ChatGPT, segnala questo problema a OpenAI. «Fallo tu»

Circa L'Autore

Da oltre vent'anni Giuseppe Masili opera nel settore Digital. Fondatore di Redomino, affianca aziende e organizzazioni nello sviluppo di progetti digitali con un approccio orientato agli obiettivi e al miglioramento continuo. Nei primi anni della sua carriera ha contribuito alla diffusione in Italia delle piattaforme Open Source Zope e Plone, partecipando come relatore a conferenze nazionali e internazionali e promuovendo una cultura del web aperta e collaborativa. È coautore del libro internazionale The Definitive Guide to Plone (Apress), autore di articoli sul digitale e ha preso parte, come relatore e membro di giuria, a numerose iniziative dedicate all'innovazione, tra cui il Digital Festival e Create24. Nel corso degli anni è stato inoltre intervistato da testate e media specializzati, tra cui Mashable Italia, oltre a podcast e canali dedicati all'innovazione e al futuro del lavoro. Crede nell'approccio agile come metodo per individuare rapidamente il percorso più efficace, adattandolo e migliorandolo in base ai risultati. Ama viaggiare e considera ogni viaggio un'occasione per confrontarsi con culture diverse, osservare nuovi punti di vista e trasformare ogni esperienza in uno stimolo di crescita personale e professionale.

Stavamo scrivendo un articolo con ChatGPT.

Arrivo in fondo al testo e mi accorgo di una piccola seccatura: per copiarlo devo tornare all’inizio, dove si trova il pulsante Copia.

Su un articolo lungo significa scrollare parecchio.

“Puoi mettere Copia anche alla fine?”

No. L’interfaccia non la gestisce ChatGPT.

Comprensibile.

“Allora segnala il problema a OpenAI.”

Ed è qui che il 2026 regala uno dei suoi piccoli momenti di poesia tecnologica.

“Puoi segnalarlo tu tramite il supporto OpenAI.”

Come, scusa?

L’intelligenza artificiale che manda avanti l’umano

Da mesi raccontiamo di agenti AI capaci di lavorare con software, documenti, email, siti e servizi esterni.

Poi chiedi all’intelligenza artificiale di comunicare un suggerimento all’azienda che l’ha costruita e lei sostanzialmente risponde:

“Ottima idea. Diglielo tu.”

Abbiamo persino controllato se esistesse qualche integrazione utilizzabile per farlo direttamente.

Niente.

La situazione quindi è diventata meravigliosamente circolare:

ChatGPT può scrivere questo articolo sul fatto che ChatGPT non può segnalare a OpenAI un problema di ChatGPT.

Ma non può inviare la segnalazione.

L’ultimo metro dell’automazione

Il pulsante, naturalmente, è una sciocchezza.

E no, non possiamo semplicemente eliminare il copia-incolla caricando direttamente l’articolo su WordPress.

Prima di pubblicare un testo può essere necessario copiarlo, condividerlo con qualcuno, mandarlo a un cliente, discuterlo, correggerlo.

Il problema quindi rimane.

Ed è un piccolo esempio di qualcosa di molto più grande.

L’AI può automatizzare il 95% di un processo e lasciarti l’ultimo 5%.

Apri tu. Copia tu. Conferma tu. Invia tu. Segnala tu.

Non perché non sappia cosa fare.

Perché non è autorizzata a farlo.

Forse il prossimo salto non sarà l’intelligenza

Parliamo continuamente di modelli più potenti.

Ma nell’AI agentica il prossimo grande salto potrebbe essere molto più noioso:

i permessi.

Un’AI può capire perfettamente cosa vogliamo, preparare l’azione e sapere dove dovrebbe arrivare.

Se però davanti trova una porta chiusa, torna da noi.

E dice:

“Puoi farlo tu?”

Quindi, OpenAI, se per qualche fortunata coincidenza questo articolo dovesse arrivare dalle vostre parti:

mettete il pulsante Copia anche in fondo ai testi lunghi.

Noi avremmo voluto segnalarvelo direttamente tramite ChatGPT.

Ma ChatGPT ci ha detto di scrivervi.

Così abbiamo scritto un articolo.

Probabilmente era più semplice spostare il pulsante.

Cosa ne pensi?