Google Ads: cosa cambia con Customer Match e Demand Gen

Circa L'Autore

Dal 2008 Eleonora Manfrini opera nel settore del Digital Marketing. In Redomino ricopre il ruolo di Senior Google Ads Specialist, affiancando aziende e professionisti nella pianificazione e nell'ottimizzazione di strategie di acquisizione orientate ai risultati. È in possesso di tutte le certificazioni Google Ads e nel 2015 ha ricevuto il riconoscimento Google AdWords Power Up, assegnato da Google ai professionisti che si sono distinti per competenze e risultati ricevendo il premio nella sede di Dublino. Nel corso della sua carriera ha gestito campagne Google Ads per progetti di rilievo, amministrando investimenti pubblicitari anche di importo elevato, multi lingua e secondo le logiche dei mercati esteri, maturando un'esperienza che la rende una delle professioniste italiane più esperte nel settore. Affronta ogni progetto con un approccio basato sull'analisi dei dati, sul miglioramento continuo e sulla condivisione delle competenze, mettendo la propria esperienza a disposizione di chi desidera rafforzare la propria presenza online e trasformare gli investimenti digitali in opportunità di crescita.

Le novità Google Ads di settembre 2026 riguardano due momenti diversi della pubblicità: riconoscere meglio alcuni clienti e rendere più semplice il passaggio dall’annuncio al prodotto. Customer Match aggiunge nuovi segnali, con un limite importante per l’Italia. Demand Gen introduce percorsi più diretti e un assistente capace di rispondere accanto ai video.

Vediamo cosa significa, usando un negozio di lampade come esempio. Gli esempi sono illustrativi: non descrivono risultati garantiti o campagne reali.

Customer Match: un indizio in più per collegare i clienti

Immagina di voler proporre una nuova collezione a chi ha già acquistato nel tuo negozio. Con Customer Match puoi utilizzare dati dei clienti raccolti e utilizzabili per finalità pubblicitarie, per esempio le email, per costruire un pubblico in Google Ads.

La documentazione ora include anche l’indirizzo IP e il momento dell’interazione, chiamato timestamp. L’IP identifica una connessione a Internet: non è la carta d’identità di una persona. Può essere condiviso da più utenti o cambiare nel tempo. Senza un orario, Google indica che viene considerato l’ultimo utente conosciuto per quell’IP.

Esempio: è come sapere che qualcuno è passato da un ingresso. Aggiungere “martedì alle 10:15” rende l’indizio più preciso rispetto a sapere soltanto da quale porta è entrato. Non basta però a garantire chi fosse.

Rappresentazione di più utenti associati allo stesso punto di accesso con il momento dell’interazione come segnale aggiuntivo per Customer Match.

Per chi lavora in Italia, il limite viene prima della novità

Il confronto tramite IP non è supportato per utenti situati nello Spazio economico europeo, Italia compresa, nel Regno Unito e in Svizzera. Conta la posizione dell’utente, non soltanto quella dell’azienda inserzionista.

Quindi un negozio che vende a clienti italiani non deve aggiungere i loro IP agli elenchi per usare questa funzione. Il normale Customer Match resta distinto da questa estensione.

IP e timestamp vanno forniti senza hashing, cioè senza trasformarli prima in un’impronta alfanumerica. Questo non significa “trasmissione senza cifratura”. La novità è stata segnalata il 25 settembre; la guida Google non specifica quando sia stata attivata.

Demand Gen: meno passaggi tra interesse e sito

Demand Gen è una tipologia di campagne pensata per suscitare interesse attraverso contenuti visivi. Nell’annuncio del 24 settembre 2026, Google presenta l’accesso alla pagina di destinazione con un solo tocco dagli annunci immagine su YouTube Shorts e Gmail. Per Shorts, la nuova esperienza richiede immagini verticali 9:16 a pieno schermo.

Esempio: Laura guarda contenuti sul telefono e vede una lampada che le piace. Tocca l’immagine pubblicitaria e arriva alla pagina del prodotto. Per il negozio, vale la pena preparare quella pagina con prezzo, misure e consegna subito comprensibili. Accorciare il percorso serve a poco se all’arrivo manca l’informazione che cercava.

Business Agent: fare una domanda accanto all’annuncio

Google presenta anche Business Agent per gli annunci YouTube: un’esperienza di intelligenza artificiale conversazionale accanto ai video con feed prodotti, cioè il catalogo digitale collegato agli annunci. È disponibile un modulo per candidarsi; non va considerata una funzione già accessibile a tutti gli account italiani.

Esempio di utilizzo: davanti alla lampada, Laura potrebbe voler chiedere “Quanto è alta?” prima di visitare il negozio. L’idea è aiutarla a chiarire il dubbio mentre guarda il contenuto. Quali risposte possa fornire davvero va verificato nel programma e con i dati disponibili: non è una promessa di consulenza infallibile né di acquisto automatico.

Su Maps, più visibilità ai rivenditori

L’aggiornamento comprende estensioni di località affiliate e pin sponsorizzati su Google Maps per reti di vendita e concessionari. Un esempio: un marchio di illuminazione può collegare l’interesse per i prodotti ai rivenditori fisici. Non significa che qualsiasi negozio ottenga automaticamente un segnaposto pubblicitario.

Cosa conviene fare nella pratica?

  • Se vendi soprattutto in Italia: verifica le integrazioni che inviano dati a Customer Match, rispettando l’esclusione degli IP per gli utenti interessati.
  • Se utilizzi Demand Gen: prepara immagini verticali curate e controlla dove arriva chi tocca l’annuncio.
  • Se hai un catalogo: mantieni coerenti descrizioni, disponibilità e prezzi tra feed e negozio.
  • Se valuti Business Agent: verifica requisiti e disponibilità prima di costruire la strategia attorno alla funzione.

Il risultato da osservare resta concreto: richieste utili e acquisti, insieme al loro costo. Più persone riconosciute o più visite non equivalgono automaticamente a più vendite. È anche il criterio con cui affrontiamo l’ottimizzazione delle campagne Google Ads.

Domande Frequenti

Devo modificare subito tutte le campagne?

No. Prima verifica quali novità riguardano i mercati, i formati e gli strumenti che utilizzi.

Customer Match tramite IP funziona in Italia?

Non per utenti situati in Italia. L’esclusione riguarda questo tipo di confronto, non l’intera funzionalità Customer Match.

Basta caricare un elenco di clienti?

No. I dati devono essere utilizzabili secondo le regole applicabili e quelle della piattaforma; serve inoltre un obiettivo pubblicitario chiaro.

Il Business Agent sostituisce il sito?

La novità descritta riguarda risposte accanto agli annunci. Schede prodotto, disponibilità e percorso d’acquisto restano da curare.

Un tocco significa acquisto in un clic?

No: significa accesso alla pagina di destinazione. Pagamento e conclusione dell’ordine sono passaggi diversi.

Vuoi capire quali di queste novità hanno senso per la tua attività? Concediti un Momento Redomino: partiamo da ciò che vendi e dal percorso dei tuoi clienti.

Fonti e aggiornamento

Verifica delle informazioni: 26 settembre 2026. Disponibilità e requisiti possono evolvere.

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