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Da alcuni giorni stiamo sperimentando un nuovo modo di creare e gestire i contenuti dell’Osservatorio Redomino: il ragionamento e la scrittura avvengono insieme a ChatGPT, mentre un collegamento porta il risultato dentro WordPress e gestisce le operazioni tecniche.
Avevamo iniziato chiedendoci se fosse possibile collegare l’intelligenza artificiale direttamente a WordPress. Ora abbiamo messo alla prova due strade diverse.
ChatGPT e API non sono la stessa cosa
Quando scriviamo un articolo dentro ChatGPT utilizziamo il nostro abbonamento. Quando invece un plugin chiede direttamente a un modello di generare o modificare un contenuto, normalmente utilizza le API.
API significa Application Programming Interface: è il collegamento attraverso il quale un software comunica con un altro servizio. Le chiamate API possono avere costi separati in base al modello e ai token, cioè alle porzioni di testo elaborate.
Ne avevamo già fatto una prima stima nell’articolo su quanto costa automatizzare WordPress con intelligenza artificiale e WPWriter. Il test sul campo ci ha però mostrato un’altra possibilità.
La bozza era pronta, ma WPWriter l’ha fermata
WPWriter è un ottimo plugin e nel nostro primo test completo ne avevamo raccontato il vantaggio principale: evitare il continuo copia e incolla tra ChatGPT e WordPress.
Questa volta l’articolo era già scritto. WPWriter doveva soltanto salvarlo come bozza, ma ha bloccato l’operazione perché erano terminati i post inclusi nel piano Starter.
In sintesi: non chiedevamo al fattorino di preparare il pacco, ma soltanto di consegnarlo. Senza crediti, però, non lo ha neppure ritirato.
A questo si aggiunge il problema delle immagini: non siamo riusciti a ottenere il formato orizzontale 16:9 richiesto dall’Osservatorio. Abbiamo scritto all’assistenza, senza ricevere finora risposta.
Abbiamo provato MCP Server di miniOrange
Abbiamo quindi affiancato a WPWriter miniOrange Secure MCP Server, lasciandoli entrambi installati per poterli confrontare.
MCP significa Model Context Protocol: è uno standard che permette a ChatGPT e ad altri client compatibili di interagire con strumenti esterni. Nel nostro caso il server MCP è installato direttamente su WordPress e consente a ChatGPT di utilizzare le funzioni che abbiamo autorizzato.
Attraverso MCP Server abbiamo creato e modificato contenuti, gestito categorie e dati SEO, caricato immagini e pianificato la pubblicazione direttamente dalla chat. Senza utilizzare i crediti di WPWriter.
Non stiamo pagando le singole azioni a MCP Server
Qui il confronto con WPWriter cambia parecchio. Il server MCP che stiamo testando non funziona con un pacchetto di post da consumare ogni volta che chiediamo a ChatGPT di intervenire su WordPress.
Il plugin fa da collegamento controllato tra ChatGPT e il sito: espone le funzioni WordPress autorizzate e applica i permessi dell’utente. Possiamo decidere quali operazioni rendere disponibili all’intelligenza artificiale e mantenere il controllo su ciò che può fare.
Nel nostro flusso, inoltre, non stiamo chiedendo al plugin di generare autonomamente i testi tramite una nostra chiave API OpenAI: lavoriamo in ChatGPT e utilizziamo MCP Server per eseguire su WordPress le operazioni autorizzate. È una differenza importante, perché separa il lavoro dell’intelligenza artificiale dal collegamento tecnico con il CMS.
Anche MCP ha avuto il suo intoppo
Abbiamo generato due immagini orizzontali, ma i file PNG erano troppo pesanti per essere trasferiti. Le abbiamo convertite in WebP, un formato più leggero per il web, mantenendo le dimensioni di 1600×900 pixel: esattamente 16:9.

A quel punto entrambe sono state caricate correttamente: una come immagine in evidenza e una dentro l’articolo. MCP Server ha richiesto qualche passaggio tecnico, ma ci ha permesso di completare il lavoro senza il blocco incontrato con WPWriter.
Il test continua
Questo non basta per decretare un vincitore. WPWriter offre un’esperienza più guidata e nasce specificamente per il lavoro editoriale; MCP Server segue una logica diversa: collega ChatGPT a WordPress e gli permette di utilizzare, in modo controllato, le funzioni che gli rendiamo disponibili.
Proprio questa flessibilità è l’aspetto che vogliamo continuare a mettere alla prova. Non soltanto per gli articoli: un collegamento MCP può diventare interessante ogni volta che vogliamo far dialogare ChatGPT con WordPress senza costruire un’automazione diversa per ogni singola operazione.
L’obiettivo non è pubblicare senza controllo. Come abbiamo scritto parlando delle 10.000 pagine SEO generate con l’intelligenza artificiale, produrre è diventato facile. Il difficile è creare qualcosa che valga la pena leggere.
Scelta degli argomenti, punto di vista e revisione finale resteranno umani.
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