Voucher Digitalizzazione Piemonte 2026: guida a contributi e spese

Circa L'Autore

Da oltre vent'anni Giuseppe Masili opera nel settore Digital. Fondatore di Redomino, affianca aziende e organizzazioni nello sviluppo di progetti digitali con un approccio orientato agli obiettivi e al miglioramento continuo. Nei primi anni della sua carriera ha contribuito alla diffusione in Italia delle piattaforme Open Source Zope e Plone, partecipando come relatore a conferenze nazionali e internazionali e promuovendo una cultura del web aperta e collaborativa. È coautore del libro internazionale The Definitive Guide to Plone (Apress), autore di articoli sul digitale e ha preso parte, come relatore e membro di giuria, a numerose iniziative dedicate all'innovazione, tra cui il Digital Festival e Create24. Nel corso degli anni è stato inoltre intervistato da testate e media specializzati, tra cui Mashable Italia, oltre a podcast e canali dedicati all'innovazione e al futuro del lavoro. Crede nell'approccio agile come metodo per individuare rapidamente il percorso più efficace, adattandolo e migliorandolo in base ai risultati. Ama viaggiare e considera ogni viaggio un'occasione per confrontarsi con culture diverse, osservare nuovi punti di vista e trasformare ogni esperienza in uno stimolo di crescita personale e professionale.

Voucher Digitalizzazione Piemonte 2026: fino al 65% a fondo perduto per innovare le PMI

Per le imprese piemontesi che stanno valutando investimenti in intelligenza artificiale, cybersecurity, cloud, software gestionali, CRM, automazione o altre tecnologie digitali, il 2026 porta un’opportunità da considerare con attenzione.

La Regione Piemonte ha attivato il Voucher Digitalizzazione PMI 2026, una misura che mette a disposizione complessivamente 19,2 milioni di euro per sostenere la trasformazione digitale delle imprese del territorio: 18 milioni provengono dal PR FESR Piemonte e 1,2 milioni dal sistema camerale piemontese.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, con una percentuale che varia in funzione della dimensione dell’impresa.

La procedura è a sportello e le domande potranno essere inviate dalle ore 11:00 del 22 ottobre 2026.

Vediamo quindi cosa finanzia il voucher, quali investimenti possono rientrare e come prepararsi alla presentazione della domanda.

Quanto finanzia il Voucher Digitalizzazione Piemonte

L’intensità del contributo varia in base alla dimensione dell’impresa:

  • Microimpresa: 65% delle spese ammissibili
  • Piccola impresa: 60%
  • Media impresa: 50%

Un esempio aiuta a comprenderne la portata.

Una microimpresa che realizza un progetto con 20.000 euro di spese interamente ammissibili, applicando l’aliquota del 65%, avrebbe un contributo teorico di 13.000 euro e una quota residua di 7.000 euro a proprio carico.

L’importo effettivamente riconosciuto dipende naturalmente dall’ammissibilità del progetto e delle singole spese e dal rispetto delle condizioni stabilite dal bando.

Chi può partecipare

Possono accedere alla misura le micro, piccole e medie imprese che possiedono i requisiti previsti dal bando.

Gli interventi possono interessare anche più unità operative della stessa impresa, purché siano localizzate in Piemonte.

I progetti possono inoltre essere presentati sia da una singola impresa sia, alle condizioni previste, in forma collaborativa tra più imprese, anche con il supporto di soggetti aggregatori.

La pagina ufficiale della Regione indica la misura come rivolta a imprese e liberi professionisti; prima di presentare la domanda è comunque necessario verificare puntualmente i requisiti soggettivi previsti dall’articolo 4 del bando.

Cosa finanzia: dall’Intelligenza Artificiale alla cybersecurity

Il Voucher Digitalizzazione 2026 comprende un ventaglio particolarmente ampio di tecnologie.

Un progetto deve riguardare almeno uno degli ambiti tecnologici indicati dal bando.

