Annunci dinamici Google Ads: dai DSA ad AI Max

Circa L'Autore

Dal 2008 Eleonora Manfrini opera nel settore del Digital Marketing. In Redomino ricopre il ruolo di Senior Google Ads Specialist, affiancando aziende e professionisti nella pianificazione e nell'ottimizzazione di strategie di acquisizione orientate ai risultati. È in possesso di tutte le certificazioni Google Ads e nel 2015 ha ricevuto il riconoscimento Google AdWords Power Up, assegnato da Google ai professionisti che si sono distinti per competenze e risultati ricevendo il premio nella sede di Dublino. Nel corso della sua carriera ha gestito campagne Google Ads per progetti di rilievo, amministrando investimenti pubblicitari anche di importo elevato, multi lingua e secondo le logiche dei mercati esteri, maturando un'esperienza che la rende una delle professioniste italiane più esperte nel settore. Affronta ogni progetto con un approccio basato sull'analisi dei dati, sul miglioramento continuo e sulla condivisione delle competenze, mettendo la propria esperienza a disposizione di chi desidera rafforzare la propria presenza online e trasformare gli investimenti digitali in opportunità di crescita.

Hai un sito con molti prodotti o servizi e vuoi promuoverli su Google senza dover individuare manualmente ogni possibile ricerca?

Gli annunci dinamici della rete di ricerca, conosciuti anche come DSA (Dynamic Search Ads), sono stati progettati proprio per questo: utilizzare i contenuti del sito web per individuare ricerche pertinenti, selezionare una pagina di destinazione e generare automaticamente il titolo dell’annuncio.

Google Ads sta però cambiando. I DSA sono destinati a confluire in AI Max per le campagne sulla rete di ricerca, con una migrazione automatica prevista a partire da febbraio 2027.

Vediamo come funzionano gli annunci dinamici, quali controlli sono necessari e come preparare le campagne al passaggio verso AI Max.

Cosa sono gli annunci dinamici della rete di ricerca?

Gli annunci dinamici della rete di ricerca sono annunci Google Ads che utilizzano le informazioni presenti sul sito per trovare corrispondenze tra le ricerche degli utenti e le pagine dell’azienda.

In una campagna sulla rete di ricerca basata sulle parole chiave, l’inserzionista seleziona i termini da utilizzare e prepara gli annunci associati.

Con i DSA, invece, Google analizza i contenuti delle pagine idonee e può mostrare un annuncio quando individua una ricerca pertinente.

Il sistema genera dinamicamente:

  • Il titolo dell’annuncio.
  • La pagina di destinazione.
  • L’URL visualizzato, in base alla destinazione selezionata.

L’inserzionista prepara le descrizioni degli annunci e definisce quali pagine possono essere utilizzate.

Attenzione: gli annunci dinamici non creano automaticamente un elenco di parole chiave nell’account. Utilizzano un meccanismo di targeting basato sul sito web.

Quando possono essere utili i DSA?

I DSA sono stati pensati soprattutto per aziende con siti ben organizzati, numerose pagine di prodotto o un catalogo ampio.

Immagina un e-commerce che vende centinaia di articoli, suddivisi in categorie e sottocategorie. Preparare manualmente parole chiave e annunci per ogni prodotto può richiedere molto lavoro.

Gli annunci dinamici possono contribuire a intercettare ricerche pertinenti che le campagne tradizionali non coprono.

Lo stesso principio può essere utile per un’azienda che offre molti servizi specifici, purché ogni servizio abbia una pagina chiara e aggiornata.

I DSA, però, non risolvono automaticamente problemi del sito. Se le pagine sono incomplete, i titoli sono poco descrittivi o i prodotti non sono aggiornati, anche la selezione delle destinazioni e la generazione dei titoli possono risultare poco efficaci.

DSA e Google Shopping sono la stessa cosa?

No. Per un e-commerce, gli annunci dinamici della rete di ricerca e gli annunci Shopping rispondono a logiche differenti.

Shopping utilizza informazioni strutturate sui prodotti, generalmente gestite attraverso Google Merchant Center, e può mostrare elementi come immagini, prezzi e disponibilità.

I DSA utilizzano invece i contenuti delle pagine web per attivare annunci testuali sulla rete di ricerca.

Possono quindi contribuire a intercettare ulteriori ricerche, ma non rappresentano un sostituto equivalente delle campagne Shopping.

