Google Ads sta sperimentando un nuovo modo per aiutare i negozi online a investire sui prodotti che contano davvero. La funzione si chiama Product Value Optimization, cioè “ottimizzazione del valore dei prodotti”, ed è disponibile in versione beta soltanto in alcuni account.
La novità sembra tecnica, ma il principio è semplice: due prodotti possono generare lo stesso incasso e avere un valore molto diverso per l’azienda.
Prima di tutto: cos’è Google Ads?
Google Ads è la piattaforma pubblicitaria di Google. Permette alle aziende di mostrare annunci nei risultati di ricerca, su YouTube e in molti altri spazi. Per un negozio online può promuovere direttamente i prodotti, mostrando immagine, prezzo e nome dell’articolo.
Tra le campagne più utilizzate nell’e-commerce ci sono Shopping e Performance Max, spesso abbreviato in PMax. Performance Max significa “massime prestazioni”: Google utilizza l’intelligenza artificiale per decidere dove mostrare gli annunci e come distribuire il budget, cercando di ottenere il risultato indicato dall’inserzionista.
Il limite attuale: cento euro non valgono sempre cento euro
Immaginiamo un negozio che venda due lampade:
- Lampada A: prezzo 100 euro, margine 15 euro.
- Lampada B: prezzo 100 euro, margine 50 euro.
Se entrambe vengono acquistate, Google Ads vede in tutti e due i casi una vendita da 100 euro. Ma per il negozio la seconda è molto più conveniente: lascia 50 euro per sostenere pubblicità, personale e altre spese, mentre la prima ne lascia soltanto 15.
Con Product Value Optimization l’inserzionista può comunicare a Google che la Lampada B ha un valore strategico maggiore. Il sistema di offerte automatiche può così provare a investire di più sulle occasioni in cui è più probabile venderla, senza dover creare una campagna separata.

Perché questa modifica ha un grande potenziale
Molte campagne vengono ottimizzate soprattutto per aumentare vendite o fatturato. Ma vendere di più non significa necessariamente guadagnare di più. La funzione può avvicinare l’algoritmo alla realtà dell’azienda, permettendo di valorizzare prodotti con margini più alti, best seller, articoli stagionali o categorie sulle quali si vuole crescere.
È un passaggio importante: Google non riceve soltanto il dato “questa vendita vale 100 euro”, ma anche un’indicazione su quanto quella vendita sia utile rispetto alle altre.
Non è però un pulsante magico
Le regole devono nascere da dati affidabili. Se si attribuisce troppo valore a un prodotto perché “ci piace”, senza conoscere margini, disponibilità e tasso di reso, Google potrebbe spostare il budget nella direzione sbagliata.
Occorre distinguere il valore usato per guidare l’algoritmo dal ricavo realmente incassato. Prima di valutare i risultati bisogna documentare gli aggiustamenti e confrontare non soltanto il ROAS — ritorno sulla spesa pubblicitaria — ma anche margine, ordini, resi e profitto.
Il consiglio è iniziare con poche categorie ben conosciute e misurare il risultato. È lo stesso principio alla base del nostro approfondimento sulle offerte automatiche di Google Ads: l’automazione è utile quando riceve obiettivi corretti. Anche AI Max mostra quanto sia importante mantenere controlli leggibili mentre Google aumenta l’automazione. Per interpretare bene i risultati, inoltre, bisogna ricordare che Google Ads non vede sempre tutte le vendite.
Cosa conviene fare adesso?
La funzione è ancora in beta e potrebbe non comparire in tutti gli account. Chi gestisce un e-commerce può prepararsi: ordinare il catalogo per margine e priorità commerciale, verificare categorie e marchi nel catalogo prodotti e decidere prima quali indicatori userà per giudicare il test.
Il vero potenziale è passare da una pubblicità che insegue il fatturato a una pubblicità che prova a sostenere il valore reale dell’impresa.
È il momento Redomino: se vuoi capire quali prodotti meritano davvero più budget, scopri la nostra consulenza Google Ads.
Domande frequenti
La funzione è disponibile per tutti?
No. Al momento è una beta e la disponibilità varia da un account all’altro.
Serve creare nuove campagne?
Non necessariamente. Google indica che gli aggiustamenti possono essere applicati a prodotti, marchi e categorie senza cambiare la struttura delle campagne.
Funziona anche senza un negozio online?
È pensata per campagne Performance Max e Shopping basate su un catalogo prodotti. Il suo impiego più naturale è quindi nell’e-commerce.
