Google Ads sta facendo un altro passo verso un modello in cui non serve più conoscere ogni leva della piattaforma per spiegare ciò che si vuole ottenere. Con AI Brief possiamo descrivere in linguaggio naturale il business, il pubblico e il messaggio. L’intelligenza artificiale traduce quel brief in indicazioni operative per AI Max.
Il 23 settembre 2026 Google ha annunciato l’estensione della beta chiusa di AI Brief anche all’italiano, insieme a olandese, francese, tedesco, giapponese, portoghese e spagnolo. Non è ancora una funzione disponibile per tutti, ma la direzione è ormai piuttosto evidente.
Che cos’è AI Brief
AI Brief, basato su Gemini, permette di guidare AI Max usando parole normali. Google distingue tre aree particolarmente interessanti:
- Messaging Guidelines: cosa gli annunci dovrebbero dire — e cosa non dovrebbero dire.
- Matching Guidelines: quali tipi di ricerche privilegiare o evitare.
- Audience Guidelines: a quali persone rivolgersi e quali messaggi mostrare loro.
Prima di applicare le indicazioni, il sistema può mostrare esempi di asset e ricerche, permettendo all’inserzionista di correggere il tiro.
In pratica: stiamo iniziando a “raccontare” la campagna
Immaginiamo un e-commerce di illuminazione personalizzabile. Invece di partire esclusivamente da keyword, corrispondenze e decine di impostazioni, potremmo spiegare:
Vogliamo raggiungere persone che stanno progettando una lampada personalizzata. Diamo priorità a chi cerca cavi tessili, portalampada e componenti, evitando il pubblico interessato soltanto all’illuminazione generica. Nei messaggi valorizziamo personalizzazione, qualità e possibilità di creare una soluzione su misura.
È un cambio di prospettiva importante: non diciamo soltanto alla macchina come lavorare, le spieghiamo il risultato e il contesto che vogliamo ottenere.
Google Ads diventerà semplice per tutti?
Probabilmente diventerà molto più semplice iniziare. E questo è un bene. Google offre già un’esperienza conversazionale che, partendo dalla landing page, può proporre gruppi di annunci, parole chiave, titoli, descrizioni, immagini e sitelink. AI Brief aggiunge un ulteriore livello: la possibilità di trasferire all’algoritmo indicazioni strategiche espresse in linguaggio naturale.
Per una piccola attività con un budget limitato potrebbe significare riuscire a costruire una campagna dignitosa senza conoscere in profondità ogni funzione di Google Ads.
Ma creare una campagna e creare una campagna ad alte prestazioni non sono necessariamente la stessa cosa.
Il punto non sarà più dove cliccare
Quando l’esecuzione diventa più semplice, aumenta il valore delle informazioni che forniamo alla macchina: margini, priorità commerciali, differenze tra prodotti, stagionalità, clienti realmente profittevoli, limiti del brand, valore delle conversioni e qualità dei dati.
Per chi gestisce campagne importanti, quindi, AI Brief potrebbe non sostituire la competenza. Potrebbe spostarla. Meno tempo dedicato a spiegare alla piattaforma come eseguire un’attività e più tempo dedicato a decidere cosa deve perseguire e perché.

AI Max sta diventando il nuovo centro della Search
AI Brief non arriva isolatamente. Google ha portato AI Max per le campagne Search fuori dalla beta e da settembre 2026 sta aggiornando verso AI Max le campagne che utilizzano Dynamic Search Ads, asset creati automaticamente e l’impostazione broad match a livello di campagna.
Google dichiara inoltre che, nei propri dati globali, l’utilizzo dell’intera suite AI Max — search term matching, personalizzazione del testo ed espansione dell’URL finale — ha prodotto in media il 7% in più di conversioni o valore di conversione a CPA/ROAS simile rispetto all’uso del solo search term matching. È un dato di Google, quindi va letto come tale, ma rende bene la direzione del prodotto.
E finalmente più trasparenza su ciò che fa l’AI
Automazione senza possibilità di controllo sarebbe un problema. Proprio insieme all’estensione linguistica di AI Brief, Google ha annunciato un nuovo reporting che riunirà in una sola vista termine di ricerca, asset creativo mostrato e pagina di destinazione.
È un passaggio particolarmente interessante: se affidiamo più decisioni all’intelligenza artificiale, dobbiamo poter capire meglio quali decisioni ha preso.
Il prossimo passo: chiedere a Google di costruire la campagna?
In parte sta già succedendo. Google ha presentato anche Ask Advisor, un agente basato su Gemini che collega Google Ads, Analytics, Merchant Center e Google Marketing Platform. L’esempio mostrato da Google è emblematico: l’inserzionista può chiedere di trovare nuovi clienti per una determinata linea di prodotti e il sistema può recuperare le informazioni dal Merchant Center e accompagnarlo verso la configurazione della campagna.
Se mettiamo insieme AI Brief, AI Max, l’esperienza conversazionale e Ask Advisor, emerge un percorso abbastanza chiaro: Google Ads sta passando progressivamente da un’interfaccia da configurare a un sistema con cui dialogare.
Possiamo immaginare un futuro nel quale una parte crescente del lavoro inizi da qualcosa del genere:
Ho 3.000 euro al mese. Questi sono i miei prodotti e i relativi margini. Questi sono i clienti che voglio raggiungere. Questi sono i nostri punti di forza. Non voglio acquisire clienti sotto questa marginalità. Costruisci la strategia e mostrami cosa stai facendo.
Non siamo ancora arrivati completamente a questo punto. Ma ogni aggiornamento sembra portarci un po’ più vicino.
La competenza cambia, non necessariamente scompare
Quando una macchina fotografica diventa più semplice da utilizzare, non significa automaticamente che tutti diventino fotografi professionisti. Allo stesso modo, rendere Google Ads più accessibile può permettere a molte più aziende di partire, ma sulle campagne con budget importanti la differenza potrebbe spostarsi verso strategia, qualità dei dati, misurazione, marginalità e capacità di dare all’AI istruzioni realmente utili.
Forse tra qualche anno guarderemo le schermate piene di impostazioni di Google Ads come oggi guardiamo un vecchio centralino telefonico.
E allora la domanda interessante non sarà più soltanto “Sai usare Google Ads?”, ma “Sai spiegare all’intelligenza artificiale che cosa deve ottenere per il tuo business?”.
Domande frequenti
AI Brief è già disponibile in Italia?
L’italiano è stato aggiunto il 23 settembre 2026 alle lingue supportate dalla beta chiusa. Questo non significa che la funzione sia già disponibile in tutti gli account italiani.
AI Brief crea automaticamente una campagna Google Ads?
AI Brief serve principalmente a guidare AI Max fornendo contesto su business, messaggi, pubblico e matching. Va distinto dall’esperienza conversazionale di Google Ads e da Ask Advisor, che intervengono anche nella creazione e gestione delle campagne.
AI Brief sostituirà il consulente Google Ads?
Renderà alcune operazioni più accessibili e automatizzate. Nelle campagne più complesse, però, rimangono centrali strategia, misurazione, dati, marginalità, controllo delle automazioni e interpretazione dei risultati.
AI Brief funzionerà anche con Performance Max?
Google ha dichiarato che, dopo il rollout iniziale su AI Max per Search, AI Brief è previsto anche per Performance Max e AI Max per Shopping.
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