Perché fare pubblicità su YouTube? Obiettivi e risultati

Circa L'Autore

Dal 2008 Eleonora Manfrini opera nel settore del Digital Marketing. In Redomino ricopre il ruolo di Senior Google Ads Specialist, affiancando aziende e professionisti nella pianificazione e nell'ottimizzazione di strategie di acquisizione orientate ai risultati. È in possesso di tutte le certificazioni Google Ads e nel 2015 ha ricevuto il riconoscimento Google AdWords Power Up, assegnato da Google ai professionisti che si sono distinti per competenze e risultati ricevendo il premio nella sede di Dublino. Nel corso della sua carriera ha gestito campagne Google Ads per progetti di rilievo, amministrando investimenti pubblicitari anche di importo elevato, multi lingua e secondo le logiche dei mercati esteri, maturando un'esperienza che la rende una delle professioniste italiane più esperte nel settore. Affronta ogni progetto con un approccio basato sull'analisi dei dati, sul miglioramento continuo e sulla condivisione delle competenze, mettendo la propria esperienza a disposizione di chi desidera rafforzare la propria presenza online e trasformare gli investimenti digitali in opportunità di crescita.

Una campagna pubblicitaria su YouTube può aiutare un’azienda a farsi conoscere, presentare un prodotto o raggiungere persone che potrebbero diventare clienti. Ma avere a disposizione un pubblico ampio non basta per giustificare un investimento.

Prima di fare pubblicità su YouTube bisogna capire quale risultato si vuole ottenere: aumentare la notorietà del brand, mostrare come funziona un prodotto, portare nuovi utenti sul sito oppure generare contatti e vendite.

Vediamo quali opportunità offre YouTube Ads, quando può essere utile e come valutarne i risultati.

1. Far conoscere un brand o un prodotto

La pubblicità su YouTube permette di presentare un’azienda attraverso immagini, movimento, voce e dimostrazioni pratiche.

È una possibilità interessante quando il pubblico non conosce ancora il brand oppure quando un nuovo prodotto ha bisogno di essere spiegato.

Un video può mostrare un macchinario al lavoro, raccontare le caratteristiche di un prodotto o far vedere concretamente come si svolge un servizio.

Il vantaggio non è semplicemente ottenere visualizzazioni, ma comunicare qualcosa che aiuti il pubblico a ricordare e comprendere l’offerta.

Questo rende YouTube un canale da valutare soprattutto quando l’obiettivo è sviluppare notorietà e considerazione, non soltanto intercettare una domanda già esistente.

2. Raggiungere un pubblico pertinente

Le campagne YouTube vengono gestite attraverso Google Ads e offrono diverse possibilità per individuare il pubblico a cui mostrare gli annunci.

In base alla tipologia di campagna, è possibile utilizzare informazioni come località, caratteristiche demografiche, interessi e segmenti di pubblico.

Si possono inoltre utilizzare dati relativi alle persone che hanno già interagito con l’azienda, quando sono disponibili e utilizzabili nel rispetto delle norme sulla privacy e dei requisiti di consenso.

Non tutte le campagne offrono gli stessi controlli. Nelle soluzioni più automatizzate, alcuni segmenti possono essere utilizzati anche come segnali per orientare i sistemi Google, senza rappresentare necessariamente un limite rigido alla pubblicazione.

Il punto di partenza deve comunque essere commerciale: a chi serve quello che stiamo pubblicizzando e perché dovrebbe interessargli?

3. Scegliere il formato video più adatto

Gli annunci su YouTube possono comparire in diversi spazi e formati. Tra i principali troviamo:

  • In-stream ignorabili: annunci inseriti prima, durante o dopo un video che l’utente può saltare dopo alcuni secondi.
  • In-stream non ignorabili: annunci che devono essere visualizzati per intero, nei formati e nelle durate supportati dalla piattaforma.
  • Bumper: brevi annunci non ignorabili, generalmente di sei secondi.
  • In-feed: annunci che possono comparire, per esempio, tra i risultati di ricerca o nei feed di YouTube.
  • YouTube Shorts: annunci progettati per l’esperienza dei video brevi, con particolare attenzione ai contenuti verticali.

La disponibilità dei formati dipende dalla campagna scelta. Non tutti sono acquistabili attraverso le stesse impostazioni.

Un video breve può essere sufficiente per trasmettere un messaggio semplice. Un prodotto complesso potrebbe invece richiedere più tempo per essere presentato.

La durata non dovrebbe essere decisa soltanto in base al formato: il messaggio deve essere comprensibile, interessante e coerente con l’obiettivo pubblicitario.

Per verificare le caratteristiche dei diversi annunci, puoi consultare la guida Google ai formati degli annunci video.

4. Utilizzare YouTube anche per generare contatti e vendite

YouTube non serve esclusivamente a far conoscere un marchio. Può contribuire anche a obiettivi più vicini alla conversione, come la richiesta di informazioni o l’acquisto di un prodotto.

Per questi obiettivi Google Ads mette a disposizione le campagne Demand Gen, che possono combinare video, immagini e altri elementi creativi.

