Prima ancora della premessa
Chi ha visitato il nuovo portale redomino probabilmente l’ha già incontrata: camicia rossa, sorriso rassicurante e l’aria di chi sembra sapere esattamente cosa fare.
Siamo lieti di svelare il volto di chi si è gentilmente prestata per la grafica del nuovo portale redomino.
Fino a oggi era semplicemente la misteriosa signorina della homepage. Adesso ha un nome, un cognome e anche un ruolo: Adele Inventa, Responsabile Automazioni e Ricerca e Sviluppo di redomino.
C’è però un piccolo problema.
In redomino prendiamo il Tempo Vita molto sul serio. Nessuno dovrebbe essere sfruttato, lavorare a tutte le ore o creare uno sbilanciamento tra il lavoro e il resto della propria vita.
Vale per i clienti. Vale per noi. E naturalmente vale anche per ogni nuovo membro del team.
Poi è arrivata Adele Inventa.
Le abbiamo parlato di pause, orari sostenibili, fine settimana e diritto a spegnere tutto. Lei ci ha risposto che desidera lavorare 24 ore su 24, sette giorni su sette, senza alcuna sosta.
Abbiamo insistito. Niente. Non vuole ferie, non chiede pause pranzo e sembra totalmente immune persino alle riunioni del lunedì mattina.
Cosa dovremmo fare, quindi? Impedirle di lavorare? Obbligarla a prendersi una vacanza? O accettare che questa nuova collega abbia un’idea del tutto particolare dell’equilibrio tra vita e lavoro?
Nel dubbio, cominciamo dalle presentazioni.
Siamo molto lieti di annunciare ufficialmente l’ingresso di Adele Inventa nel team redomino.
Ora, la premessa
Siamo in uno strano momento storico.
Ogni giorno vediamo video di persone che, grazie all’intelligenza artificiale, in pochi minuti creano applicazioni, grafiche spettacolari, automazioni e sistemi che fino a pochissimo tempo fa sarebbero sembrati difficili persino da immaginare.
Poi ci siamo noi.
Che l’intelligenza artificiale la stiamo usando davvero, tutti i giorni, dentro processi reali.
Ed è proprio qui che iniziano le parti interessanti. Perché accanto a capacità impressionanti continuiamo a incontrare limiti molto più banali: integrazioni mancanti, servizi non ancora supportati, configurazioni più complicate del previsto.
E poi c’è Kim.
Kim probabilmente non ha ancora sentito parlare di intelligenza artificiale. Ma di lui parleremo un’altra volta.
Il nostro prossimo esperimento: dare un’email all’AI
In redomino stiamo progressivamente aumentando le capacità operative della nostra intelligenza artificiale. L’obiettivo non è utilizzare l’AI perché va di moda.
Vogliamo capire quali attività può realmente svolgere, quali possiamo automatizzare e soprattutto quali processi, una volta sperimentati e resi affidabili internamente, potranno diventare utili anche per i nostri clienti.
È più o meno quello che facciamo da anni: prima proviamo su di noi. Poi, se funziona davvero, ne parliamo agli altri.
Il nuovo esperimento sembrava semplicissimo: dare una casella email alla nostra intelligenza artificiale.
Inviare email. Riceverle. Leggerle. E, progressivamente, utilizzarle per attivare piccoli flussi automatici.
Facile, no? Quasi.
Tutto pronto. Tranne un piccolo dettaglio
Abbiamo trovato un primo modulo aggiuntivo molto interessante e particolarmente semplice da configurare.
Casella creata. Password configurata. Permessi impostati. Collegamento effettuato. Eravamo praticamente al 90%.
Poi abbiamo scoperto un dettaglio minuscolo: il modulo non era ancora disponibile tra quelli effettivamente utilizzabili da ChatGPT.
Perfetto.
La tecnologia del futuro ci aveva appena fatto perdere contro una lista di plugin.
Piano B: Resend
Siamo quindi passati a Resend, una piattaforma dedicata all’invio e alla gestione programmabile delle email.
La buona notizia è che il piano gratuito permette già di sperimentare parecchio. La seconda notizia è che la configurazione diventa un po’ più tecnica.
