Google Local Services Ads: dal 1° ottobre anche alcune chiamate perse potranno essere addebitate
Dal 1° ottobre 2026 Google cambierà il modo in cui vengono addebitati alcuni contatti telefonici generati dalle Local Services Ads. La novità più importante è semplice: un’azienda potrà pagare per una chiamata anche quando nessuno risponde.
La modifica riguarda soprattutto imprese locali e professionisti che utilizzano gli annunci Google per ricevere telefonate da potenziali clienti. Per questo è importante capire come funzionano le Local Services Ads, quali chiamate potranno essere considerate valide e come evitare costi inutili.
Se non hai mai utilizzato Google Ads, niente paura: in questo articolo troverai una spiegazione semplice, senza tecnicismi. Se invece gestisci già delle campagne, può essere utile chiedere una verifica a un consulente Google Ads o a un esperto Google Ads, soprattutto prima dell’entrata in vigore delle nuove regole.
Cosa sono le Google Local Services Ads?
Le Google Local Services Ads, spesso abbreviate in LSA, sono annunci pensati per attività che lavorano in una determinata zona geografica.
Possono essere utilizzate, per esempio, da:
- idraulici;
- elettricisti;
- imprese di pulizia;
- avvocati;
- agenti immobiliari;
- dentisti e altri professionisti sanitari;
- officine e carrozzerie;
- centri estetici;
- servizi per animali;
- insegnanti e tutor.
Questi annunci possono comparire nella parte alta dei risultati di ricerca quando una persona cerca un servizio disponibile nelle vicinanze.
A differenza delle campagne Google Ads tradizionali, nelle quali generalmente si paga per il clic sull’annuncio, con le Local Services Ads si paga per i contatti ricevuti. Il contatto può avvenire tramite una telefonata, un messaggio o una richiesta di prenotazione, a seconda della categoria e del Paese.
In altre parole, Google non vende soltanto una visita al sito: mette direttamente in comunicazione il potenziale cliente con l’attività.
Cosa cambia dal 1° ottobre 2026?
Secondo la comunicazione inviata da Google ad alcuni inserzionisti, dal 1° ottobre 2026 cambieranno i criteri applicati alle chiamate provenienti dalle Local Services Ads.
Le principali novità riguardano due situazioni.
1. Alcune chiamate perse diventeranno a pagamento
Una chiamata ricevuta durante gli orari di apertura dell’attività potrà essere considerata un contatto valido quando il potenziale cliente rimane in linea per più di 20 secondi, anche se nessuno risponde.
Questo significa che l’inserzionista potrebbe sostenere un costo senza aver parlato con il cliente.
Fino a oggi molte aziende erano abituate a considerare la telefonata persa come un contatto non acquisito. Con la nuova regola, invece, la disponibilità dell’azienda a rispondere diventa direttamente collegata al costo delle campagne.
2. Potranno essere addebitate anche le chiamate successive
Se la prima telefonata non soddisfa i requisiti per essere conteggiata come lead, un’eventuale chiamata successiva tra l’utente e l’azienda potrà essere addebitata quando rispetta i criteri previsti da Google.
Di conseguenza, non sarà sufficiente controllare soltanto il primo contatto. Sarà necessario analizzare l’intera sequenza delle chiamate associate allo stesso potenziale cliente.
Come funziona il limite dei 20 secondi?
Il limite dei 20 secondi riguarda le chiamate perse ricevute durante gli orari nei quali l’attività risulta aperta.
In termini pratici:
- una persona vede l’annuncio;
- chiama il numero collegato alla Local Services Ad;
- l’attività non risponde;
- il chiamante rimane in linea per oltre 20 secondi;
- Google può considerare quella telefonata un lead valido e addebitarla.
È quindi importante controllare che gli orari inseriti nell’account corrispondano alla reale disponibilità del personale.
Se l’annuncio dichiara che l’attività è aperta, Google si aspetta che qualcuno sia disponibile per rispondere.
Cosa succede se utilizzo un centralino automatico?
Google ha previsto un’eccezione per i sistemi telefonici che chiedono al chiamante di premere un tasto per essere indirizzato al reparto corretto.
In questi casi, il conteggio dei 20 secondi dovrebbe iniziare soltanto dopo che l’utente ha effettuato la selezione. Se il chiamante non preme alcun tasto e non viene inoltrato, la chiamata non dovrebbe essere addebitata secondo la nuova regola.
Questo non significa però che qualsiasi centralino protegga automaticamente dai costi. È opportuno verificare:
- la durata del messaggio iniziale;
- il funzionamento dei tasti;
- i tempi di inoltro;
- eventuali attese o trasferimenti;
- il comportamento fuori dagli orari di apertura;
- la configurazione della segreteria telefonica.
Un esperto Google Ads può affiancare questa verifica ai dati presenti nel rapporto dei lead, ma potrebbe essere necessario coinvolgere anche il fornitore del centralino.
