Google e contenuti commerciali: nuove regole in Europa

Circa L'Autore

Da oltre vent'anni Giuseppe Masili opera nel settore Digital. Fondatore di Redomino, affianca aziende e organizzazioni nello sviluppo di progetti digitali con un approccio orientato agli obiettivi e al miglioramento continuo. Nei primi anni della sua carriera ha contribuito alla diffusione in Italia delle piattaforme Open Source Zope e Plone, partecipando come relatore a conferenze nazionali e internazionali e promuovendo una cultura del web aperta e collaborativa. È coautore del libro internazionale The Definitive Guide to Plone (Apress), autore di articoli sul digitale e ha preso parte, come relatore e membro di giuria, a numerose iniziative dedicate all'innovazione, tra cui il Digital Festival e Create24. Nel corso degli anni è stato inoltre intervistato da testate e media specializzati, tra cui Mashable Italia, oltre a podcast e canali dedicati all'innovazione e al futuro del lavoro. Crede nell'approccio agile come metodo per individuare rapidamente il percorso più efficace, adattandolo e migliorandolo in base ai risultati. Ama viaggiare e considera ogni viaggio un'occasione per confrontarsi con culture diverse, osservare nuovi punti di vista e trasformare ogni esperienza in uno stimolo di crescita personale e professionale.

Google cambia le regole europee per i contenuti commerciali ospitati sui siti

Dal 30 agosto 2026, Google modifica nello Spazio economico europeo il modo in cui gestisce le sezioni commerciali realizzate da soggetti terzi e pubblicate su siti autorevoli.

Pensiamo a un quotidiano che ospita una sezione “Migliori prestiti” gestita da una società esterna. Finora Google poteva penalizzare quella parte del sito se riteneva che sfruttasse la reputazione del quotidiano per ottenere maggiore visibilità.

Con la nuova impostazione, la penalizzazione manuale non avrà effetto sulle ricerche effettuate in Europa. Google potrà però valutare la sezione separatamente, impedendole di beneficiare automaticamente dell’autorevolezza del sito che la ospita.

In parole semplici: pubblicare contenuti commerciali su un dominio importante non garantirà più un vantaggio nelle classifiche di ricerca. Questi contenuti dovranno dimostrare qualità, utilità e credibilità proprie.

Cosa cambia per aziende ed editori

La novità riguarda soprattutto comparatori, coupon, affiliazioni, guide sponsorizzate e sezioni realizzate da partner commerciali.

Chi utilizza questi modelli dovrebbe:

  • controllare eventuali azioni manuali in Google Search Console;
  • indicare chiaramente chi produce il contenuto;
  • garantire un reale controllo editoriale;
  • monitorare separatamente la visibilità in Europa e fuori dall’Europa.

La regola contro l’abuso della reputazione non scompare: cambia il modo in cui viene applicata agli utenti europei.

Fonte

Annuncio ufficiale Google Search Central del 28 agosto 2026 · Approfondimento Reuters

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