Come raggiungere lo stato di flow? Sfide, abilità e consigli pratici

Circa L'Autore

Da oltre vent'anni Giuseppe Masili opera nel settore Digital. Fondatore di Redomino, affianca aziende e organizzazioni nello sviluppo di progetti digitali con un approccio orientato agli obiettivi e al miglioramento continuo. Nei primi anni della sua carriera ha contribuito alla diffusione in Italia delle piattaforme Open Source Zope e Plone, partecipando come relatore a conferenze nazionali e internazionali e promuovendo una cultura del web aperta e collaborativa. È coautore del libro internazionale The Definitive Guide to Plone (Apress), autore di articoli sul digitale e ha preso parte, come relatore e membro di giuria, a numerose iniziative dedicate all'innovazione, tra cui il Digital Festival e Create24. Nel corso degli anni è stato inoltre intervistato da testate e media specializzati, tra cui Mashable Italia, oltre a podcast e canali dedicati all'innovazione e al futuro del lavoro. Crede nell'approccio agile come metodo per individuare rapidamente il percorso più efficace, adattandolo e migliorandolo in base ai risultati. Ama viaggiare e considera ogni viaggio un'occasione per confrontarsi con culture diverse, osservare nuovi punti di vista e trasformare ogni esperienza in uno stimolo di crescita personale e professionale.

Ti è mai capitato di affrontare un’attività impegnativa e sentirti completamente coinvolto, tanto da perdere la cognizione del tempo?

Questa esperienza può avvicinarsi allo stato di flow, descritto dallo psicologo Mihaly Csikszentmihalyi. Nel precedente articolo abbiamo approfondito che cos’è lo stato di flow e quali sono le sue caratteristiche. Qui ci concentriamo su una domanda più pratica: quali condizioni possono favorirlo?

Non esiste una formula che garantisca di entrare nel flow. Possiamo però osservare il rapporto tra le sfide che affrontiamo e le capacità che abbiamo a disposizione, per capire come rendere un’attività più coinvolgente.

Il punto di partenza: trovare un equilibrio tra sfida e abilità

Un’attività può sembrarci troppo semplice, troppo difficile oppure stimolante al punto giusto. La percezione dipende sia dalle richieste del compito sia dalle competenze che possediamo in quel momento.

Il modello del flow rappresenta questa relazione attraverso un grafico: su un asse troviamo il livello di sfida, sull’altro quello delle abilità.

Quando una sfida è impegnativa ma affrontabile grazie alle nostre capacità, possono crearsi condizioni favorevoli al flow. Se invece sfida e abilità non sono in equilibrio, possiamo provare sensazioni differenti.

Come interpretare il grafico del flow

Il grafico è uno strumento di riflessione, non un test per classificare le persone. Le situazioni descritte non sono etichette permanenti: possiamo passare dall’una all’altra quando cambiano il compito, le competenze o il contesto.

Eccitazione: la sfida supera le abilità, ma resta stimolante

Quando una sfida è elevata e le nostre capacità non sono ancora del tutto adeguate, possiamo sentirci stimolati dalla possibilità di imparare.

Se il progetto ci interessa, può essere utile individuare le competenze mancanti, dedicare tempo alla formazione o confrontarsi con una persona più esperta.

L’obiettivo non è aumentare indefinitamente lo sforzo, ma sviluppare le capacità necessarie per affrontare meglio la sfida.

Ansia: la sfida sembra troppo grande

Quando percepiamo richieste molto elevate rispetto alle nostre capacità, l’attività può diventare fonte di ansia.

Questo non significa necessariamente che il lavoro non ci piaccia. Potremmo avere bisogno di maggiore preparazione, più tempo, istruzioni chiare oppure supporto.

Una possibilità è suddividere il problema in passaggi più piccoli e capire quali risorse servono per affrontarlo. Se la pressione è eccessiva o persistente, è importante intervenire anche sulle condizioni di lavoro, senza attribuire tutto alla motivazione personale.

