AI e siti web: perché il sito diventa ancora più importante

Circa L'Autore

Project Manager, Web Designer & Digital Strategist

Fondatrice di Digital Noa, agenzia digitale specializzata nello sviluppo di siti web, e-commerce e marketing digitale.

Per Redomino si occupa della gestione e del coordinamento dei progetti digitali come Project Manager, seguendo le diverse fasi di lavoro e facendo da punto di raccordo tra esigenze del cliente, strategia e sviluppo.

Si occupa inoltre di progettazione e sviluppo di siti WordPress e WooCommerce e affianca aziende e professionisti nella crescita dei loro progetti online.

Le piace trovare soluzioni semplici a problemi complessi, trasformare le idee dei clienti in strumenti digitali concreti e continuare a sperimentare in un settore che cambia ogni giorno.

Per l’Osservatorio Redomino scrive di WordPress, e-commerce, UX, SEO e strategie digitali, raccontando strumenti, novità e buone pratiche con un approccio pratico e orientato ai risultati.

L’AI cambia il Web. E rende il tuo sito ancora più importante

Per anni il sito web è stato uno dei punti centrali della presenza digitale di un’azienda.

È il luogo in cui raccontare chi siamo, presentare ciò che facciamo, mostrare i nostri progetti, spiegare i nostri servizi e permettere alle persone di trovarci.

Poi il Web è cambiato.

Sono arrivati i social network, le piattaforme, le app. Per alcune attività è diventato normale concentrare gran parte della propria comunicazione su Instagram, Facebook, LinkedIn, TikTok o altri spazi che permettono di raggiungere direttamente le persone.

Il sito non ha smesso di essere importante.

Ma oggi sta succedendo qualcosa che potrebbe renderlo ancora più strategico.

Tra noi e le informazioni presenti sul Web sta entrando un nuovo interlocutore: l’intelligenza artificiale.

Non cerchiamo più soltanto. Facciamo domande.

Quando utilizziamo un motore di ricerca tradizionale, siamo abituati a ricevere una serie di risultati, scegliere quelli che ci sembrano più interessanti e visitare i relativi siti.

Con strumenti come ChatGPT, Gemini, Claude, Perplexity e le nuove esperienze AI integrate nei motori di ricerca, il comportamento può essere diverso.

Possiamo fare direttamente una domanda.

Non necessariamente:

“agenzia web Torino”

ma:

“Quale azienda può aiutarmi a rifare un e-commerce WooCommerce e integrarlo con il gestionale che utilizziamo?”

Oppure:

“Mi consigli un ristorante adatto a una cena aziendale di venti persone, con una sala riservata e alternative vegetariane?”

La differenza sembra piccola, ma non lo è.

Per rispondere bene, un’intelligenza artificiale non deve soltanto sapere che un’azienda o un’attività esiste.

Deve riuscire a capire che cosa fa, per chi lo fa e se possiede le caratteristiche necessarie per essere una buona risposta a quella particolare domanda.

Essere presenti online non significa essere comprensibili

Un’azienda può avere una presenza digitale molto attiva.

Può pubblicare continuamente sui social, avere migliaia di follower, fotografie, video, reel e anni di contenuti.

Tutto questo ha valore.

Ma c’è una differenza tra essere presenti online e avere informazioni chiare, organizzate e accessibili che permettano di comprendere davvero un’attività.

Sui social la conoscenza di un’azienda è spesso distribuita.

Una parte è nella biografia, una in un post pubblicato sei mesi fa, un’altra in un video, un’altra ancora nei commenti o nelle storie.

E le diverse piattaforme non sono necessariamente accessibili e interpretabili nello stesso modo dai sistemi di intelligenza artificiale.

Un sito permette di fare qualcosa di diverso.

Permette all’azienda di costruire un luogo nel quale le informazioni importanti non siano semplicemente pubblicate, ma organizzate.

Il sito può spiegare davvero chi sei

Pensiamo al sito non soltanto come a una vetrina, ma come alla fonte più completa attraverso cui un’azienda può descrivere se stessa.

Chi siamo.

Che cosa facciamo.

Quali servizi offriamo.

A chi ci rivolgiamo.

Dove lavoriamo.

Quali tecnologie utilizziamo.

Quali problemi possiamo risolvere.

Quali progetti abbiamo realizzato.

Come lavoriamo.

Quali sono le domande che i clienti ci fanno più spesso.

Sono tutte informazioni utili alle persone.

Lo erano prima dell’arrivo dell’intelligenza artificiale e continuano a esserlo oggi.

La novità è che quelle stesse informazioni possono diventare importanti anche per i sistemi che cercano di comprendere il Web e utilizzarlo per costruire una risposta.

Più una domanda è specifica, più questo aspetto diventa evidente.

Per essere una risposta bisogna prima essere capiti

Torniamo al ristorante.

Se chiediamo semplicemente:

“Quali ristoranti ci sono in questa città?”

possono bastare relativamente poche informazioni.

Ma proviamo a rendere la domanda più precisa:

“Quale ristorante può ospitare una cena aziendale di venti persone, dispone di uno spazio riservato, propone alternative vegetariane ed è aperto il lunedì sera?”

A questo punto sapere che il ristorante esiste non basta più.

Per poterlo considerare una possibile risposta servono informazioni.

Lo stesso vale per un’azienda.

