Da sapere in breve
- Un solo spazio: Amazon Ads Agent riunisce gli annunci sponsorizzati e quelli per video, audio e altri siti.
- Un solo budget: negli Stati Uniti una nuova campagna in beta può distribuirlo tra annunci sponsorizzati, display, video e TV in streaming.
- Prodotti e servizi: Amazon ha presentato conversazioni sponsorizzate per scegliere prodotti e, negli Stati Uniti, annunci per richiedere servizi locali.
- Controllo disponibile: chi gestisce campagne complesse manterrà impostazioni avanzate per pubblico, frequenza e offerte.
- Arrivo graduale: le nuove funzioni saranno distribuite nei prossimi mesi e non c’è ancora una data unica per tutti gli account italiani.
Cosa cambia per chi fa pubblicità
Chi promuove un prodotto su Amazon e poi vuole raggiungere le stesse persone mentre guardano un video, ascoltano musica o navigano altrove deve spesso passare tra strumenti diversi. Amazon Ads Agent, presentato il 29 settembre 2026, punta a riunire questo lavoro in un’unica piattaforma. Al suo interno convivono gli annunci sponsorizzati e le campagne che finora si gestivano con Amazon DSP, lo strumento usato per acquistare spazi pubblicitari su più canali.
Per un’azienda il vantaggio promesso è concreto: meno cambi di schermata, dati più collegati e un percorso più breve dalla scelta dell’obiettivo al lancio. Le campagne esistenti, secondo la pagina ufficiale di Amazon Ads Agent, conservano impostazioni e report. Non serve quindi immaginare una ripartenza da zero.
Una campagna parte dall’obiettivo
La novità più pratica si chiama DVA+. Il nome è tecnico, l’idea meno: scegliere cosa ottenere, indicare prodotti e materiali pubblicitari, fissare il budget e lasciare al sistema parte delle scelte operative. Gli annunci possono comparire in video in streaming, video online, pagine web e contenuti audio, su proprietà Amazon e su altri servizi. Amazon dice che l’impostazione può richiedere pochi minuti; è una possibilità della nuova interfaccia, non una garanzia di risultati.
Chi ha bisogno di decisioni più precise potrà continuare a scegliere il pubblico, definire quante volte una persona vede l’annuncio, usare accordi sugli spazi e intervenire sulle offerte. L’automazione diventa quindi una strada in più, non un obbligo per ogni campagna.
Un budget unico dalla scoperta all’acquisto
Amazon ha aperto negli Stati Uniti anche la beta di Full-Funnel Campaigns. Un’azienda che vende su Amazon può indicare prodotti, budget e, se lo desidera, una soglia di rendimento della spesa pubblicitaria. La piattaforma coordina poi in una sola campagna annunci sponsorizzati, display, video e TV in streaming, cercando nuovi clienti e vendite con un unico budget e un solo sistema di ottimizzazione.

L’intelligenza artificiale può spostare la spesa tra le diverse fasi del percorso d’acquisto e proporre nuove immagini o video quando mancano i materiali necessari, che restano comunque da approvare. La nuova campagna lavora accanto a quelle già attive, quindi non richiede di ricostruire tutto. Il limite più importante, per ora, è geografico: la beta aperta è indicata soltanto per gli inserzionisti statunitensi che vendono su Amazon. Per chi opera in Italia è un’anticipazione da seguire, non una funzione già disponibile.
L’assistente aiuta, ma gli obiettivi restano nostri
Amazon aggiunge anche una conversazione per pianificare i canali, trovare il pubblico, leggere i risultati e ricevere suggerimenti sulle campagne sponsorizzate. Per esempio, si potrà descrivere il cliente da raggiungere con parole comuni e valutare le proposte di selezione prima di applicarle. La possibilità di fare domande ai risultati delle campagne era stata annunciata separatamente; qui il cambiamento più ampio è che gli strumenti pubblicitari confluiscono nello stesso ambiente.
Questo rende ancora più importante sapere cosa si sta chiedendo alla piattaforma. «Aumentare le vendite» e «far conoscere il marchio» sono obiettivi diversi: richiedono budget, tempi e misure del successo differenti. Se la meta è vaga, anche un assistente veloce può arrivare puntuale nel posto sbagliato.
Gli annunci entrano anche nelle conversazioni di acquisto
L’unificazione della piattaforma è accompagnata da un cambiamento visibile anche ai clienti. Amazon utilizza già negli Stati Uniti alcuni suggerimenti sponsorizzati: domande cliccabili che possono aprire un dialogo con il suo assistente per gli acquisti. Il 29 settembre, durante unBoxed, ha presentato anche Branded Conversations. Secondo AdExchanger, dopo il primo suggerimento pubblicitario la persona potrà continuare con più domande e confrontare caratteristiche e utilizzi dei prodotti in un ambiente personalizzato dal marchio.
