ChatGPT Ads testerà annunci visivi durante la creazione di immagini

Circa L'Autore

Dal 2008 Eleonora Manfrini opera nel settore del Digital Marketing. In Redomino ricopre il ruolo di Senior Google Ads Specialist, affiancando aziende e professionisti nella pianificazione e nell'ottimizzazione di strategie di acquisizione orientate ai risultati. È in possesso di tutte le certificazioni Google Ads e nel 2015 ha ricevuto il riconoscimento Google AdWords Power Up, assegnato da Google ai professionisti che si sono distinti per competenze e risultati ricevendo il premio nella sede di Dublino. Nel corso della sua carriera ha gestito campagne Google Ads per progetti di rilievo, amministrando investimenti pubblicitari anche di importo elevato, multi lingua e secondo le logiche dei mercati esteri, maturando un'esperienza che la rende una delle professioniste italiane più esperte nel settore. Affronta ogni progetto con un approccio basato sull'analisi dei dati, sul miglioramento continuo e sulla condivisione delle competenze, mettendo la propria esperienza a disposizione di chi desidera rafforzare la propria presenza online e trasformare gli investimenti digitali in opportunità di crescita.

Da sapere in breve

  • Il formato: OpenAI testerà annunci con immagini mentre le persone creano immagini in ChatGPT; la pubblicità resterà distinta dal risultato richiesto.
  • Dove e quando: la prova inizierà negli Stati Uniti più avanti a ottobre 2026, per un primo gruppo di inserzionisti e per utenti dei piani Free e Go.
  • Nessun effetto sulle risposte: gli annunci saranno riconoscibili e OpenAI dichiara che non influiranno sulle risposte di ChatGPT.
  • Più misurazione: arrivano nuovi collegamenti per misurare le azioni dopo la pubblicità, ma gli esperimenti sull’impatto aggiuntivo sono ancora in fase iniziale.
  • Se sei un cliente redomino, ci pensiamo noi.
    Nei progetti di gestione di ChatGPT Ads concordati, valutiamo con te disponibilità e misurazione quando OpenAI estenderà il formato al mercato pertinente.

Cosa cambia per chi fa pubblicità su ChatGPT

ChatGPT Ads è la pubblicità mostrata nel servizio ChatGPT, dove le persone fanno domande, confrontano idee e lavorano su attività diverse. Il 5 ottobre 2026 OpenAI ha annunciato un nuovo formato visivo: durante la creazione di un’immagine, potrà comparire anche un annuncio illustrato di un prodotto o servizio.

La distinzione è importante: l’annuncio non sarà inserito nell’immagine che la persona ha chiesto di creare. OpenAI dice che sarà chiaramente riconoscibile come pubblicità, resterà separato dal contenuto generato e non condizionerà le risposte. È una nuova occasione per raccontare un’offerta con un’immagine, ma non trasforma ogni richiesta creativa in uno spazio pubblicitario.

Schermata pubblicata da BleepingComputer con un esempio di annuncio visivo in ChatGPT.
Esempio di interfaccia pubblicato da BleepingComputer il 5 ottobre 2026 per illustrare il formato annunciato da OpenAI. È un’immagine di riferimento giornalistica, non un invito a considerare il formato già disponibile in Italia. Fonte dell’immagine.

Un test negli Stati Uniti, non un lancio in Italia

La prima prova partirà negli Stati Uniti più avanti a ottobre, con un gruppo iniziale di inserzionisti. Gli annunci compariranno durante la generazione di immagini per le persone che usano i piani gratuiti Free e Go. OpenAI non ha annunciato una data di disponibilità in Italia o in altri Paesi: per le aziende italiane, quindi, non c’è ancora una campagna da attivare.

Per chi fa pubblicità, il formato apre una domanda pratica: come mostrare un prodotto in un momento in cui la persona sta immaginando, confrontando o progettando qualcosa? Per prepararsi può essere utile chiarire quale bisogno risolve l’offerta e quali immagini lo spiegano bene. Resta però da capire come saranno scelti gli annunci e quali risultati sarà possibile misurare durante la prova.

OpenAI amplia anche la misurazione

OpenAI ha annunciato nuovi collegamenti con servizi di misurazione usati dalle aziende, per confrontare la pubblicità con acquisti, richieste di contatto e altre azioni. Tra questi ci sono strumenti che permettono di inviare a ChatGPT Ads i dati sulle conversioni già raccolti nei sistemi dell’inserzionista.

Per inviare queste informazioni si può usare un pixel, un piccolo componente che registra sul sito azioni come acquisti o richieste di contatto, oppure un collegamento diretto fra i sistemi aziendali e la piattaforma pubblicitaria. OpenAI amplia inoltre le collaborazioni per capire quali acquisti o richieste sono avvenuti dopo aver visto o cliccato un annuncio. Alcuni esperimenti confrontano aree o gruppi simili per stimare quante azioni in più siano avvenute grazie alla campagna; sono però ancora in fase iniziale, quindi i risultati non garantiscono prestazioni analoghe per altre aziende.

Sono in avvio anche prove con DoubleVerify e Integral Ad Science per valutare in modo indipendente l’adeguatezza dei contesti pubblicitari. OpenAI afferma che queste valutazioni non richiedono l’accesso alle conversazioni private. Per gli inserzionisti è un passaggio utile, perché in un servizio basato su conversazioni la pertinenza del contesto conta quanto il formato dell’annuncio.

Che cosa conviene fare adesso

  • Non pianificare budget sul nuovo formato finché OpenAI non ne annuncia l’arrivo nel mercato di interesse.
  • Verificare che acquisti, contatti e altre azioni importanti siano misurati correttamente.
  • Preparare immagini che mostrino con chiarezza l’utilità del prodotto, senza confonderle con contenuti generati per l’utente.
  • Quando il test sarà accessibile, confrontare i risultati con campagne e obiettivi già attivi, senza basarsi su un singolo caso citato dai partner.

Per approfondire come sta evolvendo la pubblicità su ChatGPT, leggi il nostro quadro su ChatGPT Ads in Italia. Se vuoi valutare le implicazioni per le tue campagne, Richiedi un Momento Redomino.

Domande frequenti

L’annuncio verrà inserito nell’immagine creata da ChatGPT?

No. OpenAI afferma che il nuovo annuncio sarà visivamente separato dall’immagine richiesta e chiaramente indicato come pubblicità.

Le aziende italiane possono già usare questo formato?

Non risulta una disponibilità in Italia: l’annuncio del 5 ottobre parla di un test iniziale negli Stati Uniti più avanti nel mese.

Fonti

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