Da maggio 2026 le precedenti campagne video per azione sono state completamente trasferite a Demand Gen.

È importante sapere che una campagna Demand Gen non viene pubblicata necessariamente soltanto su YouTube. Può utilizzare anche altre piattaforme Google, come il Feed personalizzato e Gmail, oltre agli altri canali disponibili.

Se vuoi concentrare l’investimento su YouTube, devi verificare i controlli dei canali e selezionare le posizioni compatibili con la campagna e gli annunci.

Per generare conversioni non basta però aggiungere un pulsante al video. Servono una proposta chiara, una pagina di destinazione coerente e un sistema di misurazione configurato correttamente.

Se l’utente arriva sul sito e non trova ciò che ha visto nell’annuncio, la campagna può consumare budget senza produrre risultati utili.

5. Misurare le visualizzazioni, la notorietà e le conversioni

Uno dei vantaggi delle campagne YouTube è la possibilità di raccogliere dati sulle prestazioni. La metrica da osservare, però, dipende dall’obiettivo.

Se vuoi aumentare la visibilità

Puoi analizzare copertura, impressioni, frequenza e visualizzazioni degli annunci.

Questi dati aiutano a capire quante persone hai raggiunto e come hanno interagito con il video. Non dimostrano, da soli, che il pubblico ricordi il brand o sia intenzionato ad acquistare.

Se vuoi misurare la notorietà del brand

Google mette a disposizione strumenti specifici, come Brand Lift, che utilizza sondaggi e gruppi di confronto per valutare l’impatto delle campagne su indicatori come ricordo dell’annuncio, notorietà e considerazione.

Due gruppi di pubblico vengono confrontati attraverso un'indagine Brand Lift per valutare l'impatto della pubblicità YouTube.

Esiste inoltre Search Lift, che permette di studiare se la pubblicità ha generato un incremento delle ricerche relative a un brand o prodotto su Google e YouTube.

Questi strumenti non sono disponibili automaticamente per ogni campagna: richiedono requisiti di idoneità e, in particolare, budget sufficienti. Search Lift prevede anche specifiche condizioni di accesso.

Abbiamo approfondito l’argomento anche nell’articolo dedicato al Brand Lift e alla misurazione dell’impatto delle campagne.

Se vuoi ottenere contatti o vendite

Devi configurare il monitoraggio delle conversioni e individuare le azioni che hanno realmente valore per l’azienda: acquisti, richieste di preventivo, iscrizioni o altri obiettivi pertinenti.

Puoi quindi valutare metriche come costo per conversione e valore delle conversioni, quando disponibile.

Una conversione attribuita da Google Ads non equivale necessariamente a una vendita incrementale causata dalla campagna. Per approfondire questo aspetto, gli inserzionisti idonei possono valutare studi specifici come Conversion Lift.

La misurazione corretta parte dal risultato che vuoi ottenere, non dal numero più alto mostrato nella dashboard.

6. Gestire il budget senza confondere visualizzazioni e risultati

Il costo della pubblicità su YouTube dipende dal formato, dalla tipologia di campagna, dalla strategia di offerta e dalle condizioni delle aste pubblicitarie.

In alcune campagne il costo è collegato alle visualizzazioni, in altre alle impressioni. Per le campagne orientate alle conversioni vengono utilizzate strategie di offerta e modelli di fatturazione differenti.

Non esiste quindi un unico prezzo valido per tutte le campagne YouTube.

Prima di investire, stabilisci il budget disponibile e decidi come valuterai il risultato. Se l’obiettivo è ottenere preventivi, per esempio, un costo per visualizzazione basso non compensa automaticamente l’assenza di richieste pertinenti.

Ricorda inoltre di considerare la produzione del video, la gestione della campagna e le eventuali attività necessarie sul sito.

Quando conviene fare pubblicità su YouTube?

Una campagna su YouTube merita di essere valutata quando il video può aiutare l’azienda a spiegare meglio la propria offerta, raggiungere nuovi potenziali clienti o sostenere una strategia di acquisizione già strutturata.

Può essere particolarmente interessante per il lancio di un prodotto, per presentare servizi difficili da raccontare con un semplice annuncio di testo o per far conoscere un brand a un pubblico che ancora non lo cerca direttamente.

Non è però la soluzione automatica per qualsiasi obiettivo. Se un’azienda ha bisogno soprattutto di intercettare persone che stanno già cercando un servizio preciso, potrebbe essere opportuno valutare anche campagne sulla rete di ricerca.

La scelta dipende dal pubblico, dal messaggio, dal budget e da ciò che l’azienda è in grado di misurare e gestire.

Se stai valutando YouTube all’interno della tua strategia pubblicitaria, scopri come Redomino affronta la creazione delle campagne Google Ads, partendo dagli obiettivi aziendali e dalla scelta degli strumenti più pertinenti.

La domanda non è soltanto quante persone possono vedere il tuo video. È che cosa vuoi ottenere dopo che lo hanno visto.

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