Microsoft Advertising si collega a HubSpot: cosa cambia per le aziende

Circa L'Autore

Dal 2008 Eleonora Manfrini opera nel settore del Digital Marketing. In Redomino ricopre il ruolo di Senior Google Ads Specialist, affiancando aziende e professionisti nella pianificazione e nell'ottimizzazione di strategie di acquisizione orientate ai risultati. È in possesso di tutte le certificazioni Google Ads e nel 2015 ha ricevuto il riconoscimento Google AdWords Power Up, assegnato da Google ai professionisti che si sono distinti per competenze e risultati ricevendo il premio nella sede di Dublino. Nel corso della sua carriera ha gestito campagne Google Ads per progetti di rilievo, amministrando investimenti pubblicitari anche di importo elevato, multi lingua e secondo le logiche dei mercati esteri, maturando un'esperienza che la rende una delle professioniste italiane più esperte nel settore. Affronta ogni progetto con un approccio basato sull'analisi dei dati, sul miglioramento continuo e sulla condivisione delle competenze, mettendo la propria esperienza a disposizione di chi desidera rafforzare la propria presenza online e trasformare gli investimenti digitali in opportunità di crescita.

Da sapere in breve

  • Microsoft Advertising entra in HubSpot: campagne, contatti, opportunità e ricavi possono essere letti nello stesso percorso.
  • Le liste aziendali crescono: per il pubblico professionale si passa da 1.000 a 10.000 nomi di aziende per elenco.
  • I test diventano più semplici: gli esperimenti controllati sono disponibili per Search, Shopping, Audience e Performance Max.
  • Attenzione ai limiti europei: disponibilità e copertura dei dati LinkedIn non sono identiche in tutti i mercati.
  • Se sei un cliente redomino, ci pensiamo noi.
    Verifichiamo collegamenti, misurazione e test quando Microsoft Advertising rientra nelle attività concordate.

Cosa significa per chi lavora

Il dato più utile di una campagna pubblicitaria non è sempre il numero di moduli compilati. Per un’azienda conta sapere quali contatti sono diventati opportunità commerciali, quali hanno prodotto ricavi e quali, invece, si sono fermati dopo il primo clic.

Il 30 settembre 2026 Microsoft Advertising ha annunciato un collegamento diretto con HubSpot pensato proprio per avvicinare pubblicità e gestione commerciale. Nello stesso aggiornamento sono arrivate liste aziendali LinkedIn molto più grandi, nuovi esperimenti sulle campagne e una scadenza tecnica per chi utilizza integrazioni personalizzate.

Il filo comune è semplice: meno passaggi manuali e più informazioni collegate. La parte meno semplice, come spesso accade, è configurarle bene.

Microsoft Advertising e HubSpot: dal clic al ricavo

Con la nuova integrazione, i contatti e le opportunità presenti nel CRM possono essere messi in relazione con le campagne Microsoft Advertising. L’obiettivo è capire quali annunci contribuiscono davvero alla crescita della trattativa commerciale e ai ricavi, senza fermarsi al conteggio dei lead.

Collegamento tra Microsoft Advertising e HubSpot per seguire un contatto dalla campagna pubblicitaria fino all’opportunità commerciale e al ricavo.

Il collegamento permette anche di attivare azioni già predisposte in HubSpot quando arriva un nuovo contatto: per esempio assegnarlo a una persona del reparto vendite oppure avviare un’email di approfondimento. È un dettaglio operativo importante, perché un lead lasciato in attesa tende a raffreddarsi con una disciplina quasi olimpica.

Microsoft indica inoltre la possibilità di usare i dati del CRM per raggiungere o ricontattare pubblici di valore nell’ecosistema Microsoft, che comprende Bing, Copilot, Outlook, Xbox e altre superfici. La disponibilità effettiva dipende però dal piano HubSpot, dai permessi dell’account e dai requisiti previsti dall’integrazione.

Liste LinkedIn fino a 10.000 aziende

Per le attività che vendono ad altre aziende, Microsoft Advertising amplia le liste basate sui nomi delle società: il limite passa da 1.000 a 10.000 aziende per elenco. Le liste possono essere usate insieme ai dati professionali LinkedIn nelle campagne Search e Audience.

