Cosa sta cambiando su Plone dopo la conferenza 2026?

Circa L'Autore

Da oltre vent'anni Giuseppe Masili opera nel settore Digital. Fondatore di Redomino, affianca aziende e organizzazioni nello sviluppo di progetti digitali con un approccio orientato agli obiettivi e al miglioramento continuo. Nei primi anni della sua carriera ha contribuito alla diffusione in Italia delle piattaforme Open Source Zope e Plone, partecipando come relatore a conferenze nazionali e internazionali e promuovendo una cultura del web aperta e collaborativa. È coautore del libro internazionale The Definitive Guide to Plone (Apress), autore di articoli sul digitale e ha preso parte, come relatore e membro di giuria, a numerose iniziative dedicate all'innovazione, tra cui il Digital Festival e Create24. Nel corso degli anni è stato inoltre intervistato da testate e media specializzati, tra cui Mashable Italia, oltre a podcast e canali dedicati all'innovazione e al futuro del lavoro. Crede nell'approccio agile come metodo per individuare rapidamente il percorso più efficace, adattandolo e migliorandolo in base ai risultati. Ama viaggiare e considera ogni viaggio un'occasione per confrontarsi con culture diverse, osservare nuovi punti di vista e trasformare ogni esperienza in uno stimolo di crescita personale e professionale.

«Non tutte le novità di un CMS arrivano con un nuovo numero di versione: alcune si vedono nei lavori che la comunità porta avanti.»

Da sapere in breve

  • Il report è del 13 ottobre: circa 35 persone hanno lavorato su Plone dopo la conferenza annuale.
  • Aurora e Blicca avanzano: alcune modifiche sono già state unite al codice; altre sono ancora proposte.
  • Caricamenti e spostamenti: ci sono proposte di ottimizzazione, ma non sono ancora funzioni stabili da installare.
  • Non serve correre a migrare: il report descrive lavori della comunità, non un aggiornamento immediato da installare.
  • Se sei un cliente Redomino, ci pensiamo noi.
    Nell’ambito degli interventi concordati, possiamo valutare se e quando una novità è utile per il tuo portale.

Cosa cambia per chi usa e amministra Plone?

Chi visita il sito: durante la normale navigazione, senza inviare file, non noterà differenze. Eventuali moduli pubblici personalizzati che usano gli stessi componenti di caricamento andranno verificati.

Chi carica contenuti: se adottata in Aurora, la nuova modalità invierebbe immagini e documenti come file, senza convertirli prima in una lunga sequenza di testo. La richiesta di modifica stima che così si eviti circa un terzo di dati aggiuntivi dovuti alla conversione e parte del lavoro del browser, soprattutto con file grandi. Non è ancora disponibile una misura del tempo risparmiato su un portale reale. La proposta non indica una dimensione massima: cambia il modo di inviare il file, non i limiti configurati per il portale.

Chi amministra il portale: al momento non c’è nulla da installare. Il report dice che parte dei template Blicca è già stata spostata in sette pacchetti: è un riordino del codice, non una nuova funzione da attivare. Un’altra proposta per velocizzare gli spostamenti di molti contenuti è ancora aperta; il report cita benchmark migliori soprattutto con molto testo ricercabile, ma non sono misure su portali in produzione. Se in futuro la si testerà, andranno controllati gli indici personalizzati dichiarati indipendenti dal percorso: se una configurazione non lo è davvero, le ricerche potrebbero non aggiornarsi correttamente dopo lo spostamento. Anche gli upload multipart in Aurora restano una bozza: alla release occorrerà controllare le versioni compatibili di Aurora e plone.restapi. Il caricamento riprendibile è stato discusso, ma non fa parte della PR #180.

Per l’organizzazione: il vantaggio potenziale è più concreto se si caricano spesso file pesanti o si spostano lotti di contenuti; con pochi file leggeri o poche riorganizzazioni potrebbe non essere percepibile. Per ora conviene attendere le versioni stabili; poi si potrà testare in un ambiente di prova e misurare tempi e compatibilità, senza pianificare una migrazione sulla base di proposte ancora aperte.

Che cosa ha prodotto lo sprint Plone 2026

Il 13 ottobre la comunità Plone ha pubblicato il resoconto dello sprint organizzato dopo la conferenza annuale. Uno sprint è un incontro di lavoro in cui sviluppatori, redattori e altri partecipanti affrontano insieme attività concrete. Al lavoro hanno preso parte circa 35 persone: non è stata annunciata una nuova versione di Plone, ma sono stati documentati progressi e proposte in varie parti dell’ecosistema.

La notizia interessa soprattutto chi gestisce portali Plone e deve pianificare aggiornamenti, integrazioni o interventi sui flussi editoriali. Il punto importante è distinguere ciò che è già confluito nel codice da ciò che è ancora in revisione: un buon prototipo non diventa automaticamente una funzione pronta per il sito aziendale.

Per il contesto generale, abbiamo già spiegato che cos’è Plone Aurora e come leggere la roadmap delle prossime versioni.

Gli upload a parti separate potrebbero ridurre il lavoro inutile

Tasselli blu e ambra attraversano canali separati e si ricompongono in una struttura modulare: illustrazione concettuale dell’invio multipart dei file.
Illustrazione concettuale del trasferimento di file in parti separate; non è una schermata Plone né una funzione già distribuita.

Il tema più immediato per chi carica documenti o immagini riguarda multipart/form-data: un modo standard per inviare un file come parte binaria della richiesta, invece di convertirlo prima in testo Base64. La proposta per Aurora descrive l’invio diretto del file dal browser e dal pannello di caricamento; la descrizione della proposta dice che così si eviterebbero i dati aggiuntivi introdotti dalla codifica Base64 (circa un terzo), oltre a parte del lavoro di conversione nel browser e nell’azione di caricamento.