Se hai problemi con Merchant Center o con i dati di prodotto, la soluzione non è necessariamente aggirarli attraverso un’altra campagna: conviene capire se è possibile correggere le informazioni e rendere il catalogo idoneo.

Come funziona il targeting dinamico?

Il targeting determina quali pagine del sito Google Ads può utilizzare per gli annunci dinamici.

Il controllo delle destinazioni è fondamentale. Permettere al sistema di utilizzare indiscriminatamente tutto il sito può portare traffico su pagine che non hanno un obiettivo commerciale.

Le principali modalità di targeting dei DSA comprendono:

Categorie suggerite da Google

Google Ads può organizzare le pagine del sito in categorie basate sui contenuti.

Puoi utilizzare queste categorie per creare gruppi di annunci dedicati a determinate famiglie di prodotti o servizi.

La disponibilità delle categorie dipende dal sito e dall’elaborazione delle sue pagine: non è garantito che Google riesca a generarle per ogni dominio.

URL specifici e regole

Puoi indicare singole pagine oppure gruppi di URL che rispettano determinate condizioni.

Per esempio, se un e-commerce utilizza una struttura coerente, una regola basata su una parte dell’URL può aiutarti a selezionare una categoria di prodotti.

Occorre però controllare attentamente quali pagine vengono incluse: una regola troppo generica può coinvolgere contenuti non pertinenti.

Feed di pagine

Un feed di pagine permette di fornire a Google Ads un elenco di URL selezionati dall’inserzionista.

Puoi anche utilizzare etichette personalizzate per organizzare le pagine in gruppi.

Questo approccio è utile quando vuoi mantenere un controllo più preciso sulle destinazioni, per esempio limitando la promozione a specifiche categorie o a prodotti selezionati.

Per approfondire le opzioni disponibili nei DSA, consulta la guida ufficiale ai target degli annunci dinamici.

Quali pagine bisogna escludere?

Definire le pagine da promuovere è importante quanto identificare quelle da escludere.

Per un e-commerce, è opportuno controllare soprattutto le pagine relative a prodotti esauriti, articoli non più disponibili o categorie che non vuoi pubblicizzare.

In base alla struttura del sito, possono essere da escludere anche:

  • Informative sulla privacy e condizioni legali.
  • Carrello e pagine di pagamento.
  • Pagine di assistenza non pertinenti all’obiettivo commerciale.
  • Contenuti informativi che non vuoi utilizzare come destinazioni pubblicitarie.
  • Pagine con offerte scadute o informazioni non aggiornate.

Le esclusioni possono essere configurate mediante URL o altre regole supportate dalla piattaforma.

Se il catalogo cambia frequentemente, la gestione delle disponibilità richiede particolare attenzione: una pagina idonea oggi potrebbe non esserlo più domani.

Bisogna controllare anche le ricerche degli utenti e aggiungere parole chiave escluse quando emergono termini non pertinenti.

Come controllare i risultati di una campagna DSA

Una campagna dinamica non dovrebbe essere lasciata funzionare senza verifiche soltanto perché una parte del targeting è automatizzata.

Per capire cosa sta accadendo, controlla i rapporti dedicati ai termini di ricerca e alle pagine di destinazione.

Questi dati permettono di osservare le ricerche che hanno attivato gli annunci, le destinazioni utilizzate e i risultati ottenuti.

Analizza soprattutto:

  • Termini di ricerca: sono coerenti con ciò che l’azienda vende?
  • Pagine di destinazione: Google sta inviando gli utenti verso contenuti pertinenti?
  • Conversioni: quali ricerche e pagine contribuiscono a generare vendite o contatti?
  • Costo per conversione: quanto investimento serve per ottenere un risultato utile?
  • Valore delle conversioni: per gli e-commerce, quali prodotti e categorie contribuiscono al fatturato attribuito alle campagne?

Un numero elevato di clic non dimostra, da solo, che la campagna stia funzionando.

Allo stesso modo, non è utile impostare automaticamente offerte CPC elevate per ottenere traffico fin da subito. Budget e strategia di offerta devono dipendere dagli obiettivi, dalla qualità del tracciamento e dai dati disponibili.

Google Ads mette a disposizione strategie di offerta automatica orientate alle conversioni e al loro valore, ma devono essere utilizzate con obiettivi di misurazione corretti.

Cosa cambia con AI Max dal 2027?

Google ha annunciato che la migrazione automatica delle campagne che utilizzano i DSA verso AI Max inizierà a febbraio 2027.

Questo significa che i DSA non sono più una soluzione da considerare isolatamente per la pianificazione a lungo termine delle campagne.

