Un contributo di Giovanni Del Ponte sul rapporto tra creatività, originalità e autenticità.
In ambito creativo, quello dell’unicità può rappresentare un bello spauracchio.
Una delle ansie principali degli aspiranti scrittori è quella di non essere abbastanza originali, di non stare creando qualcosa di unico. Spesso l’unicità diventa il loro primo obiettivo, un’ossessione tale da inchiodarli davanti al monitor o alla pagina bianca, ancor prima di aver scritto una sola riga.
Penso si tratti di un grosso equivoco. Quello dell’unicità è un falso problema, uno spaventapasseri che distrae dall’unico vero obiettivo di ogni artista o creativo.
Credo che ciascuno dei miliardi di esseri umani che hanno abitato, abitano o abiteranno il pianeta possieda qualcosa che lo rende diverso da tutti gli altri. Possiamo somigliarci, avere gusti simili a milioni di altri individui; ma, in fondo, ognuno di noi possiede qualcosa che lo rende unico. Ne sono convinto.
La vera sfida per chi crea
Se è così, i creativi non devono preoccuparsi di essere abbastanza unici o originali.
La vera sfida sta nel riuscire ad attingere alla propria essenza più profonda ed esclusiva. In altre parole, essere sinceri, creare ispirati da quanto ci emoziona davvero, da ciò che per noi è fondamentale, da quelle cose che ci coinvolgono intimamente, che ci stravolgono e ci entusiasmano nella vita di tutti i giorni.
Dobbiamo creare infiammati dall’amore.
Ce n’è di tanti tipi: l’amore per la persona con cui abbiamo deciso di condividere la vita, per chi la vita ce l’ha data, per i nostri animali del cuore; oppure per ideali come l’amicizia, la giustizia, i diritti umani e la salvaguardia dell’ambiente.
Creare in modo unico e speciale
Se creeremo “infiammati”, le nostre opere saranno “accese”, potenti e avranno qualcosa di originale e di unico. Perché avremo attinto a noi stessi, alle nostre emozioni più intime.
Certo, è la sfida più difficile, ma è una delle poche per cui valga la pena vivere.
L’autore: Giovanni Del Ponte
Giovanni Del Ponte è uno scrittore italiano. Appassionato di fumetti e cinema, dai 14 ai 30 anni si è cimentato nella regia indipendente, realizzando corti e mediometraggi proiettati al Festival Internazionale Cinema Giovani.
Scrive soprattutto per suscitare nei lettori le intense emozioni che, da ragazzo, provava davanti a certi film, fumetti e libri.
Nota editoriale: questa biografia riprende le informazioni presenti nel contributo originale e si riferisce al periodo della sua pubblicazione.