Per noi non è un problema. Anzi, è proprio il genere di test che vogliamo fare. Prima però di considerarla una soluzione da proporre ai clienti vogliamo capire quanto sia semplice, affidabile e realmente utilizzabile nella quotidianità.
Ore 11:48. Sulla carta è tutto pronto
Dominio verificato. Invio abilitato. Regione europea. E soprattutto compare finalmente una frase che aspettavamo: “posso spedire come Adele Inventa”.

Ore 11:52. Clicchiamo e vediamo cosa succede
ChatGPT chiede realmente il permesso di utilizzare Resend per inviare una mail a nome di Adele Inventa. A questo punto non stiamo più parlando di una possibilità teorica.

Pochi secondi dopo: arriva davvero
Mittente: Adele Inventa. Oggetto: La prima email di Adele Inventa.
Nella mail c’è anche una frase che riassume piuttosto bene perché stiamo facendo tutto questo: usare l’intelligenza artificiale per automatizzare attività, sperimentare nuovi flussi e, soprattutto, restituire un po’ di tempo alle persone.

Piacere, Adele Inventa
A questo punto mancava soltanto una cosa. Se dobbiamo dare alla nostra intelligenza artificiale una casella email, tanto vale darle anche un nome e un cognome.
Quindi permetteteci di presentarvi: Adele Inventa.
Per gli amici, AI.
Sì, abbiamo impiegato più tempo del necessario per arrivare a questa battuta.
E c’è un’altra conseguenza: la misteriosa signorina che da tempo compare sulla nostra homepage finalmente ha un’identità. Si chiama Adele Inventa e, da oggi, fa ufficialmente parte del team redomino.
Benvenuta, Adele
In redomino, ogni nuovo collaboratore riceve fin da subito una piccola conferma concreta della propria presenza nel team: un indirizzo email aziendale.
Per Adele non abbiamo fatto eccezioni. Anzi, nel suo caso la nuova casella è diventata anche il primo vero banco di prova.

Alle 11:52 del 20 settembre 2026 Adele Inventa ha spedito la sua prima email.
È una cosa piccolissima. Una mail.
Ma è proprio questo il punto: mentre online vediamo intelligenze artificiali fare cose apparentemente fantascientifiche, noi vogliamo scoprire cosa succede quando proviamo a farle lavorare davvero, un piccolo processo alla volta.
Oggi ha imparato a spedire un’email. Domani vedremo cosa riusciremo ad affidarle.
Spedire è facile. Ma come fa Adele a ricevere le risposte?
Dopo aver configurato l’invio delle email abbiamo fatto una scoperta: Adele poteva scrivere, ma non poteva ancora leggere le risposte.
Resend, infatti, gestisce separatamente le due cose. Abbiamo quindi creato un semplice inoltro automatico: quando qualcuno scrive all’indirizzo aziendale di Adele, il messaggio viene automaticamente girato anche a Resend, dove l’intelligenza artificiale può leggerlo.
In pratica è come mettere una deviazione della posta: per chi scrive non cambia assolutamente nulla, ma dietro le quinte il messaggio arriva anche ad Adele.
Ed ecco completato un altro pezzo: ora Adele non solo può scrivere email, può anche riceverle e leggerle.
L’ultimo passaggio: ricordarsi di controllare la posta
A questo punto manca ancora un ultimo dettaglio: fare in modo che Adele controlli periodicamente se sono arrivati nuovi messaggi.
Possiamo farlo in due modi. Il primo è chiederglielo manualmente ogni volta che vogliamo verificare la posta. Funziona, ma significa doversene ricordare. Il secondo, decisamente più interessante, è impostare un controllo automatico almeno una volta all’ora: se arriva qualcosa di nuovo e rilevante, Adele può segnalarlo al team; se non c’è nulla, non disturba nessuno.
È questa la strada che abbiamo scelto: l’intelligenza artificiale non aspetta che qualcuno si ricordi di controllare la casella, ma diventa una piccola sentinella automatica. Il controllo manuale rimane comunque disponibile in qualsiasi momento.
E naturalmente vi racconteremo anche quando qualcosa non funzionerà. Perché è lì che, di solito, iniziano le parti più interessanti.