AI Max è un insieme di funzionalità per le campagne sulla rete di ricerca che amplia le possibilità di automazione e controllo.

Tra le principali funzionalità troviamo:

  • Corrispondenza dei termini di ricerca: consente di raggiungere ricerche aggiuntive utilizzando diversi segnali, inclusi contenuti del sito e annunci.
  • Personalizzazione del testo: permette di creare testi pubblicitari adattati alle ricerche utilizzando informazioni degli annunci e delle pagine.
  • Espansione dell’URL finale: può selezionare una pagina del sito diversa da quella indicata nell’annuncio, quando viene considerata più pertinente.

AI Max introduce inoltre controlli per gestire meglio aspetti come brand e URL utilizzati.

Non significa, però, che ogni automatismo debba essere attivato senza valutazioni.

È necessario verificare che le impostazioni siano compatibili con gli obiettivi commerciali e che le pagine selezionabili siano appropriate.

Come controllare le pagine di destinazione con AI Max

La funzionalità di espansione dell’URL finale permette a Google Ads di scegliere pagine pertinenti del sito.

Per mantenere il controllo puoi utilizzare:

  • Esclusioni di URL: per impedire l’utilizzo di determinate pagine.
  • Inclusioni di URL: per indicare pagine o gruppi di pagine da utilizzare come destinazioni dinamiche.
  • Feed di pagine: quando è necessario organizzare e controllare con maggiore precisione gli URL.

Le impostazioni interagiscono tra loro: per esempio, attivare le inclusioni senza disattivare l’espansione dell’URL finale non limita necessariamente la pubblicazione ai soli URL inclusi.

Se vuoi restringere le destinazioni a un insieme preciso di pagine, devi quindi configurare correttamente le opzioni disponibili e verificarne gli effetti.

Le modalità di controllo sono illustrate nella documentazione ufficiale sull’espansione dell’URL finale nella rete di ricerca.

Hai già campagne DSA attive? Cosa controllare prima della migrazione

Se utilizzi ancora gli annunci dinamici della rete di ricerca, il passaggio ad AI Max è un’occasione per verificare la qualità della configurazione esistente.

Prima di procedere, conviene:

  1. Analizzare lo storico: individua i gruppi di annunci, i target e le pagine che generano risultati utili.
  2. Controllare le esclusioni: verifica quali URL e ricerche non devono essere utilizzati.
  3. Rivedere le pagine del sito: controlla titoli, contenuti, disponibilità dei prodotti e coerenza delle destinazioni.
  4. Verificare le conversioni: assicurati che vendite e richieste di contatto siano misurate correttamente.
  5. Esaminare le impostazioni di AI Max: presta attenzione alla corrispondenza dei termini di ricerca, alla personalizzazione del testo e all’espansione dell’URL finale.
  6. Confrontare i risultati: dopo la migrazione, analizza le ricerche, le pagine utilizzate e le conversioni, senza limitarti al volume di traffico.

Google prevede strumenti e procedure di aggiornamento per accompagnare il passaggio, ma le opzioni disponibili devono essere verificate direttamente nell’account.

Per le informazioni sul calendario puoi consultare l’annuncio ufficiale Google sulla migrazione dei DSA ad AI Max.

Conviene creare oggi una campagna DSA o utilizzare AI Max?

Se stai progettando una nuova campagna sulla rete di ricerca, è opportuno considerare fin dall’inizio AI Max e verificare quali funzionalità sono disponibili nel tuo account.

I DSA rimangono importanti per comprendere e gestire le configurazioni ancora attive, ma Google ne ha già annunciato la transizione.

In entrambi i casi, il punto centrale non cambia: l’automazione può aiutarti a raggiungere nuove ricerche, ma ha bisogno di un sito ben organizzato, pagine pertinenti, esclusioni corrette e conversioni affidabili.

Se stai progettando una nuova campagna, scopri il servizio Redomino di creazione campagne Google Ads. Partiamo dagli obiettivi della tua azienda per scegliere la struttura e le impostazioni più adatte, senza utilizzare l’automazione come soluzione predefinita.

Se invece hai già campagne DSA attive e vuoi verificare come stanno funzionando prima del passaggio ad AI Max, possiamo aiutarti con il servizio di ottimizzazione delle campagne Google Ads.

Il vero vantaggio non è automatizzare tutto: è utilizzare gli strumenti disponibili per intercettare ricerche pertinenti e trasformarle in risultati concreti.

Cosa ne pensi?