OpenAI ha finalmente trovato una definizione semplice per spiegare la propria idea di pubblicità: ChatGPT Ads dovrebbe funzionare come se Google e Meta avessero avuto un figlio.
La frase è della CFO di OpenAI, Sarah Friar, intervenuta l’8 settembre 2026 alla Goldman Sachs Communacopia + Technology Conference di San Francisco. Una battuta efficace, ma anche una sintesi piuttosto precisa del progetto: unire l’intento espresso dagli utenti durante una ricerca con la conoscenza del contesto tipica delle piattaforme social.
Solo che qui il contesto non deriva principalmente dai “mi piace”, dalle pagine seguite o dai video guardati. Nasce dalla conversazione.
Un miliardo di dollari in sette mesi
Secondo quanto dichiarato da Friar, dopo circa sette mesi dal debutto la pubblicità su ChatGPT avrebbe già raggiunto un ritmo equivalente a un miliardo di dollari di ricavi annui.
Non significa necessariamente che OpenAI abbia già incassato un miliardo di dollari. Si tratta di un valore annualizzato: se l’attuale andamento restasse costante per dodici mesi, il risultato sarebbe quello. Rimane comunque una crescita notevole per una piattaforma pubblicitaria ancora giovane e non disponibile ovunque con gli stessi strumenti.
La notizia conferma che ChatGPT Ads non è più soltanto un esperimento da osservare con curiosità. Sta diventando una componente rilevante del modello economico di OpenAI e, potenzialmente, un nuovo concorrente per Google Ads e Meta Ads.
Perché ChatGPT Ads è diverso
Google intercetta soprattutto ciò che una persona cerca. Meta conosce interessi, comportamenti e relazioni costruiti nel tempo. ChatGPT potrebbe combinare le due cose: comprendere una richiesta esplicita e interpretarla all’interno di una conversazione più ampia.
Una persona non scrive semplicemente “hotel Torino”. Può spiegare che viaggia con due bambini, vuole parcheggio, ha un budget preciso, preferisce una zona tranquilla e deve raggiungere il centro senza utilizzare l’auto.

Questa ricchezza contestuale potrebbe permettere di proporre annunci molto più pertinenti rispetto alla semplice corrispondenza con una parola chiave. È però importante non correre troppo: OpenAI non ha ancora presentato pubblicamente un sistema completo di targeting basato sulla memoria personale né nuovi strumenti operativi per gli inserzionisti. Friar ha descritto soprattutto una direzione strategica.
Ed è già abbastanza interessante.
Cambia anche il lavoro delle aziende
In questo scenario non basterà acquistare la parola chiave migliore o costruire l’audience più promettente. Le aziende dovranno essere comprensibili alle intelligenze artificiali.
Prodotti, prezzi, disponibilità, condizioni, vantaggi, aree servite e differenze rispetto ai concorrenti dovranno essere esposti chiaramente. Feed aggiornati, dati strutturati, pagine specifiche e contenuti capaci di rispondere alle domande reali diventeranno parte dell’infrastruttura pubblicitaria.
In pratica, advertising, SEO, GEO e qualità del sito iniziano a convergere. Se un sistema deve capire quale azienda sia davvero adatta alla richiesta dell’utente, non può affidarsi a una landing page piena di slogan come “leader innovativo nelle soluzioni del futuro”. Deve trovare informazioni concrete.
Cosa conviene fare adesso
Non esiste ancora un pulsante da premere per trasformare le campagne Google Ads in campagne ChatGPT Ads. Non serve quindi spostare budget alla cieca o preparare improbabili piani di fuga da Google e Meta.
È invece il momento giusto per sistemare le fondamenta:
- rendere chiari prodotti, servizi, prezzi e condizioni;
- aggiornare feed e dati strutturati;
- creare landing page dedicate alle esigenze specifiche;
- produrre contenuti che rispondano a domande autentiche;
- verificare come ChatGPT e gli altri assistenti descrivono già l’azienda.
Il punto non è indovinare oggi il funzionamento definitivo della piattaforma. È arrivare preparati quando gli strumenti pubblicitari saranno più maturi e accessibili.
Google ha organizzato la pubblicità intorno alle ricerche. Meta intorno alle persone. ChatGPT prova a organizzarla intorno alle intenzioni comprese dentro una conversazione.
Il bambino è ancora piccolo. Ma, con un miliardo di dollari annualizzato, sembra avere già un discreto appetito.
ChatGPT Ads è già disponibile per tutte le aziende?
No. La disponibilità e gli strumenti possono variare, mentre OpenAI non ha ancora presentato una piattaforma pubblicitaria completa paragonabile a Google Ads o Meta Ads.
Come può prepararsi oggi un’azienda?
Può rendere più leggibili e verificabili servizi, prezzi, condizioni e competenze, lavorando insieme su contenuti, dati strutturati, feed e landing page. Redomino segue l’evoluzione di questo nuovo canale con il servizio dedicato alla consulenza ChatGPT Ads e con gli approfondimenti sull’OAI-AdsBot.