Perché Google introduce questa modifica?
Google spiega che chi utilizza le Local Services Ads spesso ha un’esigenza immediata e desidera parlare rapidamente con un professionista.
Una persona che cerca un idraulico per una perdita, un carro attrezzi o un tecnico per un guasto difficilmente vuole attendere una risposta per ore. La piattaforma intende quindi favorire le aziende più reattive.
Dal punto di vista dell’inserzionista, però, questo cambiamento trasferisce una parte maggiore della responsabilità sulla gestione telefonica. Rispondere rapidamente non sarà soltanto una buona pratica commerciale: potrà incidere direttamente sul costo dei lead.
Quale sarà l’impatto sui costi?
L’impatto dipenderà soprattutto dal numero di chiamate perse e dalla capacità dell’azienda di rispondere durante gli orari dichiarati.
Un’attività che risponde quasi sempre potrebbe osservare variazioni limitate. Un’azienda che perde numerose telefonate, invece, potrebbe registrare:
- un aumento dei lead addebitati;
- un costo per lead più elevato;
- un consumo più rapido del budget;
- meno contatti effettivamente gestiti con la stessa spesa;
- maggiori difficoltà nel valutare il rendimento della campagna.
Per esempio, se un’azienda riceve dieci chiamate perse e sei chiamanti rimangono in linea per più di 20 secondi, alcune di queste telefonate potrebbero diventare costi pubblicitari anche senza una conversazione con il cliente.
Il numero esatto dipenderà comunque dai criteri applicati da Google e dalle eventuali eccezioni.
Cosa dovrebbe fare un’azienda prima del 1° ottobre?
La prima cosa da fare è verificare se nell’account o nell’indirizzo email collegato è arrivata la comunicazione di Google. Il cambiamento potrebbe essere distribuito in modo differente a seconda del mercato e della categoria professionale.
Successivamente è consigliabile intervenire su questi aspetti.

Controllare gli orari dell’attività
Gli orari indicati nelle Local Services Ads devono rappresentare i periodi nei quali qualcuno può realmente rispondere.
Non conviene dichiarare una disponibilità più ampia soltanto per mostrare più a lungo gli annunci, se poi le chiamate rimangono senza risposta.
Analizzare le chiamate perse
È utile verificare:
- quante chiamate vengono perse;
- in quali giorni e orari;
- quanto rimangono in linea i chiamanti;
- quante telefonate vengono richiamate;
- quante si trasformano in clienti;
- quali chiamate vengono addebitate da Google.
Questi dati aiutano a capire se il problema riguarda la campagna o l’organizzazione interna.
Ridurre i tempi di risposta
Le possibili soluzioni comprendono:
- inoltro della chiamata a più persone;
- servizio di risposta esterno;
- centralino con distribuzione automatica;
- notifiche immediate per le chiamate perse;
- copertura aggiuntiva negli orari più richiesti;
- riduzione della durata dei messaggi registrati.
Verificare centralino e segreteria
Una segreteria troppo lunga potrebbe mantenere il chiamante in linea oltre i 20 secondi senza produrre un vero contatto commerciale.
Anche un centralino configurato male può generare attese, chiamate interrotte e costi non produttivi.
Rivedere il budget pubblicitario
Se aumenta il numero di chiamate addebitabili, il budget potrebbe esaurirsi più rapidamente. È quindi opportuno ricalcolare:
- costo medio per lead;
- percentuale di risposta;
- percentuale di appuntamenti;
- valore medio del cliente;
- costo massimo sostenibile per acquisizione.
Un consulente Google Ads dovrebbe valutare le Local Services Ads sulla base dei clienti realmente acquisiti, non soltanto del numero di chiamate registrato dalla piattaforma.
Google proteggerà gli inserzionisti dalle chiamate spam?
Google dichiara che introdurrà ulteriori protezioni contro chiamate automatiche, spam e attività dannose. Al momento, però, non sono stati forniti tutti i dettagli tecnici sul funzionamento di questi controlli.
Gli inserzionisti dovrebbero quindi continuare a monitorare la qualità dei lead e verificare periodicamente gli addebiti.
È utile conservare anche le informazioni disponibili nel registro delle chiamate, soprattutto quando un contatto appare chiaramente irrilevante o fraudolento.
La modifica riguarda tutte le campagne Google Ads?
No. La modifica descritta riguarda le Google Local Services Ads, non tutte le campagne presenti in Google Ads.
Le normali campagne sulla rete di ricerca funzionano generalmente con un modello basato sul costo per clic. In quel caso l’inserzionista paga quando una persona fa clic sull’annuncio, anche se poi non telefona.
Le Local Services Ads seguono invece un modello basato sui lead. Per questo è importante non confondere i due strumenti.
