Google elimina gli annunci laterali: cosa cambiò nel 2016

Circa L'Autore

Dal 2008 Eleonora Manfrini opera nel settore del Digital Marketing. In Redomino ricopre il ruolo di Senior Google Ads Specialist, affiancando aziende e professionisti nella pianificazione e nell'ottimizzazione di strategie di acquisizione orientate ai risultati. È in possesso di tutte le certificazioni Google Ads e nel 2015 ha ricevuto il riconoscimento Google AdWords Power Up, assegnato da Google ai professionisti che si sono distinti per competenze e risultati ricevendo il premio nella sede di Dublino. Nel corso della sua carriera ha gestito campagne Google Ads per progetti di rilievo, amministrando investimenti pubblicitari anche di importo elevato, multi lingua e secondo le logiche dei mercati esteri, maturando un'esperienza che la rende una delle professioniste italiane più esperte nel settore. Affronta ogni progetto con un approccio basato sull'analisi dei dati, sul miglioramento continuo e sulla condivisione delle competenze, mettendo la propria esperienza a disposizione di chi desidera rafforzare la propria presenza online e trasformare gli investimenti digitali in opportunità di crescita.

Nel febbraio 2016 Google modificò la disposizione degli annunci pubblicitari nei risultati di ricerca da desktop: gli annunci testuali di Google AdWords scomparvero dalla colonna laterale destra.

Il cambiamento, confermato il 19 febbraio 2016 e distribuito a livello mondiale, segnò una tappa importante nell’evoluzione della pubblicità su Google. Gli annunci testuali vennero concentrati nella parte superiore e inferiore della pagina dei risultati.

Nota storica: questo articolo ripercorre una modifica del 2016. Google AdWords è stato successivamente rinominato Google Ads e l’aspetto dei risultati di ricerca è cambiato ulteriormente nel corso degli anni.

Schermata storica del 2016 dei risultati di ricerca Google senza annunci testuali nella colonna laterale
Una schermata del 2016: gli annunci testuali non occupano più la colonna destra dei risultati di ricerca.

Che cosa cambiò nella pagina dei risultati di Google?

Prima di questa modifica, gli annunci AdWords potevano comparire sia sopra i risultati organici sia nella colonna destra della pagina.

Con il nuovo layout del 2016, Google eliminò gli annunci testuali laterali e introdusse la possibilità di mostrare fino a quattro annunci sopra i risultati organici per alcune ricerche con una forte intenzione commerciale. Altri annunci potevano comparire nella parte inferiore della pagina.

Il quarto annuncio in alto non era previsto per tutte le ricerche: la sua presenza dipendeva dal contesto e dal tipo di ricerca effettuata.

Perché Google eliminò gli annunci laterali?

La modifica avvicinò l’organizzazione dei risultati desktop a quella dei dispositivi mobili, dove lo spazio disponibile non consentiva una colonna pubblicitaria laterale equivalente.

Google aveva sperimentato per anni diverse disposizioni degli annunci prima di introdurre il cambiamento su scala mondiale.

La nuova struttura concentrava gli annunci testuali in posizioni diverse rispetto al passato, ma non significava che tutte le ricerche avrebbero mostrato quattro annunci nella parte superiore.

Che cosa rimase nella colonna destra?

La scomparsa degli annunci testuali non comportò l’eliminazione di tutti gli elementi presenti nella parte destra dei risultati.

Gli annunci di prodotto, allora conosciuti come annunci Google Shopping, potevano continuare a occupare quello spazio in determinate ricerche.

Nella stessa area potevano inoltre comparire i Knowledge Panel, i riquadri informativi che Google utilizza per presentare informazioni su aziende, luoghi, persone e altre entità.

È importante distinguere questi elementi: un Knowledge Panel non è, di per sé, un annuncio pubblicitario.

Quali conseguenze ebbe il cambiamento per gli inserzionisti?

Nel 2016 la rimozione degli annunci laterali aprì un dibattito sulle possibili conseguenze per chi investiva in Google AdWords.

Tra le questioni discusse c’erano la maggiore attenzione verso gli annunci in alto, il numero di posizioni disponibili e l’eventuale aumento della concorrenza e dei costi per clic.

Queste erano però ipotesi da verificare attraverso i dati delle campagne: la modifica del layout, da sola, non permetteva di concludere che i costi sarebbero aumentati per tutti gli inserzionisti o che ogni campagna avrebbe ottenuto risultati migliori.

Per le aziende, il cambiamento rendeva ancora più importante analizzare il rendimento effettivo degli annunci, anziché concentrarsi esclusivamente sulla loro posizione.

Come funziona oggi il posizionamento degli annunci Google Ads?

Oggi gli annunci sulla rete di ricerca possono comparire in diverse posizioni rispetto ai risultati organici. La loro collocazione dipende dall’asta pubblicitaria e da fattori come l’offerta, la qualità dell’annuncio, il contesto della ricerca e altri elementi considerati da Google Ads.

La posizione non è fissa e il numero di annunci visualizzati può cambiare da una ricerca all’altra.

Per valutare la visibilità delle campagne è quindi più utile osservare i dati effettivi, come la quota impressioni e le metriche relative alla parte superiore della pagina, insieme a costi e conversioni.

Se una campagna è già attiva ma non sta producendo i risultati attesi, il nostro servizio di ottimizzazione delle campagne Google Ads aiuta a individuare dove intervenire, partendo dai dati e dagli obiettivi dell’azienda.

La lezione che resta valida dal 2016 a oggi è semplice: la visibilità conta, ma deve essere valutata insieme ai risultati che genera.

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