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Intervista all'Università del Piemonte Orientale

Abbiamo intervistato il team che si occupa della gestione del sito web dell'Unipmn, che quotidianamente usa software open source e ci spiega come ha conosciuto Plone.

by Alice Narduzzo - 2010-05-27
Intervista all'Università del Piemonte Orientale

Da sinistra: Lucia, Alessandra, Lorenzo.

Il team di ReLabs ha intervistato Lorenzo Gallà, Lucia Costa e Alessandra Rossi, che lavorano per l'Università del Piemonte Orientale e utilizzano quotidianamente software open source.

Negli ultimi tempi il team dell'Unipmn si è avvicinato al CMS Plone, vediamo assieme cosa ne pensano.

Alle domande risponde Alessandra Rossi.


Intervista all'Università del Piemonte Orientale

  1. ReLabs: Presentate brevemente il vostro team e le vostre attività.
    Alessandra: Il nostro ufficio è composto da tre persone, Lorenzo Gallà, Lucia Costa e la sottoscritta, Alessandra Rossi.
    Tra le altre cose ci occupiamo del sito web dell’Ateneo all’indirizzo www.unipmn.it.
    Lorenzo è il capo ufficio, è prevalentemente une sistemista, si occupa degli aspetti più propriamente tecnici del lavoro.
    Lucia è una webmaster di lungo corso, ha per anni gestito il sito scrivendo personalmente tutto il codice html e i css.
    Qualche anno fa, date le dimensioni che ormai aveva assunto il sito, abbiamo adottato un CMS sul quale ci siamo fatti le prime esperienze con questo genere di prodotti.
    Io sono un caso un po’ particolare: non sono un tecnico, all’informatica sono arrivata un po’ per caso da quando, a causa di un grave problema di vista, sono stata costretta ad utilizzare per molte operazioni appositi ausili, primo fra tutti uno screen reader.
    Questa situazione mi ha reso specialmente attenta alle questioni legate all’accessibilità dei contenuti informativi e, fortunatamente, i colleghi mi hanno molto aiutata in questo.
  2. ReLabs: Come avete conosciuto Plone e quali pensate siano i principali punti di forza?

    Alessandra: Plone è molto diffuso e non è stato difficile incontrarlo il giorno in cui, dopo le esperienze già fatte con altri prodotti, ci siamo proposti di esaminare diversi CMS per valutare la loro rispondenza alle nostre esigenze di pubblicazione che sono molto complesse.
    Sottolineo che il nostro lavoro è, al momento, in una fase assai iniziale e ha permesso solo una valutazione assolutamente generale di alcuni prodotti che dovrà ancora essere sviluppata e approfondita.
    Il pregio maggiore di Plone, a mio avviso, sta nella estrema logicità con cui gestisce i contenuti, l’ordinamento per cartelle e sotto cartelle facilita molto il controllo e il reperimento delle informazioni.
    A questa struttura semplice e logica associa poi buoni strumenti che gli conferiscono flessibilità nell’organizzazione della struttura informativa. Fino a che punto sia possibile utilizzare questi meccanismi per risolvere alcuni intricati problemi di collegamenti interni tra parti diverse del sito non sappiamo ancora.

  3. ReLabs: E i principali punti di debolezza?
    Alessandra: Dispiace dirlo ma proprio l’accessibilità. Mentre sul front end credo si possa intervenire il back end è ancora piuttosto problematico e soprattutto gli editor utilizzabili hanno grossi limiti in questo senso. Sto provando a vedere il tema Italian Skin ma mi pare che il lavoro sia ancora molto.
  4. ReLabs: Quali altri software open source utilizzate in Università?

    Alessandra: Sistemi operativi Linux: Suse, Red Hat, Ubuntu.
    Postfix, Sendmail.
    Open LDap.
    Apache, Php, MySql.
    Di recente abbiamo adottato Zimbra per la gestione della posta elettronica.

  5. ReLabs: Perchè secondo voi l'adozione di software open, soprattutto nelle P.A., è così lento in Italia?

    Alessandra: Forse perché l’open source funziona solo se si può contare su una buona presenza di competenze all’interno dell’Amministrazione. Ora, storicamente, la P.A. italiana ha avuto un indirizzo prevalentemente giuridico-amministrativo e gli spazi per gli investimenti in sviluppo tecnologico sono sempre stati condizionati da grossi limiti di bilancio. Ma anche di mentalità: è difficile per chi si è sempre occupato dell’amministrazione in una prospettiva procedurale e burocratica, comprendere le esigenze tecniche implicite in certe scelte, ancora di più se queste comportano investimenti in termini di personale più che di prodotti. D’altra parte, oltre che dalle restrizioni di bilancio, l’assunzione del personale pubblico è condizionata dalla dinamica concorsuale che non può selezionare sulla base di conoscenze troppo specifiche.

Il team di ReLabs ringrazia Alessandra Rossi e il suo team per la loro disponibilità, e spera che Plone possa soddisfare le esigenze del loro gruppo di lavoro.