Dire:

“Ci occupiamo di soluzioni digitali innovative.”

può sembrare una buona frase di presentazione, ma dice molto poco.

Che cosa significa concretamente?

Realizzate siti?

E-commerce?

Applicazioni?

Lavorate con WordPress?

Fate integrazioni con gestionali?

Seguite anche il progetto dopo la pubblicazione?

Lavorate direttamente con le aziende oppure anche con altre agenzie?

L’intelligenza artificiale rende ancora più evidente un problema che esisteva già per le persone: se non spieghiamo bene quello che facciamo, chi ci sta cercando deve provare a indovinarlo.

Non servono testi scritti “per l’AI”

Da qui potrebbe nascere un equivoco.

Se le intelligenze artificiali utilizzano le informazioni presenti sul Web, allora dobbiamo iniziare a scrivere i siti pensando alle macchine?

Secondo noi no.

Non serve riempire le pagine di testi artificiali, ripetere continuamente le stesse parole o creare decine di contenuti soltanto nella speranza di essere citati da ChatGPT.

Serve qualcosa di molto più semplice e, allo stesso tempo, più difficile:

spiegare bene quello che facciamo.

Una pagina dedicata a un servizio dovrebbe permettere di comprenderlo.

Un progetto dovrebbe raccontare quale problema è stato affrontato e che cosa è stato realizzato.

Una sezione FAQ dovrebbe rispondere alle domande che le persone fanno realmente.

La pagina che presenta l’azienda dovrebbe aiutare a capire competenze, esperienza e caratteristiche.

Il sito dovrebbe contenere informazioni concrete.

Non perché lo chiede l’intelligenza artificiale.

Perché sono informazioni utili.

E i social?

Continuano ad avere un ruolo fondamentale.

Non si tratta di scegliere tra sito e social, né di stabilire quale dei due sia “migliore”.

Sono strumenti diversi.

I social permettono di distribuire contenuti, creare relazione, raccontare quello che succede, raggiungere persone e costruire una community.

Il sito permette di approfondire, collegare e organizzare le informazioni sull’azienda in uno spazio sul quale abbiamo molto più controllo.

C’è anche un’altra differenza importante.

Un account social vive all’interno di una piattaforma che appartiene a qualcun altro.

Formati, visibilità, algoritmi e modalità di accesso alle informazioni possono cambiare.

Il sito è invece lo spazio digitale nel quale possiamo decidere direttamente che cosa dire, come strutturarlo e quanto approfondirlo.

L’intelligenza artificiale aggiunge semplicemente una ragione in più per considerare prezioso questo spazio.

Il sito come fonte dell’azienda

Forse dovremmo iniziare a guardare il sito anche da questa prospettiva.

Non soltanto come uno strumento che deve generare visite.

Ma come la fonte digitale principale attraverso cui un’azienda descrive se stessa.

Una sorta di base di conoscenza pubblica.

Non nel senso di trasformare ogni sito in un’enciclopedia.

Nel senso di fare in modo che le informazioni importanti esistano, siano aggiornate, siano comprensibili e abbiano un luogo preciso nel quale essere trovate.

Questo può aiutare Google.

Può aiutare un’intelligenza artificiale.

Ma soprattutto continua ad aiutare le persone.

La posizione dell’Osservatorio Redomino

Non pensiamo che la risposta all’arrivo dell’intelligenza artificiale sia costruire siti “per ChatGPT”.

Sarebbe una lettura troppo semplice di quello che sta succedendo.

Pensiamo invece che l’AI stia rendendo ancora più evidente qualcosa che valeva già prima: un buon sito deve spiegare bene un’azienda.

Se sul tuo sito non è chiaro chi sei, cosa fai, per chi lo fai, quali problemi puoi risolvere e perché qualcuno dovrebbe scegliere proprio te, il problema non riguarda soltanto l’intelligenza artificiale.

Riguarda prima di tutto le persone.

Oggi, però, c’è qualcosa in più.

Quelle stesse informazioni possono essere utilizzate da sistemi di intelligenza artificiale per comprendere se la tua azienda possa essere pertinente rispetto alla domanda di qualcuno.

Questo non significa che avere una pagina sul proprio sito garantisca di essere citati o consigliati da un’AI.

I sistemi utilizzano fonti, segnali e criteri differenti e stanno evolvendo molto rapidamente.

Significa però che, se vogliamo essere compresi, dobbiamo prima fornire qualcosa che possa essere compreso.

Ed è difficile immaginare un luogo migliore del nostro sito per farlo.

Un motivo in più per fare bene quello che avremmo dovuto fare comunque

L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui troviamo informazioni, prodotti, servizi e aziende.

Probabilmente continuerà a cambiarlo.

Ma forse una delle conseguenze più interessanti non sarà la necessità di inventare siti completamente diversi.

Potrebbe essere qualcosa di molto più semplice.

Tornare a fare bene quello che un sito dovrebbe avere sempre fatto: spiegare chi siamo, cosa facciamo e perché ciò che facciamo può essere utile a qualcuno.

Prima lo facevamo per le persone.

Poi abbiamo imparato a renderlo comprensibile anche ai motori di ricerca.

Oggi c’è un nuovo interlocutore che prova a leggere, collegare e interpretare quelle informazioni.

L’intelligenza artificiale sta cambiando il Web.

E proprio per questo il tuo sito potrebbe essere ancora più importante di prima.

Cosa ne pensi?