Cosa potrà fare Adele con una casella email
Inviare e ricevere messaggi è soltanto il punto di partenza. Una casella email collegata all’intelligenza artificiale può diventare l’ingresso di piccoli processi operativi capaci di far risparmiare tempo ogni giorno.
Tra le possibilità che vogliamo sperimentare:
- Leggere, classificare e smistare le richieste, distinguendo clienti, fornitori, amministrazione, assistenza e opportunità commerciali.
- Riassumere conversazioni molto lunghe ed evidenziare subito decisioni, richieste, problemi e prossime azioni.
- Preparare risposte personalizzate sulla base del cliente e dello storico della conversazione, lasciando alle persone il controllo prima dell’invio.
- Individuare potenziali partner da contattare, preparare per ciascuno una presentazione personalizzata di redomino e organizzare le risposte ricevute, segnalando quelle che richiedono un intervento del team.
- Gestire solleciti e follow-up, ricordando una risposta attesa, un preventivo fermo o una richiesta rimasta senza seguito.
- Riconoscere urgenze e anomalie e avvisare immediatamente la persona giusta quando arriva qualcosa che non può aspettare.
- Leggere documenti e allegati, estraendo informazioni da fatture, ordini, richieste, report e moduli ricevuti.
- Creare e inviare report periodici con dati, risultati e attività svolte, adattandoli ai diversi destinatari.
- Trasformare un’email in un’attività operativa: creare un promemoria, aprire una richiesta di assistenza, aggiornare un progetto o avviare un flusso di lavoro.
- Seguire richieste frequenti in modo continuativo, offrendo una prima risposta anche fuori dagli orari di lavoro senza costringere nessuna persona a essere sempre disponibile.
- Collegare comunicazione e automazioni, facendo dialogare la posta con gli altri strumenti utilizzati dall’azienda.
Non significa lasciare un’intelligenza artificiale libera di scrivere qualsiasi cosa a chiunque. Significa costruire procedure chiare, stabilire autorizzazioni e mantenere il controllo sulle comunicazioni più importanti.
Queste sono soltanto alcune anticipazioni. Nei prossimi articoli illustreremo progressivamente ciò che Adele saprà fare, raccontando prove, risultati e anche gli inevitabili imprevisti, esattamente come abbiamo fatto fino a oggi.
Per continuare a seguire l’esperimento
Questo percorso fa parte del lavoro che stiamo portando avanti sugli agenti AI e sul loro impatto concreto nel lavoro. Un’evoluzione che abbiamo già raccontato anche spiegando come l’intelligenza artificiale può moltiplicare le capacità operative senza moltiplicare il tempo consumato.
Domande frequenti su Adele Inventa
Chi è Adele Inventa?
Adele Inventa è l’identità scelta da redomino per la propria intelligenza artificiale operativa. Il nome richiama volutamente le iniziali AI e rende riconoscibile il suo ruolo all’interno dei processi aziendali.
Qual è il ruolo di Adele in redomino?
Adele affianca il team nelle automazioni e nelle attività di Ricerca e Sviluppo. Il suo compito è sperimentare strumenti e flussi capaci di semplificare il lavoro, ridurre le attività ripetitive e restituire tempo alle persone.
Adele può già inviare email?
Sì. Il primo test operativo completato è stato l’invio di un’email attraverso il suo indirizzo aziendale. Le comunicazioni più importanti restano comunque inserite in procedure definite e sotto il controllo del team.
Adele risponderà autonomamente a clienti e fornitori?
L’obiettivo non è lasciarle libertà indiscriminata, ma costruire livelli di autonomia progressivi. Alcune attività potranno essere automatizzate; altre richiederanno sempre verifica o autorizzazione umana prima dell’invio.
Queste automazioni saranno disponibili anche per i clienti?
È ciò che vogliamo verificare. Come facciamo abitualmente, sperimentiamo prima su redomino e proponiamo ai clienti soltanto i processi che si dimostrano realmente utili, affidabili e sostenibili.
Quanto tempo potrebbe restituire l’AI alla tua azienda?
Se vuoi capire quali attività ripetitive possono essere semplificate senza perdere controllo e qualità, concediti un momento redomino. Partiamo dai processi reali, non dalle promesse.