Un’attività può utilizzare contemporaneamente:
- campagne Google Ads sulla rete di ricerca;
- annunci Local Services Ads;
- campagne Performance Max;
- campagne di remarketing o video.
Ogni soluzione ha regole, costi e sistemi di misurazione differenti.
Quando rivolgersi a un consulente Google Ads?
La consulenza può essere utile quando non è chiaro:
- quale tipo di campagna scegliere;
- quanto budget investire;
- perché i lead vengono addebitati;
- come misurare telefonate e clienti acquisiti;
- come collegare le campagne al gestionale o al CRM;
- come distinguere chiamate utili, spam e contatti duplicati;
- se conviene utilizzare Local Services Ads oppure campagne Search.
Un buon consulente Google Ads non si limita ad attivare gli annunci. Deve verificare l’intero percorso del cliente: ricerca, annuncio, telefonata, risposta, appuntamento e vendita.

Affidarsi a un esperto Google Ads può essere particolarmente importante quando una parte consistente del budget dipende dalle telefonate e l’azienda non dispone di un sistema preciso per monitorarle.
Conclusioni
Dal 1° ottobre 2026, la gestione delle chiamate diventerà ancora più importante per chi utilizza Google Local Services Ads.
Le aziende potrebbero pagare anche alcune telefonate perse, quando ricevute durante gli orari di apertura e rimaste attive per oltre 20 secondi. Potranno inoltre essere conteggiate determinate chiamate successive, se soddisfano i criteri dei lead validi.
La risposta più efficace non consiste semplicemente nel ridurre il budget. È necessario coordinare campagne, orari, personale, centralino e misurazione.
Prima dell’entrata in vigore delle nuove regole è consigliabile controllare la comunicazione ricevuta da Google, analizzare le chiamate perse e verificare che ogni euro investito produca opportunità commerciali reali.
Domande frequenti sulle nuove regole delle Google Local Services Ads
Che cosa sono le Google Local Services Ads?
Sono annunci dedicati alle attività e ai professionisti che offrono servizi in una specifica area geografica. Possono generare telefonate, messaggi o prenotazioni e vengono normalmente addebitati in base ai lead ricevuti.
Devo conoscere Google Ads per utilizzare le Local Services Ads?
Non è indispensabile avere competenze tecniche avanzate, ma è necessario configurare correttamente attività, servizi, zona, orari, budget e sistema di ricezione delle chiamate. Un consulente Google Ads può aiutare a evitare errori e costi non produttivi.
Dal 1° ottobre 2026 tutte le chiamate perse saranno a pagamento?
No. La comunicazione indica che potranno essere addebitate le chiamate perse durante gli orari di apertura quando il chiamante rimane in linea per più di 20 secondi, salvo le eccezioni previste da Google.
Pago anche se nessuno risponde?
Con la nuova regola, in determinate condizioni sì. Una chiamata persa potrà essere classificata come lead valido anche senza una conversazione con l’azienda.
I 20 secondi comprendono il messaggio del centralino?
Se il sistema richiede di premere un tasto per raggiungere il reparto corretto, Google indica che il timer partirà dopo la selezione. È comunque consigliabile testare attentamente il funzionamento del centralino.
Una chiamata successiva può essere addebitata?
Sì. Se la prima chiamata non viene conteggiata, una telefonata successiva che soddisfa i criteri di validità potrà diventare addebitabile.
La modifica riguarda anche le normali campagne sulla rete di ricerca?
No. La novità riguarda specificamente le Local Services Ads. Le campagne Search tradizionali utilizzano normalmente un modello di pagamento per clic.
Come posso sapere se la nuova regola si applica al mio account?
Controlla le email inviate da Google e le notifiche presenti nell’account Local Services Ads. In caso di dubbio, contatta l’assistenza Google o richiedi una verifica a un esperto Google Ads.
Posso evitare i costi disattivando gli annunci quando non rispondo?
È una possibile misura. Puoi anche correggere gli orari di apertura e organizzare una copertura telefonica più efficace. La soluzione migliore dipende dal volume e dal valore delle chiamate ricevute.
Google bloccherà le chiamate spam?
Google ha annunciato nuove misure contro chiamate automatiche e abusi, ma non ha ancora spiegato nel dettaglio tutti i controlli. È quindi importante continuare a verificare i lead addebitati.
Come posso capire se le Local Services Ads sono convenienti?
Devi confrontare la spesa con il numero di clienti effettivamente acquisiti, non soltanto con le telefonate ricevute. Le metriche principali sono costo per lead, percentuale di risposta, appuntamenti ottenuti, vendite concluse e valore medio del cliente.
Qual è la differenza tra un consulente Google Ads e un esperto Google Ads?
I due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi. Ciò che conta è scegliere un professionista capace di configurare le campagne, analizzare i dati, monitorare le conversioni e collegare la pubblicità ai risultati economici reali dell’azienda.