Questo può essere utile, per esempio, in un portale con allegati pesanti o molti caricamenti. Ma attenzione allo stato: al controllo del 15 ottobre, la richiesta di modifica numero 180 su GitHub è marcata come “draft”, cioè bozza, e GitHub segnala che il ramo non è stato distribuito. La dipendenza tecnica in plone.restapi è stata unita il 4 ottobre 2026; questo non equivale però a una release installabile già inclusa in ogni sito. Al controllo del 15 ottobre, la modifica per Aurora è ancora in bozza e senza distribuzione indicata. Perciò non si può ancora promettere un miglioramento operativo su un sito in produzione.

Quanto può pesare il file? La proposta non fissa un massimo. Come stima teorica, un file da 100 MB codificato in Base64 genera circa 133 MB di dati; con multipart il corpo della richiesta resta vicino ai 100 MB, più una piccola quantità di intestazioni. Se il solo limite fosse una richiesta da 1 GB, il payload Base64 potrebbe contenere circa 750 MB di file, mentre multipart potrebbe avvicinarsi a 1 GB. Sono esempi matematici, non limiti garantiti per un’installazione Plone: il massimo effettivo dipende dal limite impostato in Volto, dal proxy, da Zope e dalle regole del campo o del servizio di archiviazione. In Volto l’impostazione `maxFileUploadSize` (in byte) può fissare un limite; il valore predefinito `null` significa che Volto da solo non ne applica uno. La documentazione Plone mostra, per esempio, una configurazione Nginx a 1 GB. Zope ha inoltre limiti di risorse per i dati multipart: `form-disk-limit` è predefinito a 1 GB di spazio complessivo su disco per i valori del modulo, non un tetto universale per singolo file (vedi la documentazione di configurazione Zope). Sono impostazioni da verificare sul singolo ambiente, non una misura promessa dalla PR.

Che cosa è già stato unito e che cosa resta in prova

Il report Plone indica che il lavoro per separare i modelli di pagina Blicca dal nucleo di Plone è stato completato e unito in sette pacchetti; altre cinque richieste di modifica erano ancora in corso. Blicca è l’interfaccia classica basata sui modelli del server, mentre Volto e Aurora rappresentano esperienze frontend diverse. L’obiettivo è ridurre il codice che non serve alle interfacce più nuove e rendere l’architettura più modulare, non sostituire da un giorno all’altro i portali esistenti.

Lo sprint ha esaminato anche una proposta per velocizzare lo spostamento di molti contenuti: invece di ricostruire da zero ogni voce del catalogo, il sistema potrebbe riutilizzare parte dei dati esistenti. Il report cita benchmark con miglioramenti soprattutto quando il catalogo contiene molto testo ricercabile. Al controllo del 15 ottobre, la PR #161 di Products.CMFCore è ancora aperta; i benchmark sono del progetto e non misurazioni indipendenti o risultati su portali in produzione. Prima di un eventuale test andranno verificate le compatibilità, in particolare per gli indici personalizzati.

Altri temi hanno uno stato meno maturo. Il gruppo ha anche predisposto un sito di documentazione sui pattern BPMN (Business Process Model and Notation), una notazione per descrivere i flussi di lavoro, e ha pubblicato una nuova versione di collective.webhook, un componente che può attivare webhook in risposta a regole sui contenuti. Le versioni e la compatibilità vanno comunque verificate sul singolo progetto. Il gruppo ha discusso idee per Plone MCP, un’integrazione con il Model Context Protocol che può collegare strumenti di intelligenza artificiale a Plone: autenticazione OAuth, rispetto dei permessi e tracciabilità sono spunti di lavoro, non garanzie di una funzione già disponibile. Anche il miglior supporto dei fusi orari per gli eventi è ancora in attesa che le relative modifiche vengano unite.

Se ti interessa l’integrazione fra CMS e assistenti, trovi già una guida su Plone e i collegamenti con ChatGPT, Gemini e altri strumenti. Per gli interventi sulle prestazioni di un portale, leggi anche come osservare dove un sito Plone perde tempo.

Che cosa conviene fare adesso?

Per la maggior parte delle aziende, la decisione pratica è osservare e pianificare, non avviare subito una migrazione. Se il tuo portale usa Aurora o deve gestire molti file, verifica le note di rilascio e le dipendenze prima di valutare un test. Quando la funzione sarà disponibile in una release stabile, una prova in ambiente non produttivo potrà misurare tempi di caricamento, uso di memoria, affidabilità con file grandi e compatibilità con i componenti installati.

Il resoconto ufficiale conferma che l’ecosistema è attivo; non prova da solo che ogni cambiamento migliori ogni installazione. Le decisioni vanno prese sul progetto reale: versione di Plone, frontend, componenti aggiuntivi, volumi di contenuto e procedure di rilascio.

Domande frequenti

Devo aggiornare Plone per usare gli upload multipart?

Non sulla base del solo report. La proposta Aurora è ancora in bozza e non risulta distribuita; occorre attendere l’unione delle modifiche, la versione che le includerà e i requisiti del backend.

Plone Aurora sostituirà subito Volto?

No. Aurora è un frontend in evoluzione. Il report dello sprint parla di sviluppi e prototipi; non annuncia una sostituzione immediata dei siti Volto esistenti.

Come valuto l’impatto sul mio portale?

Parti dalla versione installata, dai componenti e dai problemi concreti che vuoi risolvere. Se stai pianificando una revisione o un’integrazione, puoi parlarne durante un Momento Redomino.

Fonti

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