Tra questi troviamo:

  • manifattura additiva e stampa 3D;
  • cloud, edge, fog e quantum computing;
  • cybersecurity e business continuity;
  • AI per computer vision e riconoscimento delle immagini;
  • AI per NLP e automazione documentale;
  • AI predittiva, ad esempio per manutenzione o previsione della domanda;
  • AI generativa applicata ai processi aziendali;
  • infrastrutture HPC;
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • big data e analytics;
  • blockchain;
  • realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D;
  • Internet of Things e sensoristica;
  • sistemi integrati per la gestione dei processi aziendali, come ERP, MES, PLM e SCM;
  • tecnologie RFID e barcode;
  • CRM;
  • sistemi fintech ed EDI;
  • geolocalizzazione, logistica e fleet management;
  • tecnologie per l’in-store customer experience;
  • sistemi di e-commerce, con le condizioni specifiche previste dal bando.

Si tratta quindi di una misura che può interessare realtà molto differenti: dall’impresa manifatturiera che vuole interconnettere produzione e gestionale alla PMI commerciale che intende strutturare meglio dati, clienti e processi.

Software, licenze, dispositivi e servizi: cosa può essere finanziato

Non conta soltanto la tecnologia scelta. Occorre anche verificare la natura della spesa.

Il bando considera ammissibili, purché funzionali al progetto di upgrade digitale, beni e servizi strumentali, compresi dispositivi e spese di connessione.

Possono quindi rientrare, quando coerenti con il progetto, prodotti materiali e immateriali come impianti, macchinari, attrezzature, software e licenze.

Sono inoltre ammissibili servizi di consulenza specialistica e servizi di formazione direttamente funzionali all’introduzione delle tecnologie previste.

Esiste però un limite preciso: consulenza e formazione, sommate insieme, non possono superare il 30% delle spese ammissibili del progetto.

Il voucher non deve quindi essere interpretato come un finanziamento alla consulenza in senso generale: l’attività consulenziale deve essere legata all’effettiva introduzione della tecnologia.

L’Intelligenza Artificiale è finanziabile?

Sì, ed è uno degli aspetti più interessanti dell’edizione 2026.

Il bando cita espressamente diverse applicazioni di AI, tra cui computer vision, NLP e automazione documentale, AI predittiva e AI generativa applicata ai processi aziendali.

Questo apre opportunità interessanti per progetti che utilizzano l’AI, per esempio, per analizzare documenti, automatizzare flussi di lavoro, supportare processi interni, prevedere determinati fenomeni aziendali o rendere più efficienti attività operative.

Non basta però acquistare genericamente un servizio definito “AI”: deve esserci una chiara relazione tra tecnologia, investimento e progetto di trasformazione digitale.

Un nuovo CRM o ERP può rientrare?

Potenzialmente sì.

Il bando comprende esplicitamente il Customer Relationship Management (CRM) e le soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento integrato dei processi aziendali, citando sistemi ERP, MES, PLM e SCM.

Anche in questo caso è importante descrivere non soltanto il software acquistato, ma il processo aziendale sul quale interviene e l’innovazione che l’investimento introduce.

E-commerce: è finanziabile?

Sì, ma attenzione a una condizione particolarmente importante.

Il bando prevede i sistemi di e-commerce solo se collegati a un’altra tecnologia dell’elenco degli ambiti tecnologici.

Questo significa che la semplice realizzazione di un sito e-commerce, considerata isolatamente, non deve essere data per automaticamente finanziabile.

Il progetto potrebbe invece essere strutturato, ad esempio, integrando l’e-commerce con un CRM, un ERP, sistemi di analytics o altre tecnologie ammesse, purché l’intervento complessivo rispetti le condizioni del bando.

Cosa NON viene finanziato

Conoscere le esclusioni è fondamentale quanto conoscere le spese ammesse.

Il bando esclude, tra le altre, le spese relative a:

  • personale;
  • trasporto, vitto, alloggio e rappresentanza;
  • normali spese generali dell’azienda;
  • consulenza fiscale, contabile e giuridico-legale;
  • consulenza di mera promozione commerciale o pubblicitaria;
  • acquisizione di certificazioni;
  • smartphone;
  • beni usati;
  • beni acquisiti in leasing;
  • materiali di consumo, scorte e minuteria;
  • pubblicità e advertising, compresi mass media e social;
  • opere murarie;
  • lavori in economia;
  • beni e servizi non coerenti con il progetto.

