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Diritto di sapere. Dovere e piacere di informare

L'Italia si sa è popolo di Navigatori, Santi ed Eroi... e direi anche di Scrittori. Difendiamo la libertà d'espressione.

by Andrea Cannizzaro - 2010-12-28
Diritto di sapere. Dovere e piacere di informare

Vignetta di Vauro

Nonostante non si navighi più alla scoperta di nuove terre, ma si faccia surf on the web alla scoperta di nuovi siti, nonostante non ci siano più i Santi di un tempo che disperdevano reliquie a destra e a manca e visto che oggi i pochissimi eroi giocano quasi tutti a calcio e indossano armature di cachemire griffato, ecco... non ci rimane altro che difendere il nostro essere un popolo di scrittori.

Chiunque in Italia scrive.

C'è chi scrive libri per la scuola e chi i testi illustrati per i bimbi, c'è chi tiene un'importante rubrica su un prestigioso quotidiano e chi scrive da anni un'intera fanzine di musica emergente autogestita, c'è chi risponde alle lettere dei lettori e chi scrive ancora lettere d'amore, c'è chi scrive poesie e chi scrive i manuali d'uso dei frullatori, c'è chi redige con cura l'inventario del proprio minimarket e chi scrive la lista della spesa, c'è chi scrive “ti amo” mille volte su un quaderno e chi ricalca un bel 4 sul compito in classe, c'è chi compila un verbale e chi scrive i pizzini, c'è chi denuncia scrivendo un libro e chi scrive denunce per quelli che scrivono libri, c'è chi redige un atto giuridico e chi un'offerta commerciale, chi scrive codice e chi scrive in codice, chi ci informa con reportage dal fronte e chi racconta cosa vuol dire vivere in un regime, c'è chi scrive dalle prigioni per sentirsi meno solo e chi scrive a tutti la propria disperazione perché è rimasto solo, c'è chi scrive un'email con il proprio cv e chi scrive email di spam, c'è chi scrive i fatti propri su Facebook e chi scrive un SMS, c'è chi blogga e c'è chi twitta, c'è chi lo fa per professione e chi invece per passione.

Ma come in ogni cosa c'è chi rompe e c'è chi paga e non sempre sono la stessa persona.

Difficile dire se in Italia ci sia o meno libertà d'espressione, ma le ultime proposte di legge, per fortuna mai approvate, prevedevano di chiudere tutti i siti web o i blog che non fossero registrati come testate giornalistiche presso il tribunale (follia!)... difficile misurare la libertà percepita perché quello che è accettabile per me può essere troppo o troppo poco per te... molto facile è, invece, sapere che nel rapporto 2009 di Freedom House (organizzazione autonoma con sede negli Stati Uniti, con l'obiettivo di promuovere la libertà nel mondo), l'Italia viene declassato da Paese 'libero' (free) a 'parzialmente libero' (partly free), unico caso nell'Europa Occidentale insieme alla Turchia (fonte repubblica.it).

Il problema, anche a livello internazionale, è che pochi controllano quello che è un bene di tutti ovvero l'informazione, ma la Rete ha dato una lezione ai vecchi parrucconi introducendo nuovi modi di comunicare, canali prima impensabili, linguaggi creati ex novo, nuovi modi di giudicare la credibilità dell'autore; ma più di tutti internet ha dimostrato che se qualche gerarca dall'altra parte del mondo afferma che il proprio paese è libero e che i cittadini sono felici, qualche blogger può smentirlo pubblicando video di repressioni e maltrattamenti. Se qualcuno afferma che sopra casa sua c'è un sole blu a pallini fucsia altri dello stesso paese potranno dire che non è vero mostrando le foto appena scattate con il proprio iPhone e immediatamente pubblicate su Flickr... oppure chiedere al compaesano il nome del proprio pusher :) Ecco questa è la vera libertà d'espressione: poter dire quello che si desidera, sapendo che non si verrà sottoposti a censura preventiva in base alla propria bandiera, al proprio credo, etnia, provenienza... bensì si verrà sottoposti all'evidenza dei fatti: la mia opinione contro la tua sotto l'occhio del mondo. Ecco che la prossima volta ci penserò due volte a scrivere o dire il falso.

Come al solito chi ci ha preceduto ha coniato pensieri che non servono solo per incartare i cioccolatini ma che andrebbero tatuati (in maniera immaginaria ovviamente) nelle menti dei più giovani cosicché crescendo il tatuaggio diventi sempre più chiaro, più leggibile, fino a divenire assioma di vita.

"Non sono d'accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee" (Voltaire)... ogni volta che lo leggo rimango immobilizzato da tanta sintesi, verità e raffinatezza.

Chiudo ricordando alcune date e luoghi dove si può esprimere il proprio libero pensiero, siate voi colleghi giornalisti, blogger o semplici amanti della libera espressione:

Manifestazione per la libertà di stampa "No al guinzaglio, diritto di sapere dovere di informare", organizzata dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana per sabato 3 ottobre 2009, a Roma, in piazza del Popolo, alle 16 e per chi non ci potrà essere l'Associazione Stampa Subalpina allestirà un presidio a Torino, in piazza Carignano (via Accademia delle Scienze angolo via Cesare Battisti), sempre sabato 3 ottobre 2009, dalle ore 16 alle ore 19. Informati dove si terrà il presidio nella tua città.

Giornalisti senza tutela legale

Posted by Andrea Cannizzaro at 2009-10-05 12:46
Sempre sull'argomento segnalo anche l'interessante lettera che Milena Gabanelli ha scritto al Corriere per far conoscere le difficoltà del giornalismo d'inchiesta oggi: http://tinyurl.com/yjha4ve