Preoccupazione: le capacità sembrano insufficienti

Possiamo sentirci preoccupati anche davanti a una sfida meno intensa, quando non siamo sicuri di possedere le competenze richieste.

In questo caso può aiutare distinguere ciò che sappiamo già fare da ciò che dobbiamo ancora imparare. Un corso, un confronto o una prima prova circoscritta possono rendere il compito più gestibile.

Controllo: abbiamo buone capacità, ma la sfida è moderata

Quando conosciamo bene un’attività, possiamo svolgerla con sicurezza. È una condizione utile, ma non sempre richiede un coinvolgimento particolarmente intenso.

Se desideriamo metterci alla prova, possiamo cercare un obiettivo leggermente più impegnativo, sperimentare un metodo diverso o assumere nuove responsabilità.

Non è necessario trasformare ogni compito in una sfida: anche lavorare con tranquillità e padronanza ha valore.

Rilassamento: le abilità sono elevate e la sfida è bassa

Un’attività semplice rispetto alle nostre capacità può permetterci di procedere senza particolare fatica.

Il rilassamento non è tempo perso. Può rappresentare una pausa utile oppure una condizione adatta a consolidare ciò che abbiamo imparato.

Se però cerchiamo maggiore coinvolgimento, possiamo valutare una nuova sfida coerente con i nostri interessi.

Noia e apatia: il coinvolgimento è ridotto

Una sfida troppo bassa rispetto alle nostre capacità può risultare noiosa. Quando sia la sfida sia le abilità coinvolte sono limitate, l’attività può invece suscitare scarso interesse.

Queste sensazioni non indicano automaticamente che stiamo sbagliando lavoro o sprecando il nostro tempo.

Può essere utile domandarsi se abbiamo margine per modificare il compito, acquisire nuove competenze o introdurre un obiettivo più significativo. A volte, però, è semplicemente necessario svolgere attività ordinarie che non devono essere sempre appassionanti.

Come favorire lo stato di flow nella pratica

Il grafico suggerisce due direzioni su cui possiamo intervenire: adattare la sfida oppure sviluppare le nostre abilità.

1. Scegli un obiettivo chiaro

Prima di iniziare, definisci che cosa vuoi realizzare. Un obiettivo concreto rende più semplice orientare l’attenzione e valutare i progressi.

2. Cerca una sfida proporzionata alle tue capacità

Se il compito è troppo facile, prova a introdurre un elemento nuovo. Se è troppo difficile, suddividilo in parti più gestibili oppure procurati gli strumenti necessari.

3. Dedica tempo all’apprendimento

Quando una sfida supera le tue competenze, formazione ed esperienza possono ridurre la distanza. Il confronto con un mentore o un collega esperto può essere utile, ma non è una condizione indispensabile.

4. Riduci le interruzioni quando possibile

Organizza un periodo di lavoro nel quale concentrarti su un’attività alla volta. Non significa renderti sempre irreperibile: puoi concordare momenti dedicati alla concentrazione e altri per confrontarti con le persone coinvolte.

5. Osserva i risultati e correggi il percorso

Un riscontro chiaro su ciò che stai facendo aiuta a capire se stai procedendo nella direzione desiderata. Se necessario, modifica il metodo, il livello di difficoltà o l’obiettivo.

Come capire se stai andando nella direzione giusta?

Durante un progetto, prova a chiederti: la sfida mi interessa? Ho le competenze per affrontarla? So qual è il prossimo passo? Riesco a capire se sto migliorando?

Le risposte possono aiutarti a individuare piccoli cambiamenti utili, senza pretendere che ogni giornata di lavoro sia un’esperienza straordinaria.

Il flow non è un traguardo da raggiungere a ogni costo, ma un’esperienza che possiamo favorire creando condizioni adatte. E anche quando non si verifica, ciò che impariamo lungo il percorso conserva il suo valore.

1 Commento

  • Che cos'è lo stato di Flow? Business Coaching Redomino
    Inviato 15 Febbraio 2016 alle 11:39

    […] Se vuoi saperne di più ti consiglio di leggere anche come raggiungere lo stato di Flow. […]

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