Gemini in Fogli Google: le fonti arrivano nelle singole celle

Circa L'Autore

Da oltre vent'anni Giuseppe Masili opera nel settore Digital. Fondatore di Redomino, affianca aziende e organizzazioni nello sviluppo di progetti digitali con un approccio orientato agli obiettivi e al miglioramento continuo. Nei primi anni della sua carriera ha contribuito alla diffusione in Italia delle piattaforme Open Source Zope e Plone, partecipando come relatore a conferenze nazionali e internazionali e promuovendo una cultura del web aperta e collaborativa. È coautore del libro internazionale The Definitive Guide to Plone (Apress), autore di articoli sul digitale e ha preso parte, come relatore e membro di giuria, a numerose iniziative dedicate all'innovazione, tra cui il Digital Festival e Create24. Nel corso degli anni è stato inoltre intervistato da testate e media specializzati, tra cui Mashable Italia, oltre a podcast e canali dedicati all'innovazione e al futuro del lavoro. Crede nell'approccio agile come metodo per individuare rapidamente il percorso più efficace, adattandolo e migliorandolo in base ai risultati. Ama viaggiare e considera ogni viaggio un'occasione per confrontarsi con culture diverse, osservare nuovi punti di vista e trasformare ogni esperienza in uno stimolo di crescita personale e professionale.

«Un dato compilato dall’intelligenza artificiale è più utile quando possiamo risalire alla sua fonte.»

Da sapere in breve

Gemini in Fogli Google aggiunge riferimenti per singola cella quando il risultato usa fonti web. Google annuncia inoltre richieste fino a 3.000 celle, ma la guida indica ancora 350: occorre verificare il limite effettivo dell’account. È una novità della versione web di Sheets, non dell’app Gemini né delle API.

Google l’ha annunciata il 28 ottobre 2026, ma indica un rilascio graduale iniziato il 20 ottobre, fino a 15 giorni: la presenza dell’annuncio non prova che tutti gli account siano già aggiornati.

Se sei un cliente Redomino, ci pensiamo noi. Possiamo valutare un impiego circoscritto e i controlli necessari nell’ambito dei progetti concordati.

Cosa cambia

Per chi prepara elenchi e confronti: prima il controllo dei risultati richiedeva ricostruire da dove arrivassero le informazioni; adesso il riferimento web è associato alla singola cella. Questo aiuta a scegliere quale pagina verificare, senza trasformare una risposta AI in un dato certificato.

Esempio ipotetico: un ufficio acquisti prepara un elenco di fornitori. Può aprire la fonte collegata al dato proposto e controllare che descriva proprio quell’impresa. Un nome simile o una pagina vecchia restano motivi per correggere la cella.

Tempo di lettura: 4 minuti.

Che cosa si può controllare in Fogli Google

La funzione AI può generare testi, riassumere informazioni, classificarle e interrogare il web tramite Google Search. Non occorre trattare ogni risultato allo stesso modo: una categoria assegnata a un testo interno richiede un controllo diverso da un’informazione cercata online.

Per visualizzare le fonti web, la guida Google indica di selezionare la cella, passare sul contenuto e aprire Sources. Le citazioni aiutano a controllare origine e pertinenza. Non garantiscono che la pagina sia aggiornata o che il modello l’abbia interpretata bene.

Come introdurre Gemini senza moltiplicare gli errori

Esempio ufficiale Google di una tabella con testi prodotti dalla funzione AI in Fogli
Fotogramma della dimostrazione ufficiale Google della funzione AI, consultata il 29 ottobre 2026. Mostra il riempimento di una tabella, non le nuove citazioni per cella. Ridimensionato senza ritagli.

L’annuncio prospetta elenchi più estesi, ma le due fonti ufficiali riportano limiti diversi. Non possiamo attribuire con certezza questa discrepanza al rilascio: controllare quante celle vengono effettivamente elaborate è parte della prova. Il nostro suggerimento è partire da un campione piccolo: prima di riempire un intero catalogo, conviene scoprire quali errori si ripetono.

Un test utile può usare una copia del foglio e dati non riservati. Si definisce un risultato atteso per ogni riga, si mantengono le stesse istruzioni e si controllano sia la risposta sia la fonte. Per un confronto tra aziende, per esempio, il verificatore deve accertare che ragione sociale, Paese e sito corrispondano.

La misura da raccogliere non è soltanto il tempo della generazione: contano anche i minuti spesi a verificare e correggere. Dieci righe compilate rapidamente ma da rifare non dimostrano un vantaggio operativo. Questa è una proposta di test, non un risultato misurato da Redomino.

Chi può usarlo e quando

L’annuncio elenca Business Standard e Plus, Enterprise Standard e Plus, Google AI Pro e Ultra, Google AI Pro for Education e AI Expanded Access. È necessario che Gemini in Sheets sia abilitato; l’amministratore può gestirne l’accesso. Non viene annunciato un nuovo prezzo specifico per questo aggiornamento.

La guida delle lingue include l’italiano per la funzione AI. Questo non dimostra da solo che la nuova interfaccia sia già apparsa in ogni account italiano: vanno verificati piano, abilitazione e avanzamento del rilascio. L’annuncio non presenta un elenco separato di Paesi.

Per iniziare si può usare la funzione =AI() o =Gemini(), inserendo tra parentesi le istruzioni e, se utile, l’intervallo di celle di riferimento, poi scegliere Generate and Insert. La guida descrive anche il riempimento di intervalli e colonne. Il contenuto inserito viene attribuito all’utente nella cronologia delle modifiche: l’operazione richiede quindi una responsabilità editoriale chiara.

Un impiego concreto per i processi aziendali

La novità è interessante per gli elenchi che vengono mantenuti nel tempo: repertori di fornitori, descrizioni da verificare, classificazioni iniziali di richieste. Prima di introdurla conviene stabilire chi prepara il foglio, chi controlla le fonti e chi autorizza l’uso del risultato nei sistemi aziendali.

Per Redomino il lavoro utile è progettare questo passaggio: scegliere i campi adatti, definire controlli ripetibili e capire quando serve una vera integrazione. Riempire un foglio è diverso dall’aggiornare automaticamente un sito o un gestionale. Questa funzione non dimostra di aver eseguito quei passaggi successivi.

Per il contesto più ampio dei modelli puoi leggere il nostro approfondimento su Gemini 4 Argon: qui, invece, il tema è la funzione dentro Fogli Google.

Concediti un Momento Redomino per valutare un processo concreto e i suoi controlli.

Domande frequenti

Le fonti di Gemini in Fogli Google certificano i dati?

No: indicano pagine web da controllare. Accuratezza, data e corrispondenza con il soggetto della riga devono essere verificate.

Gemini in Fogli Google può già essere attivo su alcuni account?

Sì: l’inizio del rilascio precede l’annuncio. Non possiamo dedurre che la distribuzione sia già conclusa per tutti.

Gemini in Fogli Google richiede una chiave API?

Il percorso descritto dalla guida avviene nel foglio con un piano idoneo. È distinto da un’integrazione sviluppata con Gemini API.

Fonti

Fonti consultate il 29 ottobre 2026. Non abbiamo eseguito un test della nuova funzione su un account cliente.

Cosa ne pensi?

0.0/5