L’azienda potrà fornire informazioni su prodotti, abbinamenti e casi d’uso attraverso indicazioni dedicate, ma non scegliere le recensioni da mostrare. È un confine importante: il marchio orienta la presentazione, mentre Amazon mantiene il controllo della risposta e delle regole. Per chi vende, schede prodotto complete e informazioni affidabili diventano quindi ancora più importanti, perché alimentano anche ciò che l’assistente può spiegare.
È stata inoltre annunciata una soluzione pubblicitaria per invitare chi ha già acquistato a lasciare una recensione. Sempre secondo AdExchanger, sarebbe destinata soprattutto ai prodotti con meno di 1.000 recensioni, senza premi o sconti in cambio del giudizio e con pagamento per clic. Amazon non ha ancora pubblicato nelle fonti consultate una data di disponibilità per l’Italia: va considerata una funzione annunciata, non una possibilità già presente in ogni account.
Amazon prova a portare nella pubblicità anche i servizi locali
Con Sponsored Services, Amazon non guarda più soltanto ai prodotti. Negli Stati Uniti, attività come idraulici, elettricisti, giardinieri, ristoranti e centri estetici potranno comparire quando una persona cerca o acquista qualcosa collegato al servizio. L’esempio ufficiale è semplice: dopo l’acquisto di un rubinetto può apparire la proposta di un idraulico. Gli annunci possono raccogliere una richiesta di preventivo, avviare una chiamata o completare un ordine di cibo attraverso una conversazione, senza costringere il cliente a lasciare Amazon.
Il pagamento è previsto per risultato ottenuto, non soltanto per visualizzazione: Amazon parla di costo per richiesta, chiamata o ordine. Per le agenzie sono previsti anche collegamenti ai sistemi che gestiscono i contatti dei clienti. È però importante non correre più veloce dell’annuncio: Sponsored Services è indicato per ora soltanto negli Stati Uniti, arriverà tramite l’API unificata di Amazon Ads nel quarto trimestre 2026 e sarà accessibile dalla normale console pubblicitaria nel 2027. Per un’impresa italiana non c’è quindi ancora una campagna da attivare; c’è però un segnale da osservare, perché Amazon vuole intercettare anche la domanda di servizi locali nel momento in cui nasce.
Quando arriva e cosa conviene fare
Amazon parla di distribuzione progressiva nei prossimi mesi per DVA+ e per le nuove capacità conversazionali. L’annuncio riguarda anche il mercato seguito dalla direzione Amazon Ads per Spagna e Italia, ma non fornisce una data di attivazione uguale per tutti gli account italiani. Prima di modificare i processi, conviene verificare quali funzioni sono già visibili nel proprio account.
Per prepararsi, suggeriamo tre controlli: scegliere un obiettivo misurabile, rivedere creatività e pagine di destinazione, e fissare un confronto dei risultati prima e dopo l’eventuale passaggio. Si può iniziare da una campagna limitata, osservando spesa, vendite e qualità delle visite. La promessa di una gestione più semplice merita una prova, non un assegno in bianco al budget.
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Domande frequenti
Le mie campagne Amazon Ads cambieranno da sole?
Amazon afferma che campagne, impostazioni e report esistenti sono stati mantenuti nel passaggio alla piattaforma unificata. Le nuove opzioni vanno comunque verificate nel proprio account prima di usarle.
Amazon Ads Agent è già disponibile per tutti in Italia?
Amazon non indica una data generale per tutti gli account italiani. DVA+ e le nuove funzioni conversazionali saranno introdotti gradualmente nei prossimi mesi.
La campagna con un unico budget è già disponibile in Italia?
No. Amazon indica Full-Funnel Campaigns come beta aperta per gli inserzionisti degli Stati Uniti che vendono su Amazon. Non è stata comunicata una data per l’Italia.
Un’attività italiana può già usare Sponsored Services?
No. La pagina ufficiale indica la disponibilità iniziale soltanto negli Stati Uniti. L’accesso tramite API è previsto nel quarto trimestre 2026 e quello dalla console pubblicitaria nel 2027; Amazon non ha comunicato una data per l’Italia.
Le conversazioni sponsorizzate sono già disponibili in Italia?
Nelle fonti consultate non è indicata una data per l’Italia. I suggerimenti sponsorizzati precedenti risultano disponibili negli Stati Uniti; le nuove Branded Conversations sono state presentate a unBoxed 2026.
Fonti
- Amazon, comunicato ufficiale su Amazon Ads Agent, 29 settembre 2026.
- Amazon Ads, pagina ufficiale del prodotto e domande frequenti, consultata il 29 settembre 2026.
- Amazon Ads, disponibilità e funzionamento dei suggerimenti sponsorizzati, 10 marzo 2026.
- Amazon Ads, il ruolo della pubblicità negli acquisti assistiti dall’intelligenza artificiale, giugno 2026.
- AdExchanger, Branded Conversations e richiesta sponsorizzata di recensioni, 29 settembre 2026.
- Amazon Ads, annuncio ufficiale di Full-Funnel Campaigns, 29 settembre 2026.
- Amazon Ads, annuncio ufficiale di Sponsored Services, 29 settembre 2026.