Sono inoltre escluse le forniture di modico valore quando la fornitura complessiva è inferiore a 500 euro, IVA esclusa.

L’IVA non è normalmente ammissibile, salvo il caso in cui risulti indetraibile secondo le condizioni previste.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma ReStart di InfoCamere.

Il calendario prevede due momenti distinti.

Dal 12 ottobre 2026: precaricamento

A partire dalle ore 11:00 del 12 ottobre 2026 le imprese potranno precaricare sulla piattaforma la documentazione necessaria.

È importante sottolineare che il momento del precaricamento non determina alcuna priorità.

Caricare i documenti il 12 ottobre, quindi, non significa aver presentato la domanda.

Dal 22 ottobre 2026: invio delle domande

L’invio formale sarà possibile dalle ore 11:00 del 22 ottobre 2026.

Salvo chiusura anticipata o sospensione dello sportello, sarà possibile presentare domanda fino alle ore 16:00 del 15 dicembre 2026.

Perché il 22 ottobre è una data importante

La procedura è a sportello.

Le risorse complessivamente disponibili ammontano a 19,2 milioni di euro e la Regione specifica che lo sportello può essere chiuso o sospeso anticipatamente nel caso in cui la dotazione risulti esaurita o in fase di esaurimento.

Non conviene quindi interpretare il 15 dicembre come una normale scadenza entro la quale poter aspettare tranquillamente.

Per un’impresa interessata, l’obiettivo dovrebbe essere arrivare all’apertura dello sportello con progetto, preventivi e documentazione già verificati.

Quali documenti preparare

Unioncamere Piemonte ha predisposto una sezione specifica dedicata al bando.

Tra la documentazione indicata figurano il Modulo di domanda – Allegato A, la Dichiarazione spese – Allegato B, l’autovalutazione SELFI4.0, l’eventuale autodichiarazione del fornitore, la documentazione per i progetti collaborativi, la dichiarazione DNSH e altre dichiarazioni previste in funzione della situazione dell’impresa.

Alla data di aggiornamento di questo articolo, alcuni moduli risultano ancora indicati da Unioncamere Piemonte come “in aggiornamento”.

È quindi consigliabile utilizzare sempre la versione più recente pubblicata nella pagina ufficiale del bando e ricontrollare la documentazione prima del precaricamento.

Come prepararsi: partire dal progetto, non dall’acquisto

Uno degli errori più facili da commettere è partire da una lista di prodotti da acquistare e cercare successivamente di farli rientrare nel voucher.

È più efficace procedere al contrario.

Prima bisogna individuare il processo aziendale da migliorare.

Successivamente si definiscono la soluzione tecnologica, i fornitori, gli investimenti necessari e i risultati attesi. Infine si verifica la corrispondenza tra il progetto e gli ambiti tecnologici previsti dal bando.

Un’impresa commerciale potrebbe, per esempio, progettare l’introduzione di un CRM integrato con altri sistemi aziendali e strumenti di analytics.

Un’azienda manifatturiera potrebbe puntare sull’integrazione tra ERP, MES, macchinari e sensoristica IoT.

Un’impresa di servizi potrebbe introdurre strumenti di AI e automazione documentale per ridurre attività manuali e tempi di elaborazione.

Il punto centrale è sempre lo stesso: deve emergere chiaramente il collegamento tra investimento tecnologico e trasformazione di uno o più processi aziendali.

Voucher Digitalizzazione Piemonte 2026: domande frequenti e risposte

Quanto copre il contributo?

La percentuale ordinaria indicata per la misura è del 65% per le microimprese, 60% per le piccole imprese e 50% per le medie imprese, fermo restando quanto previsto dal bando per il progetto specifico.

È un finanziamento da restituire?

No. Si tratta di un contributo a fondo perduto, purché naturalmente l’impresa rispetti le condizioni previste per concessione, realizzazione e rendicontazione dell’investimento.

Posso finanziare un progetto di Intelligenza Artificiale?

Sì. L’AI è esplicitamente prevista e il bando comprende computer vision, NLP e automazione documentale, AI predittiva e AI generativa applicata ai processi aziendali.

Posso acquistare un CRM?

