha ottenuto conversioni a 18 euro, bisogna chiedersi quale valore sia davvero sostenibile per l’azienda.

Se il CPA massimo sostenibile è 20 euro, lasciare un target di 30 euro potrebbe non essere la scelta corretta.

Se invece anche un CPA di 30 euro garantisce un buon margine e l’obiettivo è aumentare il numero di clienti, mantenere il target potrebbe essere una decisione sensata.

Google ha reso disponibile all’interno degli account uno strumento per controllare e modificare i target delle campagne interessate.

Il consiglio è comunque di non applicare automaticamente ogni suggerimento: prima di intervenire bisogna considerare margini, qualità dei contatti, valore medio degli ordini e reale capacità commerciale dell’azienda.

Le verifiche consigliate prima del 17 agosto

Prima del 17 agosto è opportuno:

  1. controllare quali campagne risultano limitate dal budget;
  2. verificare quali utilizzano CPA target o ROAS target;
  3. confrontare target impostato e risultato medio effettivo;
  4. calcolare il costo massimo sostenibile per ottenere un cliente;
  5. aggiornare i target solo quando necessario;
  6. evitare modifiche contemporanee e troppo drastiche;
  7. monitorare attentamente costi, conversioni e qualità dei risultati dopo l’aggiornamento.

Dopo ogni variazione importante è consigliabile attendere almeno uno o due cicli di conversione prima di giudicare i risultati.

Il sistema ha bisogno di tempo per adattarsi, soprattutto quando il percorso che porta alla conversione non è immediato.

Un’opportunità, se gestita correttamente

L’aggiornamento non deve essere interpretato soltanto come un rischio.

Per le aziende che conoscono con precisione il proprio CPA o ROAS sostenibile, il nuovo sistema potrebbe rendere più prevedibile l’aumento del budget.

Una campagna potrà essere scalata con maggiore coerenza rispetto all’obiettivo economico indicato.

Il punto centrale è che il target impostato acquisterà ancora più importanza.

Non dovrà essere un numero indicativo o lasciato invariato per abitudine, ma dovrà rappresentare un obiettivo economico reale.

In conclusione

Dal 17 agosto 2026 Google Ads seguirà più da vicino i target impostati nelle campagne limitate dal budget.

Se i valori presenti nell’account sono corretti e coerenti con gli obiettivi aziendali, la novità potrà aiutare a ottenere risultati più prevedibili.

Se invece i target sono troppo permissivi o non vengono aggiornati da tempo, il costo delle conversioni potrebbe aumentare.

La cosa più importante da fare è quindi controllare le campagne prima dell’entrata in vigore della modifica e verificare che CPA target e ROAS target siano realmente sostenibili.

In advertising, l’automazione è efficace solo quando riceve indicazioni corrette.

Google può gestire le offerte, ma la definizione degli obiettivi economici resta una responsabilità dell’azienda e di chi ne cura la strategia pubblicitaria.

Fonte

Guida ufficiale Google Ads – Modifiche alle strategie di offerta basate sul target.

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