Google Ads: posso scegliere quali canali ricevono il budget?

Circa L'Autore

Dal 2008 Eleonora Manfrini opera nel settore del Digital Marketing. In Redomino ricopre il ruolo di Senior Google Ads Specialist, affiancando aziende e professionisti nella pianificazione e nell'ottimizzazione di strategie di acquisizione orientate ai risultati. È in possesso di tutte le certificazioni Google Ads e nel 2015 ha ricevuto il riconoscimento Google AdWords Power Up, assegnato da Google ai professionisti che si sono distinti per competenze e risultati ricevendo il premio nella sede di Dublino. Nel corso della sua carriera ha gestito campagne Google Ads per progetti di rilievo, amministrando investimenti pubblicitari anche di importo elevato, multi lingua e secondo le logiche dei mercati esteri, maturando un'esperienza che la rende una delle professioniste italiane più esperte nel settore. Affronta ogni progetto con un approccio basato sull'analisi dei dati, sul miglioramento continuo e sulla condivisione delle competenze, mettendo la propria esperienza a disposizione di chi desidera rafforzare la propria presenza online e trasformare gli investimenti digitali in opportunità di crescita.

«Un budget ha molte strade possibili. Vale la pena decidere quali devono passare per prime.»

Da sapere in breve

  • La novità: Google Ads introduce priorità per i canali pubblicitari.
  • Quando: distribuzione graduale dal 15 ottobre 2026.
  • Il limite: le percentuali di spesa non sono tetti garantiti; non sono previste per Demand Gen.
  • Se sei un cliente Redomino, ci pensiamo noi.
    Valuteremo disponibilità e utilità nelle campagne gestite, nell’ambito degli interventi concordati.

Posso scegliere dove viene speso il budget?

Google Ads aggiunge una possibilità concreta. Nell’annuncio del 14 ottobre 2026 presenta due livelli di priorità per i canali: alta e bassa. Il sistema favorisce quelli prioritari, rispettando gli obiettivi delle offerte quando previsti, prima di destinare risorse agli altri.

Google Ads è la piattaforma pubblicitaria di Google: oltre alla ricerca, permette di raggiungere persone su altre superfici e reti. Per un’azienda, la domanda è semplice: quali contatti arrivano da ciascuna strada e quanto costano?

Questa novità riguarda dove distribuire le risorse dentro le campagne. Per decidere quanto investire complessivamente, resta utile la nostra guida al budget Google Ads. Sono decisioni collegate, da prendere con lo stesso obiettivo commerciale davanti.

Quali canali potrò controllare?

Tabella ufficiale Google con i raggruppamenti di canali per campagne Search, Shopping, Performance Max e Demand Gen
Tabella originale Google, annuncio del 14 ottobre 2026, consultata lo stesso giorno. Riguarda le priorità; le percentuali di budget non sono disponibili in Demand Gen. Fonte e contesto. Apri l’immagine per ingrandirla.

La tabella distingue campagne di ricerca (Search), annunci di prodotto (Shopping), campagne multicanale Performance Max e campagne Demand Gen, pensate per stimolare l’interesse.

In Performance Max e Demand Gen le superfici Google sono raggruppate. Questa novità non permette quindi di assegnare una priorità separata a YouTube e Gmail dentro Performance Max. I partner di ricerca sono siti che mostrano annunci di ricerca; la rete Display comprende siti e app che ospitano annunci.

Per chi sta valutando la creazione di campagne Google Ads, è un motivo in più per progettare la struttura partendo dai bisogni. Un nuovo comando può aiutare; non sceglie il modello di acquisizione al posto dell’azienda.

La percentuale blocca davvero la spesa?

No: Google dichiara un impegno a rispettarla, non una garanzia giornaliera. Si calcola sul budget giornaliero medio, non sulla spesa effettiva. È applicabile ai canali a bassa priorità, con possibili superamenti. Demand Gen supporta solo le priorità.

Con offerte basate su costo per acquisizione o ritorno sulla spesa pubblicitaria e budget non limitante, la sola priorità generalmente non cambia la distribuzione; l’allocazione continua invece ad applicarsi.

La conseguenza pratica è questa: un’impostazione va accompagnata da un controllo. Un’etichetta rassicurante non ha mai pagato una fattura.

Che cosa conviene fare adesso?

Indicazione sostenuta dalla documentazione: verificare l’abilitazione nel singolo account. Google annuncia una distribuzione mondiale progressiva, non una data certa per ogni account italiano. Il supporto dell’interfaccia di programmazione (API) e di Google Ads Editor arriverà successivamente.

Ipotesi da testare: su una campagna idonea, scegliere un solo canale secondario da valutare e modificare priorità e, se disponibile, allocazione. Confrontare spesa, richieste qualificate e costo di acquisizione, mantenendo stabili gli altri elementi e aspettando che le conversioni siano maturate. Nessuna promessa di risparmio.

Prima del test, suggeriamo di fissare una domanda: vogliamo ridurre contatti poco pertinenti, esplorare una nuova rete o proteggere la capacità di una campagna già efficace? Poi stabilire quale risultato giustificherebbe il mantenimento della modifica. Se cambiamo anche annunci, pagine e offerte, capire che cosa abbia funzionato diventa molto più difficile.

È un’attività coerente con il servizio di ottimizzazione delle campagne Google Ads: controllare, formulare un’ipotesi e misurare. Qui descriviamo una possibilità annunciata, non un esperimento Redomino già concluso.

Domande frequenti

Devo intervenire subito su tutte le campagne?

No. Proponiamo di partire da un caso con un problema misurabile, verificando prima requisiti e impostazioni. Applicare la stessa ricetta a tutti rende più difficile capire dove sia utile.

C’è una scadenza da segnare?

Da febbraio 2027 cambia la gestione della rete Display nelle campagne Search che la includono. Google indica bassa priorità e allocazione del 50% per mantenere la configurazione attuale. È un’indicazione per quel caso specifico, non una raccomandazione universale. Fa eccezione la strategia quota impressioni target: con questa modifica, la rete Display non erogherà più nelle campagne Search che la utilizzano.

Fonti e prossimo passo

Vuoi capire se questa possibilità risponde a un problema delle tue campagne? Concediti un Momento Redomino: partiamo da quello che vuoi ottenere e dai dati disponibili.

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