Potenzialmente sì. Il CRM è espressamente inserito nell’elenco degli ambiti tecnologici finanziabili. L’investimento deve comunque essere inserito in un progetto coerente e rispettare tutte le altre condizioni di ammissibilità.

Posso acquistare un ERP o un MES?

Sì, queste tecnologie sono espressamente contemplate dal bando insieme a PLM, SCM e tecnologie di tracciamento come RFID e barcode, sempre nell’ambito di un progetto ammissibile.

Posso rifare il sito web aziendale?

La realizzazione di un normale sito web non compare di per sé tra gli ambiti tecnologici elencati. Occorre quindi valutare il progetto concreto e la sua relazione con una delle tecnologie ammesse.

Posso realizzare un e-commerce?

L’e-commerce è previsto solo se collegato a un’altra tecnologia dell’elenco. Un progetto costituito esclusivamente da un e-commerce non va quindi considerato automaticamente ammissibile.

Posso finanziare campagne Google Ads, Meta Ads o social?

No. Il bando esclude le spese di pubblicità e advertising, anche sui mass media e sui social.

Posso acquistare smartphone?

No. Gli smartphone sono esplicitamente esclusi dalle spese ammissibili.

Posso comprare hardware?

Beni, attrezzature e dispositivi possono essere ammissibili quando risultano effettivamente strumentali e funzionali all’introduzione delle tecnologie previste dal progetto. Non significa quindi che qualsiasi acquisto hardware sia automaticamente finanziabile.

Consulenza e formazione sono finanziabili?

Sì, quando sono funzionali all’introduzione delle tecnologie ammesse. La somma delle spese di consulenza e formazione non può però superare il 30% delle spese ammissibili complessive del progetto.

Posso acquistare beni usati o utilizzare il leasing?

No. Il bando esclude sia l’acquisto di beni usati sia i beni in leasing.

Possono partecipare più aziende allo stesso progetto?

Sì. Gli interventi possono essere realizzati singolarmente oppure in forma collaborativa su base progettuale tra più imprese, anche con il supporto di soggetti aggregatori, nel rispetto delle condizioni previste dal bando.

Se precarico la domanda il 12 ottobre ho la precedenza?

No. La Regione precisa espressamente che la data di precaricamento non ha rilevanza ai fini della graduatoria.

Il precaricamento serve invece per arrivare preparati all’apertura dello sportello.

Quando posso inviare realmente la domanda?

Dalle ore 11:00 del 22 ottobre 2026 attraverso la piattaforma ReStart.

La chiusura è prevista alle ore 16:00 del 15 dicembre 2026, salvo sospensione o chiusura anticipata dello sportello.

Conviene aspettare dicembre?

Considerata la natura a sportello della procedura e la possibilità di sospensione o chiusura in caso di esaurimento delle risorse, è consigliabile organizzare il progetto e la documentazione per tempo.

Dove si presenta la domanda?

La domanda deve essere trasmessa telematicamente attraverso ReStart, la piattaforma di InfoCamere indicata dal bando.

Fonti ufficiali e approfondimenti

Le informazioni contenute in questo articolo sono state elaborate sulla base della documentazione ufficiale disponibile al momento della pubblicazione.

Regione Piemonte – Bando Voucher Digitalizzazione PMI 2026

Pagina istituzionale contenente testo della misura, spese ammissibili ed escluse, requisiti generali, calendario e documentazione ufficiale.

Unioncamere Piemonte – Bando Voucher Digitalizzazione PMI 2026

Pagina del soggetto gestore nella quale vengono pubblicati bando, allegati, modulistica, aggiornamenti e materiali necessari alla presentazione della domanda.

Regione Piemonte – PR FESR 2021-2027, Voucher Digitalizzazione PMI

Documentazione relativa alla misura regionale nell’ambito dell’azione dedicata alla transizione digitale del sistema imprenditoriale.

Piattaforma ReStart – InfoCamere

Piattaforma attraverso la quale dovrà essere effettuato il precaricamento e, dal 22 ottobre 2026, l’invio telematico della domanda.

Poiché modulistica, FAQ e indicazioni operative possono essere aggiornate prima dell’apertura dello sportello, le imprese interessate dovrebbero verificare la documentazione ufficiale più recente prima di effettuare investimenti o presentare la domanda.

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