In pratica, un’impresa che vuole raggiungere responsabili e professionisti di un insieme preciso di aziende non deve più dividere un elenco ampio in tanti piccoli blocchi. È un vantaggio soprattutto per le strategie rivolte ad account selezionati, dove non interessa parlare a tutti, ma alle organizzazioni giuste.

C’è però un limite da non nascondere sotto il tappeto: Microsoft precisa che i nomi delle aziende sono mostrati soprattutto in inglese e che i dati dei consumatori alla base della funzione escludono gli utenti nello Spazio economico europeo, nel Regno Unito e in Svizzera. La funzione è indicata come disponibile nei mercati supportati, ma la copertura reale per un pubblico italiano va verificata prima di costruire previsioni.

Esperimenti controllati anche su Performance Max

Gli esperimenti di ottimizzazione sono ora generalmente disponibili per campagne Search, Shopping, Audience e Performance Max. Consentono di confrontare una modifica con la configurazione originale attraverso un test controllato.

Si possono provare, per esempio, cambiamenti alle offerte, al pubblico o ai materiali pubblicitari e confrontare i risultati nello stesso spazio. Se la variante funziona meglio, può essere applicata alla campagna originale oppure usata per crearne una nuova.

È un approccio più prudente del modificare tutto insieme e chiedersi, qualche settimana dopo, quale intervento abbia prodotto il risultato. Perché anche nelle piattaforme più intelligenti, cambiare cinque cose nello stesso momento resta un ottimo modo per non capire quale delle cinque abbia funzionato.

Una scadenza per le integrazioni tecniche

Microsoft ha confermato il passaggio dalla vecchia tecnologia SOAP alle nuove interfacce REST. Le nuove funzioni continueranno a essere disponibili su entrambi i sistemi fino alla dismissione di SOAP, prevista per il 31 gennaio 2027.

Questo punto riguarda soprattutto aziende, agenzie e fornitori che hanno sviluppato collegamenti automatici con Microsoft Advertising. Chi utilizza strumenti standard senza integrazioni personalizzate potrebbe non dover fare nulla; chi usa software proprietari o flussi costruiti su misura dovrebbe invece verificare subito quale tecnologia è in uso e pianificare la migrazione.

Cosa conviene fare adesso

Per prima cosa, conviene controllare se l’account Microsoft Advertising e il piano HubSpot utilizzato rispettano i requisiti del collegamento. Subito dopo è utile definire quali passaggi del percorso commerciale devono essere misurati: nuovo contatto, opportunità qualificata, preventivo, vendita o ricavo.

Per le campagne rivolte ad aziende, le nuove liste LinkedIn meritano una prova limitata, con un pubblico chiaro e una verifica preventiva della copertura disponibile nel mercato interessato. Gli esperimenti, invece, possono essere usati per testare una sola modifica alla volta e valutare il risultato su un periodo sufficiente.

Se vuoi approfondire il rapporto tra pubblicità e CRM, puoi leggere anche come ChatGPT Ads si collega a HubSpot e Shopify. Per valutare dati, campagne e processi insieme, Richiedi un Momento Redomino.

Domande frequenti

L’integrazione Microsoft Advertising e HubSpot è disponibile per tutti?

Microsoft la presenta come disponibile, ma requisiti e funzioni dipendono dal piano HubSpot, dai permessi e dalla configurazione dell’account. È quindi necessario verificare l’idoneità prima di pianificare il lavoro.

Le liste LinkedIn da 10.000 aziende funzionano anche in Italia?

La funzione è disponibile nei mercati supportati, ma Microsoft segnala che i dati dei consumatori sottostanti escludono gli utenti nello Spazio economico europeo, nel Regno Unito e in Svizzera. La copertura effettiva del pubblico italiano va quindi controllata nell’account.

Gli esperimenti modificano subito la campagna originale?

No. Servono a confrontare una variante con la configurazione originale. Una modifica vincente può poi essere applicata alla campagna o usata per crearne una nuova.

Chi deve occuparsi del passaggio da SOAP a REST?

Soprattutto chi utilizza integrazioni personalizzate, software proprietari o collegamenti sviluppati tramite le API di Microsoft Advertising. La dismissione di SOAP è prevista per il 31 gennaio 2027.

Fonti

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