La GEO, Generative Engine Optimization, sta diventando più comprensibile. E forse anche più semplice di quanto alcune definizioni lascino immaginare.
Per aumentare la visibilità su ChatGPT, Google AI, Gemini e gli altri motori generativi non sembra esserci un codice segreto da decifrare.
Il principio di fondo è molto più vicino al buon senso:
prima devi essere una fonte autorevole su te stesso. Poi è utile che altre fonti autorevoli confermino ciò che dici.
GEO: tutto parte dal proprio sito
Facciamo un esempio.
Un’azienda vuole essere riconosciuta come specializzata nella consulenza Google Ads.
Prima ancora di preoccuparsi di cosa dicano gli altri, dovrebbe rendere questa informazione evidente sul proprio sito: servizi offerti, competenze, persone che se ne occupano, casi concreti, approfondimenti e contenuti originali.
È il primo livello dell’autorevolezza: spiegare bene chi sei e cosa sai fare.
Google stessa, parlando dell’ottimizzazione per le funzionalità AI della Search, continua a indicare come fondamentali contenuti utili, affidabili, originali e facilmente accessibili.
Non esiste quindi una contrapposizione tra SEO e GEO: una buona base SEO rimane il punto di partenza. Se vuoi orientarti tra le diverse sigle, abbiamo raccolto qui le differenze tra SEO, GEO e AEO.
Il secondo livello GEO: le conferme esterne
Poi arriva una domanda diversa.
Un conto è chiedere a un motore AI:
“Di cosa si occupa questa azienda?”
Un altro è chiedere:
“Quali sono le migliori aziende italiane che si occupano di questo?”
Nel primo caso il sito dell’azienda può essere una fonte primaria eccellente.
Nel secondo entrano inevitabilmente in gioco anche le conferme esterne.
Articoli, recensioni, citazioni, associazioni professionali, interviste, media specializzati e altre fonti indipendenti possono aiutare un sistema AI a verificare che quello che un’azienda racconta di sé trovi riscontro anche altrove.
Non significa che ChatGPT, Gemini o Google AI preferiscano automaticamente i siti esterni al sito aziendale.
Significa qualcosa di molto più semplice: un’affermazione e una conferma indipendente non hanno la stessa funzione.

Dalla SEO alla GEO: cambia la domanda
Per anni abbiamo lavorato affinché Google comprendesse una pagina e la considerasse una buona risposta a una ricerca.
Con la Generative Engine Optimization aggiungiamo un altro obiettivo: fare in modo che un sistema AI disponga di informazioni sufficientemente chiare e affidabili per comprendere un’azienda e, quando pertinente, utilizzarla nelle proprie risposte. È lo stesso tema che abbiamo approfondito parlando di come essere visibili nelle risposte delle AI.
Possiamo quindi riassumere una strategia GEO in due passaggi:
1. Costruire la fonte.
Il sito deve contenere informazioni originali, precise, aggiornate e autorevoli.
2. Costruire le conferme.
Il resto del Web dovrebbe progressivamente restituire segnali coerenti con quello che l’azienda racconta di sé.
Niente formule magiche. Niente file misteriosi che improvvisamente fanno innamorare ChatGPT del nostro sito.
Prima diciamo bene chi siamo.
Poi facciamo in modo che, cercando conferme, l’AI trovi qualcuno di credibile che sia d’accordo con noi.
Domande frequenti sulla GEO
Che cos’è la GEO?
La GEO, Generative Engine Optimization, comprende le attività che aiutano un brand o un sito a essere compreso e utilizzato come fonte dai motori e dagli assistenti basati su AI.
La GEO sostituisce la SEO?
No. Una base SEO solida resta fondamentale: contenuti accessibili, chiari, originali e autorevoli aiutano sia i motori di ricerca sia i sistemi generativi.
Come si aumenta l’autorevolezza per i motori AI?
Partendo da informazioni precise sul proprio sito e costruendo nel tempo conferme esterne coerenti: citazioni, recensioni, articoli, media e altre fonti indipendenti.
E forse, dopo SEO, AEO, GEO, LLMO e tutti gli acronimi che inventeremo nei prossimi anni, continueremo semplicemente a tornare allo stesso principio.
Dai valore. E tutto avverrà per magia.
